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Prima di Sons of Anarchy, Charlie Hunnam era un genio della commedia: la serie che non conosci

Charlie Hunnam prima di Sons of Anarchy: scopri Undeclared, la sitcom di Judd Apatow del 2001 che nessuno ricorda.

Prima di Sons of Anarchy, Charlie Hunnam era un genio della commedia: la serie che non conosci

Quando pensi a Charlie Hunnam, probabilmente ti viene in mente Jax Teller, il biker tormentato di Sons of Anarchy, con la sua giacca di pelle e quel carisma da anti-eroe shakespeariano. Oppure lo ricordi nei panni del pilota di Jaeger in Pacific Rim, o dell'esploratore ossessionato ne La città perduta di Z. Hunnam si è costruito una carriera solida su personaggi drammatici, intensi, spesso oscuri. Ma c'è un capitolo della sua filmografia che quasi nessuno conosce, un'anomalia perfetta nella sua carriera: una sitcom universitaria del 2001 chiamata Undeclared.



Creata da Judd Apatow subito dopo il clamoroso fallimento commerciale di Freaks and Geeks, Undeclared è una di quelle perle rare che la televisione americana produce e poi abbandona troppo in fretta. Trasmessa su Fox per una sola stagione tra il 2001 e il 2002, la serie seguiva le disavventure di sei matricole universitarie alle prese con l'identità, l'amore, l'amicizia e quella libertà improvvisa che il college americano promette. Al centro c'era Steven Karp, interpretato da Jay Baruchel, un ragazzo qualunque che vede l'università come l'occasione perfetta per reinventarsi. Il problema è che non ha la minima idea di come farlo, da qui il titolo: indeciso, non dichiarato.


E poi c'era Lloyd Haythe, il personaggio di Charlie Hunnam. Un teatrante sicuro di sé, donnaiolo senza sforzo, con quel fascino british che lo rendeva magnetico anche nei momenti più assurdi. Hunnam era già un attore affermato in Gran Bretagna, ma in America era praticamente sconosciuto. Undeclared gli diede l'opportunità di mostrare un lato completamente diverso: il timing comico, l'autoironia, la capacità di essere ridicolo senza perdere un grammo di fascino. Lloyd non era un personaggio particolarmente profondo, ma Hunnam lo interpretava con una leggerezza contagiosa, rubando la scena ogni volta che appariva.

Eppure la serie non funzionò. Fox la cancellò dopo diciassette episodi, senza darle nemmeno il tempo di trovare un pubblico. Le sitcom ambientate al college hanno sempre avuto vita difficile in televisione. Non tutti vanno all'università, e chi ci va spesso non si riconosce nelle rappresentazioni patinate o eccessivamente caotiche che Hollywood propone. Anche le serie teen più amate tendono a crollare quando i personaggi si iscrivono al college, o semplicemente saltano quegli anni. Apatow aveva fatto una scommessa audace, e perse. Ma col senno di poi, Undeclared era semplicemente troppo avanti, troppo onesta, troppo specifica per il pubblico televisivo generalista dell'epoca.

Oggi la serie è disponibile in streaming, ma rimane nell'ombra di Freaks and Geeks, che nel frattempo è diventata un oggetto di culto intoccabile. Undeclared merita lo stesso rispetto. Non solo perché ti permette di vedere Charlie Hunnam in un registro completamente diverso, o perché è piena zeppa di futuri nomi giganteschi della commedia americana. Ma perché è una serie genuina, che tratta il college non come un parco giochi idealizzato ma come un momento caotico e formativo, dove si sbaglia spesso e si cresce poco alla volta.

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