Finding Vivian Maier: recensione del documentario candidato all'Oscar 2015
Finding Vivian Maier è uno dei documentari candidati agli Academy Award 2015, meglio noti come Premi Oscar. Scritto e diretto da Hohn Maloof e Charlie Siskel, il film muove dalla casuale scoper
Finding Vivian Maier è il documentario candidato al Premio Oscar 2015. Scritto e diretto da John Maloof e Charlie Siskel, il film racconta la storia di Vivian Maier, bambinaia di professione, ma anche geniale fotografa, la cui attività artistica è stata casualmente scoperta solo dopo la sua morte. Oltre ad essere uno dei film in conconrso gli Academy Awards 2015 come miglior documentario, la pellicola è già stata selezionata in molti festival internazionali, tra cui l'Edinburgh International Film Festival 2014, il Dublin Film Critics Circle Awards 2014, e altri festival americani. A seguito della scoperta di un vastissimo archivio di pellicole fotografiche – alcune delle quali mai sviluppate – le streets photography di Vivian Maier sono state esposte in prestigiosi musei a New York, Los Angeles e Londra riscuotendo, ovunque, uno smisurato – e non previsto - successo
Finding Vivian Maier Documentario Trama Quando nel 2007 Joun Maloof decise di acquistare ad un'asta una scatola piena di negativi, molti dei quali non ancora sviluppati, stava cercando alcune fotografie che potessero descrivere e rappresentare una parte della storia di Chicago, tematica che più lo interessava in quel momento. Tuttavia, la scoperta di uno sterminato corpus di streets photography dall'indubbia qualità artistica, lo portarono ad interessarsi alla mistariosa vita dell'autrice degli scatti un questione, una certa Vivian Maier. Il film ripercorre quindi la storia delle ricerche di Joun Maloof nel tentativo di trovare Vivian Maier, la sua identità, entrando in contatto con alcune persone che lei conosceva e capire perchè, di fronte a tanta genialità, la donna avesse invece deciso di non pubblicare i propri scatti. Il film cerca di rispondere a questa domanda, tratteggiando, nello stesso tempo, un ritratto emotivo e psciologia di Vivian Maier, la bambinaia che sempre aveva una macchina fotografica al collo
Finding Vivian Maier Regia Joun Maloof assume nel documentario il ruolo di testimone della sua stessa ricerca. Il co autore del documentario viene ripreso sin dall'acquisto della scatola piena di negativi, sia nelle fasi successive della ricerca: dal cercare appoggio nei circuiti classici dell'arte – per far conoscere Vivian Maier e far riconoscere le sua fotografie come vere e proprie produzioni artistiche – alle indagini sul passato di Miss Maier, alle interviste di quanti avevano già conosciuto in vita la fotografa ante litteram, sino a tratteggiare l'enigmatica personalità di un genio della fotografia del novecento che, tuttavia, alle luci della ribalta, aveva preferito il lavoro di bambinaia. La forma del documentario scelta dagli autori e quella canonica del reportage di inchiesta: alle interviste vengono affiancate le immagini di repertorio recuperete da Joun Maloof
Finding Vivian Maier Recensione La storia di Vivian Maier ha dell'incedibile. Non solo perché come altri artisti e fotografi – come ad esempio Eugene Atge – le straordinarie capacità fotografiche di Vivian Maier vengono scoperte solo dopo la sua morte, ma anche per la duplice personalità dell'artista stessa, che ci viene presentata come avente due lati caratterialmente opposti come la luce e il buoi, più una quasi patologica mania per l'accumulo di oggetti ritrovati e articoli di giornali inerenti la follia delle persone e il film è narrativamente costruito sulla ricerca e scoperta di questa personalità misteriosa e borderline. Il risultato finale è però non convince del tutto, anche se non mancano momenti commoventi o veri e propri colpi di scena, testimonianze capaci di far cambiare il modo con cui, fino a quel momento, ci eravamo immaginati Miss Maier
Gli Autori
John Maloof, prima di “Finding Vivian Maier”, aveva già diretto i corti Harwood Heights, This is Jason Davis e Schwim Schwam Show
Charlie Siskel è invece all'esordi come regista. Nel mondo del cinema si è fatto segnalare come sceneggiatore della serie tv “Review” e “Crossballs: The Debate Show”
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