Raffaella Carrà spegnerà presto settanta candeline, ma resta un fenomeno senza tempo

Tv / News - 17 April 2013 13:00

Protagonista di “The voice of Italy” il giovedì su Rai Due, la donna di spettacolo bolognese è una vera icona che ha unito più' generazioni ottenendo applausi nel mondo intero\r\n

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Raffaella Carrà. Un uragano di bravura, capacità e simpatia capace di unire generazioni differenti ottenendo enorme successo a livello planetario. La vediamo attualmente protagonista sugli schermi di Rai Due nel talent show “The voice of Italy” e tantissimo l'abbiamo ammirata negli anni come presentatrice, attrice, ballerina, cantante, autrice. 


Una figura completa la sua, definita perfettamente da Gianni Boncompagni tramite l'espressione “Raffa no limits”. Perchè questa vulcanica donna di spettacolo bolognese non si è mai posta limiti: ormai ha quasi settant'anni e non li sente, affronta l'esistenza con gusto, buon senso, classe. Si diverte. Ironica ed autoironica, la Raffa Nazionale s'immerge nel presente senza timori di sbagliare. Dice la sua sulla politica, sull'arte e sulla propria parabola di vita, sostenendo di avere un unico rimpianto: quello di non aver dato alla luce un figlio.
Raffaella, classe 1943, è nata il 18 giugno e a soli otto anni ha seguito a Roma la fondatrice dell'Accademia Nazionale di Danza, Jia Ruskaja. La sua carriera al cinema comincia agli inizi degli anni Cinquanta. Prende parte infatti al lungometraggio “Tormento del passato” (1952) di Mario Bonnard, comparendo nei titoli con il suo vero cognome: Pelloni. Sul grande schermo lavorerà pure accanto a  Frank Sinatra nel film hollywoodiano “Il colonnello Von Ryan”. Nel 1961 debutta in televisione ne “Il paroliere questo sconosciuto” e, grazie a “Canzonissima 70”, intraprenderà una carriera discografica che le farà conquistare quattordici dischi d'oro, l'ultimo dei quali nel 2008 con “Raffica”.
La Carrà è una grande professionista, infaticabile, precisa e curiosa. Non si è mai sposata ed ha due nipoti che adora. Di lei hanno detto: “È un’opera d’arte, a prescindere dai programmi che fa” (Fabio Fazio); “Signora assoluta della nostra televisione maschilista, regina di lussuosi spettacoli sempliciotti ma mai maldestri, fata della bontà talvolta lacrimosa ma mai volgare, è la diva della famiglia italiana. E la famiglia in Italia non c’è più, per lo meno quella televisiva, neppure nella pubblicità” (Natalia Aspesi); “È stata dichiarata sito archeologico, si può entrare solo con piccone, casco e guida”. (Roberto D'Agostino).

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