La coppia dei campioni, intervista a Max Tortora: 'il personaggio di un film comico va sempre reso umano'

Cinema / News - 26 April 2016 11:30

Mauxa ha intervistato Max Tortora, protagonista con Massimo Boldi del film "La coppia dei campioni". Max Tortira racconta di come rendere umano un personaggio comico.

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La coppia dei campioni è il film di Giulio Base in uscita il 28 aprile 2016, distribuito da Notorious Pictures. Il cast è composto da Massimo Boldi, Max Tortora, Massimo Ceccherini, Loredana De Nardis e Anna Maria Barbera.

Mauxa ha intervistato Max Tortora, che nel film interpreta Zotta il quale vince un biglietti per la finale della Champions League e andando a Praga conosce un altro vincitore, Dott. Fumagalli (Boldi). “Da sempre mi hanno offerto personaggio con una romanità spiccata, che se non contestualizzati vanno a finire in un cliché - ci dice Max - In questo caso ho cercato di tenere il protagonista sulla terra: anche quando sembra che si vada ad avvicinare un personaggio popolare, lo faccio diventare un’altra cosa”.

Il personaggio di Max è romano, mentre quello di Boldi è milanese: “Se sia di Roma o Milano, visto e rivisto, io me lo porto a casa, dando un’altra impronta che lo conduce ad un livello umano. Anche ne ‘I cesaroni’ ho fatto la medesima cosa: se vedo che non c’è verità non vado avanti”.

Nel film i due protagonisti viaggiano nello stesso aereo, una turbolenza costringe ad un atterraggio di emergenza in Slovenia con evidenti disavventure, tra episodi farseschi e riscoperta di reciproche umanità.

D. Max, come è stato il rapporto con Massimo Boldi sul set?

R. “Massimo ha tirato fuori dei registri che non conoscevo”.

D. Di che tipo?

R. “Ad esempio la commozione, l’amicizia, che lui interpreta bene. I due alla fine diventano quasi amici”.

Il film procede come un road movie: “Il film racchiude un certo dinamismo. Noi non siamo due trentenni, quel dinamismo l’abbiamo dovuto rendere con il rapporto tra me e lui, nella recitazione. Per tenere il tono della commedia devi avere come riferimento poi sempre la verità, anche se sei pettinato in maniera strana deve essere credibile”.

D. Giulio Base vi ha lasciato improvvisare oppure siete stati molto legati alla sceneggiatura?

R. “L’improvvisazione non esiste. Se non c’è una linea su cui improvvisare, non si fa nulla. L’improvvisazione non può sostituire la storia. Si raccontano tante teorie su questo aspetto, ma l’improvvisazione totale non è mai possibile”.

Il film è stato girato in Slovenia: “Abbiamo fatto base a Trieste. Ci siamo divertiti molto, con scenari molto belli. Ottime location”.

Max Tortora ha lavorato recentemente a teatro con “Di mamma non ce n’è una sola”, in televisione con “Impazienti”. Tra i due mezzi, ci dice cosa preferisca: “Ancora il cinema mi chiama poco, sperando che si accorgesse anche della mia parte autorale. Ad esempio per la televisione ho scritto anche delle serie family in 26 puntate. In teatro scrivo quasi sempre, anche con Tiziana Cruciani: stiamo scrivendo al terza commedia. Quindi risplendo alla tua domanda, preferisco il cinema. Le mie tempistiche si sono rallentate (ride)”.

La commedia romanica e impegnata è il genere preferito da Max Tortora: “Il mio film preferito è ‘C’eravamo tanto amati’ di Ettore Scola. È il tipo di commedia che vorrei fare io”.

Sul prossimo progetto risponde con ironia: “Non faccio progetti”.

D. Ho letto che è il film ‘Miami Beach’ di Carlo Vanzina.

R. “Con Vanzina ho lavorato anche in ‘Torno indietro e cambio vita’ e ‘Un matrimonio da favola. ‘Miami beach’ uscita a giugno”.

© Riproduzione riservata



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