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18 milioni di euro e una fattoria da sogno: quello che Maggie Smith ha lasciato ai figli

Maggie Smith lascia 18 milioni di euro ai figli. Dettagli sull'eredità, la villa nel Sussex, il trust familiare.

18 milioni di euro e una fattoria da sogno: quello che Maggie Smith ha lasciato ai figli

A due anni dalla sua scomparsa, i documenti legali relativi alla successione di Maggie Smith rivelano dettagli sorprendenti sul patrimonio lasciato dall'indimenticabile attrice britannica. La professoressa McGranitt di Harry Potter e l'acida Violet Crawley di Downton Abbey ha lasciato una fortuna di 16 milioni di sterline, equivalenti a circa 18,6 milioni di euro, ai suoi due figli Chris Larkin e Toby Stephens.

I documenti di successione pubblicati di recente mostrano che il patrimonio netto ammontava precisamente a 15.977.325 sterline, dopo aver detratto debiti e spese da un totale iniziale di 16.003.613 sterline. La maggior parte di questa considerevole eredità è stata divisa equamente tra i suoi due figli, entrambi attori come la madre e il padre Robert Stephens, scomparso nel 1995.

Schede

Dame Margareth Natalie Smith si è spenta il 27 settembre 2024 all'età di 89 anni presso il Chelsea and Westminster Hospital di Londra, dopo una lunga malattia. La sua morte aveva suscitato commozione in tutto il mondo, con tributi da parte di colleghi, fan e persino di re Carlo III, che l'aveva definita un "tesoro nazionale".


Il gioiello più prezioso dell'eredità è senza dubbio la Douglas Lake Farm, una tenuta appartata con cinque camere da letto situata nel West Sussex, vicino a Fittleworth, sulle South Downs. Non si tratta di una semplice casa di campagna: la proprietà comprende fienili, una scuderia e persino un vigneto. Qui Maggie Smith ha vissuto per oltre 40 anni, crescendo i suoi figli lontano dai riflettori e coltivando quella riservatezza che l'ha sempre contraddistinta.


La gestione di questo bene immobiliare rivela l'accortezza dell'attrice nella pianificazione patrimoniale. Anziché lasciare la proprietà direttamente ai figli, Smith l'aveva inserita in un trust familiare istituito insieme a Chris e Toby nel 2019, cinque anni prima della sua morte. Una scelta che denota lungimiranza e attenzione nella tutela del patrimonio familiare.


Ma l'eredità non si limita al denaro e agli immobili. Il testamento contiene anche disposizioni relative a royalties, diritti d'autore e opere inedite che l'attrice aveva ereditato dal suo secondo marito, il drammaturgo Beverley Cross. Un patrimonio culturale oltre che economico, che testimonia una vita dedicata all'arte in tutte le sue forme.


Questa fortuna considerevole è il frutto di una carriera straordinaria durata quasi sette decenni tra teatro, cinema e televisione. Maggie Smith ha vinto il suo primo Oscar nel 1969 per La strana voglia di Jean, seguito da un secondo nel 1978 per California Suite. In totale ha collezionato sei nomination agli Academy Awards, oltre a sette BAFTA, quattro Emmy, tre Golden Globe e un Tony Award. Nel 1990 è stata insignita del titolo di Dama dalla Regina Elisabetta II, coronamento di una carriera che l'ha resa una delle attrici più rispettate della Gran Bretagna.


Per le generazioni più giovani, però, Maggie Smith è soprattutto la professoressa Minerva McGranitt, apparsa in sei film della saga di Harry Potter, e la contessa vedova Violet Crawley di Downton Abbey, personaggio che le ha regalato un'ultima ondata di popolarità globale. Negli ultimi anni della sua vita, l'attrice aveva persino accettato di diventare ambasciatrice del brand di moda Loewe, sotto la direzione creativa di Jonathan Anderson, dimostrando ancora una volta la sua capacità di reinventarsi e sorprendere.


Nonostante il successo planetario e la ricchezza accumulata, Maggie Smith è sempre riuscita a mantenere gran parte della sua vita personale lontana dai riflettori. La sua eredità ora si divide tra il patrimonio economico destinato ai figli e quello artistico destinato alle generazioni future: decine di interpretazioni indimenticabili che hanno segnato la storia del cinema, della televisione e del teatro britannico.

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