Recensione film I ragazzi stanno bene: una trama troppo osé con Julianne Moore e Sophie Marceau

Cinema / News - 11 March 2011 10:11

Le coppie lesbiche al cinema, arrivano con comicità ed ironia. Anche in Italia ?

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Il tema del lesbismo è ormai stato sdoganato (in tv la serie Brother and Sister, la più esplicita in tal senso è un successo), ed è di moda fare outing. Sopratutto se sono personaggi famosi che seminano una scia di emuli: qui abbiamo sulla coppia lesbica, Jules e Nic, madri di due ragazzi concepiti grazie all’inseminazione artificiale.

Quando la figlia maggiore, Joni, compie diciotto anni, il fratello minore Laser la convince a contattare la banca del seme per sapere chi sia il loro padre biologico. I ragazzi scopriranno che si tratta di Paul, un quarantenne ristoratore donnaiolo. Paul s’introduce così nella loro vita, scombussolando l’apparente quieta convivenza.

Abbiamo usato gli aggettivi “apparente quieta” non a caso: il film getta il dubbio che la trama che affronta sia in verità troppo avanguardista per essere rappresentata. È giusto che una coppia lesbo adotti un figlio? La vita sarebbe veramente “quieta”, o è solo “apparenza”? Il film diretto da Lisa Cholodenko non dà una risposta: però la Moore crea un candore intorno alla sua interpretazione che rende vera la pellicola, facendoci vivere della stessa debolezza mascherata dei protagonisti.

Al dilemma morale e giuridico il film risponde solo con battute da sitcom che sminuiscono il tema serio. Come se con la risata si potesse evitare di affrontare il problema, che poi lo stesso Papa Ratzinger ha esposto più volte. Se in America il tema delle coppie di fatto che hanno figli è oramai entrato nell’attualità, in Italia è ancora legalmente impossibile: il che mina la possibilità che una trama simile possa essere apprezzata dal pubblico italiano.

 

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