Spectre, Daniel Craig per l'ultima volta 007: la morte non è mai stata così vicina a James Bond

Cinema / Recensione - 05 November 2015 13:00

Recensione film Spectre: Sam Mendes dirige il suo secondo capitolo della saga dopo il successo di Skyfall, e questa volta farà sfidare a James Bond uno dei più temibili cattivi di sempre

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Spectre film diretto da Sam Mendes, ventiquattresimo film della serie di 007, che vede per la quarta volta Daniel Craig nei panni dell’agente segreto James Bond. Per Mendes invece si tratta della sua esperienza con la saga, dopo il grande successo ottenuto nel 2012 con Skyfall. Ovviamente tutti i film sono ispirati dai romanzi di Ian Fleming.

Trama. Un misterioso messaggio porta l’agente 007 (Daniel Craig) da Città del Messico fino a Roma, per scoprire l’esistenza di una minacciosa organizzazione segreta: la SPECTRE. Intanto M (Ralph Fiennes) in patria cerca di affrontare le forze politiche che vogliono smantellare l’Mi6, a favore di nuove tecnologie sempre più invasive e tentacolari. Tra inseguimenti e sparatorie Bond si ritroverà ad avere a che fare con una sua vecchia conoscenza, un antagonista del passato, la cui unica intenzione è proteggere la figlia, Madeleine (Léa Seydoux). Sarà proprio quest’ultima la chiave per arrivare a Franz Oberhausen (Christoph Waltz), l’uomo a capo della Spectre.

Recensione. Giunge con questo capitolo alla probabile conclusione la serie di 007, iniziata con Casino Royale e proseguita con Quantum of Solace e Skyfall, che vede come protagonista Daniel Craig. Spectre infatti tira le fila di tutto un lungo discorso di reboot iniziato nove anni fa, in cui la figura di James Bond è profondamente mutata rispetto alle pellicole del passato. Ci siamo ritrovati ad avere a che fare con un agente segreto in carne ed ossa, non quella specie di divinità carica di savoir-faire e incapace di sbagliare dei precedenti titoli: 007 ha a che fare con problemi reali, come il passare del tempo, il passato, la depressione, la paura, ma soprattutto la morte. Proprio quest’ultima rappresenta il vero punto di svolta della saga, infatti per la prima volta la morte è tangibile, rilevante. I morti perseguitano Bond, a partire dalla mai dimenticata Vesper Lynd e da M, passando inevitabilmente anche da tutti i villain deceduti: non a caso la prima sequenza del film si svolge durante la Festa dei morti a Città del Messico. 

Sam Mendes. Per raggiungere un tale livello empatico con lo spettatore serviva un grande regista, e Sam Mendes (American Beauty, Revolutionary Road), esperto in analisi psicologiche ed antropologiche, si è rivelato all’altezza del compito. Inoltre è riuscito ad ottenere, per un blockbuster d'azione che comunque fa della spettacolarità il suo punto forte, un’alta qualità nelle scelte stilistiche e tecniche. Da sottolineare la scena iniziale, un long take che si snoda dalla strada fin sopra ad un hotel: da rimanere a bocca aperta.

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