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Festival delle Colline Torinesi 31: il programma completo

Festival delle Colline Torinesi 31: programma, spettacoli, movie e proiezioni dal 6 al 18 ottobre 2026 a Torino.

Festival delle Colline Torinesi 31: il programma completo
Festival delle Colline Torinesi 31: programma, movie, spettacoli e streaming

Il 6 ottobre inaugura il Festival delle Colline Torinesi 31. Un anno segnato da molte novità. La condirezione di Isabella Lagattolla e Federica Rosellini, due generazioni e una continuità di impegno nel campo della creazione contemporanea, si concretizzano in tredici giorni di fitta programmazione teatrale con molti artisti, artiste e artistə per la prima volta in Italia e tante prime nazionali.

COLLINE 31 è Romeo Castellucci, Janaina Leite, Industria Indipendente, Sara Leghissa, Schoß Company, Marco Donnarumma, Francesca Grilli, madalena reversa, Margherita Pevere, Marco D’Agostin, Flinn Works, Hashem Hashem, Núria Guiu Sagarra.

Festival delle Colline Torinesi 2026: il programma della prima settimana

Preludio del cartellone alla Fondazione Merz sarà un nuovo titolo di Romeo Castellucci, Credere alle maschere (6>7 ottobre, Fondazione Merz), evento performativo che riflette sul conflitto tra immagine e legge, violenza del linguaggio e responsabilità collettiva servendosi di due elementi iconici: una maschera e un’opera di Andy Warhol.

Il festival si apre anche all’Astra con Janaina Leite, affermata artista brasiliana per la prima volta in Italia, punto di riferimento nella ricerca sul teatro documentario, sulle scritture autobiografiche in scena, sul corpo e la sua valenza sessuale.

Intorno alla sua opera si costruisce un Focus: l’inaugurazione al Teatro Astra è affidata al suo spettacolo Stabat Mater (8>9 ottobre, Teatro Astra), in cui Leite lavora con sua madre e un pornoattore mascherato.

Nei giorni successivi ci saranno le due performance Deeper One (8>10 ottobre, Teatro Astra), un’esperienza immersiva per singolo spettatore, sospesa tra presenza e realtà virtuale, e The Material and Immaterial Body in its Borderline (9 ottobre, Teatro Astra), che racconta il suo percorso di indagine sul corpo materiale e immateriale.

Novità di questa trentunesima edizione è Industria Indipendente, collettivo artistico e di ricerca di Erika Galli e Martina Ruggeri, al Festival con il dittico su Don Chisciotte e Kathy Acker, presentato per la prima volta in Italia in forma completa: Quixote / Dammi i brividi – ma non per la paura (video) e Quixote / A rose is not a rose (solo) (10 ottobre, Fondazione Merz) vedono in scena Anna Maria Ajmone e in video Silvia Calderoni.

Sara Leghissa è artista, ricercatrice e performer con base a Milano. Presenta Muscles [Public Literature] (10 ottobre, Fondazione Merz); di nuovo al Festival una riflessione sull’opera di Kathy Acker, questa volta con un testo che afferma il corpo come spazio politico, trasformato dall’artista in un manifesto militante contro il linguaggio ordinario.

La palestra diventa campo di lotta queer, dove muscoli e desiderio sabotano norme morte e strutture oppressive attraverso una letteratura pubblica e ribelle.

Per la prima volta al Festival è la Schoß Company di Lisa Tatin, cantante/performer, e Simona Gallo, video light designer. La compagnia, svizzera, sviluppa una ricerca interdisciplinare che unisce musica, voce, elettronica e performance visiva.

La vediamo in LAB21_Mon corps n'obéit plus (11 ottobre, Fondazione Merz), prima italiana, che immagina un corpo che capta e disturba, fatto di sensori che lo rendono interfaccia sensibile, e Personne ne ramasse ma langue (11 ottobre, Fondazione Merz), incantazione a due voci che attraversa il pubblico unendo corpo e parola dando vita ai testi poetici di autrici impegnate come Lisette Lombé, Laura Vazquez, Stéphanie Vovor, Cécile Coulon, Kae Tempest.

Festival delle Colline Torinesi 2026: il programma della seconda settimana

Fa parte del programma Marco Donnarumma, artista performativo dell’audio e dei nuovi media: italiano che vive e opera a Berlino.

Ex Silens + Niranthea (12 ottobre, Coro di Santa Pelagia), per la prima volta in Italia, reinventa l’ascolto come atto politico. Tra corpo, suono e tecnologia, un rituale sensoriale abita la sordità come altra percezione.

Protesi uditive, impianti cocleari e algoritmi di intelligenza artificiale diventano organi sonori condivisi: non correggono, amplificano mondi. Umani e postumani vibrano insieme, oltre la norma. Un’esperienza audiovisiva creata per essere vissuta da persone sorde e udenti.

L’artista visiva Francesca Grilli presenta Sparks (13 ottobre, Teatro Astra), una performance partecipativa che rovescia il rapporto di potere tra adulto e bambino. Attraverso la lettura della mano, l’infanzia diventa guida e custode di visioni.

Hanno già una storia di Festival, i madalena reversa, coppia artistica e nella vita, padovano lui, palermitana lei. Si cimentano questa volta con la composizione di Messiaen, Pour la fin du temps (13 ottobre, Teatro Astra), e con l’invenzione di una installazione luminosa e sonora.

Il quartetto fu scritto nel campo di concentramento di Görlitz. Viene ritenuto uno dei più grandi esempi di musica da camera.

Margherita Pevere presenta Lament (14 ottobre, Teatro Astra), prima italiana, una performance che esplora storie trascurate ed ecologie post-incendio.

L’opera guarda al fuoco oltre l’evento spettacolare, concentrandosi sulle sue conseguenze meno visibili, dove suolo, comunità ed ecosistemi si trovano esposti tanto all’erosione quanto alla rigenerazione.

Approda al Teatro Astra Marco D’Agostin, Premio Ubu per la danza 2025, con uno spettacolo che è anche teatro, parola. Ha per titolo Asteroide (15 ottobre, Teatro Astra). Un misterioso paleontologo si presenta al pubblico per discorrere, ironicamente, di ossa, estinzioni e materiale cosmico.

I Flinn Works, collettivo berlinese che arriva per la prima volta in Italia, si esercita a riflettere sui crediti di carbonio e sulla questione del greenwashing con Carbon Negative (16>17 ottobre, Fondazione Merz), spettacolo tra laboratorio e performance, che invita il pubblico a scegliere, riflettere e agire su un futuro climatico possibile.

La scena artistica libanese, che costituisce un elemento di continuità nelle politiche culturali del Festival, torna anche quest’anno con Hashem Hashem, poeta e performer di Beirut, parte attiva in diverse organizzazioni LGBTQIA+, per la prima volta in Italia.

Propone يبقى الذي الصوت – The Sound that Remains (16 ottobre, Coro di Santa Pelagia), performance che, intrecciando scrittura poetica e sound design con un set che ricorda i lavori di Kae Tempest, restituisce un paesaggio sonoro vivo e politico.

Si parte dall’esplosione del porto di Beirut del 2020 per giungere alle nuove guerre del 2024 e 2026, aggiungendo stratificazioni di suoni, ferite e memorie.

Conclude il Festival un ultimo Focus su Núria Guiu Sagarra, coreografa e danzatrice catalana pluripremiata, per la prima volta in Italia con i suoi spettacoli.

In scena Supermedium (17>18 ottobre, Teatro Astra), nel quale otto corpi femminili o non binari agiscono come medium, canalizzando movimenti provenienti da tempi e contesti diversi.

Attraverso atti di invocazione, possessione e quasi esorcismo, l'opera crea una narrativa speculativa in cui il corpo diventa un archivio vivente, capace di trasmettere ricordi, gesti e storie attraverso le generazioni.

L’artista propone anche il suo ultimo lavoro, l’assolo POV (17>18 ottobre, Teatro Astra), che esplora un corpo posseduto da una molteplicità di altri corpi, immagini e immaginari, provenienti da tempi e spazi differenti, siano essi reali o fittizi.

Festival delle Colline Torinesi: laboratori, incontri e proiezioni

Al fine di rendere i tredici giorni di Festival un’esperienza compatta, unica e ricca da vivere nel suo insieme è previsto un articolato programma di laboratori, incontri e proiezioni distribuiti lungo l’arco delle due settimane in diversi spazi cittadini.

Questi momenti di approfondimento sono aperti al pubblico o destinati ai professionisti del settore che potranno dialogare e confrontarsi con artisti, artiste e artistə.

Festival delle Colline Torinesi: masterclass After the Crash

Ogni crash è una soglia: il punto in cui una forma di vita, un’immagine, un linguaggio o una comunità sono costretti a reinventarsi.

La proposta di queste masterclass, la cui partecipazione è stata regolata tramite una call molto partecipata, prende avvio da un dialogo inatteso tra due artisti lontanissimi per geografia, storia e linguaggio: Andy Warhol e Mamakgabo Helen Sebidi.

Due autori che, in modo radicalmente diverso, hanno interrogato ciò che avviene dopo l’impatto.

A partire da questa sollecitazione, Janaina Leite e Lara Duarte conducono la masterclass FRAGMENTS FOR A MONSTER L’archivio eterogeneo come pratica drammaturgica (7>10 ottobre, Cripta747).

Lisa Tatin, Schoß Company, propone THE WALKING HOUSE / THE WALKING VOICE La voce, spazio di resistenza e metamorfosi (6>7 ottobre, Teatro Bellarte).

Marco Donnarumma e Margherita Pevere propongono THROUGH THE TEARS OF REALITY Tra vulnerabilità e configurazione (12>15 ottobre, Cripta747).

Nuria Guiu Sagarra propone DANCING IMAGES Un’esplorazione incarnata dell’immagine e della cultura digitale (13>16 ottobre, Teatro Bellarte).

Movie al Cinema Massimo: proiezioni del Festival delle Colline Torinesi

Le proiezioni si tengono al Cinema Massimo a cura del Museo Nazionale del Cinema in collaborazione con il Festival delle Colline Torinesi.

In occasione di Credere alle maschere, il documentario Amleto: la veemente esteriorità della morte di un mollusco (5 ottobre) realizzato da Romeo Castellucci.

A man fell (14 ottobre) e Song of all ends (15 ottobre) di Giovanni C. Lorusso narrano rispettivamente un giorno nella vita di una comunità di rifugiati palestinesi e la vita di una famiglia nel campo di Shatila dopo l’esplosione del porto di Beirut e sono entrambi in occasione di The Sound that Remains.

Movie e televisione: la rassegna Archive Alive a Torino

La proiezione di La musica libera, storie di note, prigionia, orrori e speranze (12 ottobre) in occasione di Pour la Fin du Temps si tiene presso la Mediateca Dino Villani a cura di Rai Teche Torino per la rassegna Archive Alive, un viaggio nei campi di concentramento, negli anni della Seconda Guerra Mondiale.

Festival delle Colline Torinesi: Blog DAMS e Cabina 31

Prosegue l’attività del gruppo di studenti universitari del DAMS Torino che segue il programma del Festival con presentazioni e recensioni di spettacoli e interviste realizzate per l’occasione.

Con l’intenzione di abitare il Teatro Astra anche nei suoi spazi meno consueti e il desiderio di amplificare le voci del Festival, nell’antica cabina di proiezione del Cineteatro Astra prende vita una vera e propria redazione audio-video con un fitto palinsesto di interviste curate da operatori e operatrici del mondo teatrale, universitario e letterario.

Le conversazioni saranno disponibili su YouTube e sui canali social del Festival.

Festival delle Colline Torinesi 31: il Segno d’artista 2026

Il Segno d’artista di quest’anno, titolo grafico del Festival, è l’opera di Guendalina Urbani, Incidente di percorso, un’installazione site-specific fotografata da Chiara Fantaccione.

I frammenti del finestrino della macchina sono la rimanenza di un evento violento, drammatico. La macchina è metafora di un quotidiano che sembra proteggerci e portarci lontano, ma questa auto in frantumi può essere anche segno di un sistema capitalista che forse, oggi più che mai, deve ripensare a sé stesso.

Il coinvolgimento dell’artista che firma il Segno della trentunesima edizione quest’anno assume ulteriore concretezza: Guendalina Urbani firma anche Mi sciolgo per te, la performance inaugurale dell’8 ottobre al Teatro Astra.

L’opera si configura come una lastra commestibile dall’aspetto vetroso, successivamente rotta in frammenti e servita al pubblico tramite una breve azione performativa.

Il segno d’artista e la performance di Guendalina Urbani generano un duplice effetto percettivo: da una parte il dramma del materiale, pericoloso, tagliente, fragile, apparentemente distante e dall’altra il senso di allerta che entra nei corpi, fa parte di noi, diventa normale, parte integrante di una nuova personalità individuale e collettiva.

Festival delle Colline Torinesi 2026: dichiarazioni e nuova direzione artistica

“Sono felice di proseguire il percorso del Festival delle Colline Torinesi accanto al presidente dell’Associazione Sergio Ariotti e alle due direttrici artistiche Isabella Lagattolla e Federica Rosellini. Diciannove spettacoli si articolano per tredici giorni di fittissima programmazione che trova il cuore nella casa del TPE, il Teatro Astra, rinnovata accoglienza presso la Fondazione Merz che prosegue il cammino con il Festival e nuova dimora presso Santa Pelagia, Coro della Fondazione Opera Munifica Istruzione. Auguro un buon lavoro alle direttrici, aspettando con curiosità ed emozione questa attesa trentunesima edizione.”
Giulio Graglia, Presidente Fondazione TPE Teatro Piemonte Europa

“Nel 1941 con un mozzicone di matita e una gomma Olivier Messiaen, in un lager, compone uno dei capolavori della musica da camera. Nel programma 2026 del Festival l’installazione di una giovane compagnia ricorda quel celebre quartetto capace di ribellarsi alla brutalità del nazismo. Un interrogativo che da sempre accompagna l’arte e il teatro è proprio questo: quanto possono cambiare la realtà?”

“Il cammino del Festival delle Colline Torinesi, giunto alla trentunesima edizione dopo trenta di direzione con Sergio Ariotti e venti di partnership con la Fondazione Merz, presenta in questa edizione alcune novità.”

“La trentunesima edizione del Festival delle Colline Torinesi mostra una sinergia artistica importante. Dalla condirezione Lagattolla-Rosellini a un programma teatrale che arricchisce e completa l’offerta della Stagione del TPE grazie a uno sguardo attento e coraggioso verso le nuove proposte internazionali che da sempre caratterizza il Festival e che prosegue quest’anno con ben undici prime nazionali.”

Andrea De Rosa, direttore Fondazione TPE Teatro Piemonte Europa

“Essere chiamata a condividere la direzione artistica del Festival delle Colline Torinesi, realtà che da trent’anni rappresenta un punto di riferimento per la creazione contemporanea, nel mio primo anno da condirettrice è per me un grande onore, soprattutto accanto a Isabella Lagattolla, con cui in questi mesi il dialogo e lo scambio sono stati profondi e preziosi.”

Federica Rosellini, condirettrice Festival delle Colline Torinesi

Festival delle Colline Torinesi 31: sedi, biglietti e informazioni

Il programma del Festival e tutti gli aggiornamenti sono disponibili sul sito.

Gli spettacoli e le performance si svolgono a Torino presso:

  • Teatro Astra, via Rosolino Pilo 6
  • Fondazione Merz, via Limone 24
  • Coro di Santa Pelagia, via San Massimo 21
  • Cinema Massimo, via Giuseppe Verdi 18
  • Rai Teche Mediateca Dino Villani, via Giuseppe Verdi 31
  • Teatro Bellarte, via Ludovico Bellardi 116
  • Cripta747, via Giolitti 32C

Festival delle Colline Torinesi 31: organizzazione e collaborazioni

Festival delle Colline Torinesi 31 è un progetto di Associazione Festival delle Colline Torinesi e Fondazione TPE Teatro Piemonte Europa, con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Piemonte e Città di Torino.

Con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, in partnership con Fondazione Merz e in collaborazione con Fondazione Opera Munifica Istruzione, Cripta747, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Europride Torino 2027, Mediateca RAI Dino Villani, Museo Nazionale del Cinema, Tedacà Teatro Bellarte, Torinodanza festival e Università di Torino DAMS.

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