L’ora legale e solare: come sono raccontate nei film
Il cinema ha usato spesso il tema delle ore in forma di thriller
L’ora legale, che stanotte alle 2.00 porterà le lancette avanti di un’ora, segna un passaggio rilevante, ossia la perdita di 60 minuti, che recupereremo in autunno. Ma questo spostamento rappresenta anche un’accelerazione di ciò che si sarebbe dovuto fare: ciò che dovevamo compiere alle ore 8.00 ormai è troppo tardi da realizzare, perché sono già le ore 9.00.
A considerare questo pericolo è anche Martin Scorsese, che in Fuori orario (After Hours, 1985) racconta di un tecnico di computer, capitato per caso nel quartiere newyorkese di Soho, che passa un’avventura surreale pericolosa, lontano dal senso dell’ora che ha perso.
Lo stesso ci raccontava Ingmar Bergman, in L'ora del lupo (Vargtimmen, 1966-68), dove un pittore famoso nella sua casa d'estate su un'isola è terrorizzato dalle ore notturne, tenendo un diario dove annota i demoni che lo assillano. Fino a scoprire che alla moglie, nel castello vicino, appaiono gli stessi fantasmi. Ed è l’ora a sancire la visita.
Ne La 25ª ora (25th Hour, 2002) Spike Lee segue uno spacciatore che ha ancora un giorno di libertà prima di entrare in carcere per sette anni. In questo caso l’ora legale avrebbe sancito la sparizione del film: invece quell’ora è fondamentale. La 25a.
Se vogliamo seguire l’angoscia incessante dello scorrere del tempo, allora The Hours (id, 2002), di Stephen Daldry ci porta in questa dimensione, con Nicole Kidman, Julianne Moore e Meryl Streep. Seguiamo la scrittrice Virginia Woolf che assillata dalle ore si annega nel fiume Ouse, oppure una moglie depressa che legge La signora Dalloway (1925) e rinuncia ad uccidersi, oppure una editor letteraria che osserva l'amico - gay e malato di Aids – gettarsi dalla finestra dopo averla ringraziata per la felicità che gli ha dato.
Un’ora religiosa è quella di Marco Bellocchio ne L'ora di religione – Il sorriso di mia madre (2002), dove un pittore laico e ateo reagisce alla notizia che la Chiesa cattolica ha avviato il processo di beatificazione di sua madre. Qui l’ora è quella della scuola, 60 minuti che portano in quella dimensione di fede che modifica l’esistenza.
E la religione ha sancito la scansione delle ore, con il ritmo preciso dei doveri spirituali: divisi in sette tempi, di tre ore in tre ore (con una interruzione notturna), per sopperire dalla carenza della fede. Lo dice il Corano (7, 87): “Essa pesa opprimente sui cieli e sulla terra e non vi coglierà che all’improvviso”. Lo dice un proverbio catalano: “Non è il male che uccide, è l’ora”. Lo dice il significato latino, per cui “Hora” significa ordine, decisione, giudizio.
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