Festival di Venezia 2017, 'Les bienheureux': recensione del film
Il film "'Les bienheureux" è stato presentato alla 74. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, in concorso nella sezione Orizzonti.
Abbiamo guardato il nuovo film diretto da Sofia Djama e intitolato "Les bienheureux", presentato alla 74. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e in concorso nella sezione Orizzonti.
La trama è ambientata nella città di Algeri alcuni anni dopo la fine della guerra civile e colloca i protagonisti all'interno di un agitato contesto socio-culturale. "Era l’inizio della “Riconciliazione Civile,” quando i criminali pentiti abbandonavano i loro nascondigli e tornavano alla vita civile apparentemente impuniti" - ha commentato la regista del film - "Era l’inizio dell’era Bouteflika. La guerra civile sembrava ormai lontana, ma attraverso una serie di attacchi dinamitardi il regime stava rinsaldando la dittatura in nome della sicurezza nazionale."
Il racconto si svolge in una sola notte e adotta il punto di vista di due generazioni: da un lato descrive l'evoluzione del rapporto tra Amal (Nadia Kaci) e Samir (Sami Bouajila), intenti a festeggiare il loro ventesimo anniversario di matrimonio, dall'altro segue il percorso del loro figlio Fahim (Amine Lansari) e quello dei suoi amici Feriel (Lyna Khoudri) e Reda (Adam Bessa). "A differenza della prima generazione" - ha spiegato Sofia Djama - "i giovani continuano a sognare, a coniare i propri codici di riferimento, a esprimere i propri obiettivi in maniera piuttosto goffa non avendo ereditato la conoscenza adeguata per strutturare la loro lotta. Dotati di maggiore lucidità rispetto ai loro predecessori, sono allo stesso tempo più esposti al pericolo e alla crudeltà del regime."
Nel corso del film la figura di Amal diviene centrale in quanto la principale linea narrativa evidenzia le conseguenze delle sue illusioni smarrite a causa degli avvenimenti storici trascorsi. La protagonista ha maturato nuove convinzioni, spera che suo figlio Fahim si trasferisca all'estero e anche lei desidera lasciare il paese. La notte in cui avrebbe dovuto festeggiare il ventesimo anniversario di matrimonio con Samir si tramuta in momento di confronto, degenera in uno stato di profondo disaccordo dove il mancato superamento delle incomprensioni finisce col richiamare con forza il tema della crisi della coppia.
Il film ricorre con frequenza a toni intensi e drammatici, utilizzati anche per delineare le diverse personalità di Fahim e dei suoi amici Feriel e Reda. I vari personaggi agiscono all'interno di un complesso scenario dove ambizione e disagio si perdono in una realtà al tempo stesso statica e dinamica.
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