Fumetto infanzia, Wee Willie Winkie di Lyonel Feininger e Little Lady interattiva di Verbek
Nella prima infanzia dei fumetti merita un posto anche un disegnatore d\'eccezione, l\'artista USA d\'origine tedesca Lyonel Feininger, pittore del Blaue Reiter e fondatore con Vasilij Vasil\'evi&
Lyonel Feininger propose un segno molto più netto rispetto al frammentario tratto dei disegnatori satirici creatori dell’arte dei balloon a fine Ottocento, attuando una vera rottura coi suoi predecessori. Fu il primo ad utilizzare la tavola senza una rigida divisione delle vignette, nonché a proporre una storia a fumetti in puntate, intitolata “The Kin-der-Kids”, che avrebbe dovuto costituire una sorta di graphic novel ante litteram, ma che rimase inconclusa per la morte dell’artista.
Il talentuoso pittore del Blaue Reiter, fondatore coi colleghi Kandiskij, Klee e Jawlensky del gruppo dei Quattro Azzurri, ha lasciato ai posteri anche una serie chiamata, dal nome del bambino protagonista, “Wee Willie Winkie”. Se il piccolo Nemo di Winsor McCay sognava dormendo, Wee Willie Winkie da sveglio adopra la sua fervida fantasia per tramutare la realtà in una specie di scena onirica. Compie un lavoro decisamente creativo e, di fronte ai suoi occhi, gli elementi caratteristici della pittura di paesaggio (sole, nubi, case rustiche, mulini a vento) prendono identità antropomorfe, assumendo fisionomie familiari e benevole.
Forse il sognatore ad occhi aperti di Feininger simboleggia la figura dell’artista che, con sguardo innocente di fanciullo, trasforma quanto ha intorno, ricreandolo poeticamente. Tuttavia le tavole colorate di “Wee Willie Winkie”, pubblicate sul “Chicago Sunday Tribune”, denotano un’estrema consapevolezza culturale e pure i fregi jugendstil che decorano le vignette rivelano il proposito d’incorniciare le visioni fantastiche dell’infante protagonista all’interno di un richiamo intellettuale.
Un esercizio di stile assai particolare e degno di nota è quello offerto dal disegnatore Gustave Verbeck dal 1903 al 1905. Simile fumettista, olandese però nato nella città di Nagasaki, in Giappone, affida la propria opera alle pagine del giornale “New York Herald”, confezionando una comic strip settimanale che rappresenta il primo ingegnoso esempio di fumetto richiedente un intervento interattivo da parte di chi legge: “The Upside Downs of Little Lady Lovekins and Old Man Muffaroo”.
In sei vignette Verbeck narra le avventure di una giovane signorina e del suo vecchio precettore ed i lettori sono obbligati a capovolgere la pagina per proseguire la lettura. La Little Lady diviene così l’insegnante ed il maestro si trasforma nella fanciulla in un affascinante gioco visivo che sovverte la percezione delle cose, incantando e stupendo. I disegni, girati di centottanta gradi, consentono di accedere alla seconda parte delle storie, regalando al pubblico, di fatto, altre sei vignette di divertimento: invero le stesse di prima che, voltate ed accompagnate da brevi descrizioni, portano le scene ad un totale di dodici.
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