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Favino rischiò l'arresto al Parlamento: le curiosità sulla sua carriera per i suoi 57 anni

Oggi Pierfrancesco Favino compie 57 anni, perciò ecco alcune curiosità legate alla sua carriera che non conoscete

Favino rischiò l'arresto al Parlamento: le curiosità sulla sua carriera per i suoi 57 anni

Pierfrancesco Favino è uno di quegli attori che non conosci davvero finché non vai oltre la superficie patinata del red carpet. Romano, classe 1969 e proprio oggi compie i suoi 57 anni. Il suo volto è diventato negli anni sinonimo di versatilità assoluta: dall'eleganza glaciale del boss mafioso alla goffaggine irresistibile del perdente di turno, passando per eroi internazionali che parlano un inglese perfetto. Ma è quando esplori i retroscena della sua carriera che scopri un professionista ossessionato dal dettaglio, uno che per un ruolo è capace di stravolgere il proprio corpo.

Nel 2014 Favino ha affrontato una delle trasformazioni fisiche più radicali della sua carriera per Senza nessuna pietà. Ha prestato il volto a Mimmo, figlio adottivo di una famiglia criminale, arrogante in superficie ma alla ricerca di una vita tranquilla. Per rendere credibile quel personaggio ha preso oltre venti chili. Favino ha raccontato che sua figlia aveva iniziato a chiamarlo affettuosamente Ciccio. Quando è tornato al peso forma, dopo le riprese, tutti erano un po' delusi. Quel corpo più morbido, quella presenza fisica diversa aveva creato un legame emotivo inaspettato.

Ma la dedizione al mestiere di Favino non si limita alle trasformazioni corporee. Quando ha interpretato Gino Bartali nella miniserie Gino Bartali - L'intramontabile, ha preso il ruolo talmente sul serio arrivando a fare cinquemila chilometri in bicicletta. Voleva sentire nelle gambe la fatica del campione, capire cosa significasse davvero sfidare se stessi su quelle salite leggendarie.


Lo sport, del resto, è una delle grandi passioni della sua vita. Favino è un tifoso sfegatato della Roma e non perde occasione per ribadirlo. Il calcio per lui non è solo un passatempo: è identità, appartenenza, quel filo rosso che lega il ragazzo cresciuto nella Capitale all'uomo che oggi calcola il rosso carpets internazionali.


Non mancano nella sua carriera episodi curiosi, aneddoti che testimoniano quanto il confine tra finzione e realtà possa farsi sottile. Durante le riprese di Suburra, davanti al Parlamento, il regista Stefano Sollima gli ha fatto ripetere una battuta così tante volte che sono intervenuti i Carabinieri veri, intimando a lui e alla troupe di allontanarsi o sarebbero stati arrestati. Favino ha raccontato ridendo che Sollima gira fino a quando non gli sparano alla nuca: il perfezionismo come cifra stilistica condivisa.


Pierfrancesco Favino è oggi considerato un sex symbol, anche se sembra esserne inconsapevole. Le donne di ogni età lo adorano, ma lui continua a parlare del suo mestiere con l'umiltà dell'artigiano, concentrato sui dettagli tecnici, sulla preparazione, sul lavoro di squadra. Non ha la vanità della star, ma ha la curiosità dell'attore che sa di non aver mai finito di imparare.

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