Eric Clapton, la mano lenta del blues
Eric Patrick Clapton, inserito per tre volte nella Rock and Roll Hall of Fame, è considerato il secondo miglior chitarrista dalla rivista Rolling Stones, dietro l'immortale Jimi Hendrix.
Eric Clapton Slowhand, è il 30 marzo del 1975 e a Ripley nasce quello che Chuck Berry chiamerà “L’uomo del blues”. Il contatto iniziale con la musica arriva all’età di 13 anni, attraverso una chitarra acustica Hoyer, regalatagli per il compleanno. L’impatto è duro, difficoltoso, ma il ragazzino inglese continua ad esercitarsi con alcune registrazioni di artisti blues, che lo attirano più di tutto il resto. La sua storia musicale parte da qui, parte da ragazzo timido ma determinato.
\r\nEric Clapton gruppi, dopo un periodo di apprendistato da solista, arriva a 20 anni ad iniziare il suo peregrinare di gruppo in gruppo, in concerto per la capitale inglese. Gli Yardbirds sono il primo passo, poi arrivano ai Bluesbreakers e nel 1966 il loro primo disco assieme. Il sound rock-blues si evolve con la fondazione dei Cream, e nel frattempo Clapton incide anche alcune parti vocali e di chitarra in canzoni di Frank Zappa. Il periodo nei Cream rappresenta il più creativo e interessante nell’ancor giovane carriera di Eric, ma le pressioni delle major iniziano a farsi sentire. Il successivo scioglimento, a cui segue la fondazione e breve vita dei Blind Faith, concludono gli anni Sessanta e insieme quella dei supergruppi di cui Clapton faceva parte.
\r\nEric Clapton The Man of the Blues, gli anni Settanta si aprono con il primo disco solista di Clapton, a cui segue una tournèe dal vivo. Il successo e i duetti di chitarra con Duane Allman contraddistinguono l'album, ma durano poco, per l’improvvisa morte di Duane, poco dopo quella di Hendrix. I fatti segnano molto Clapton, che entra nel giro della droga e torna in auge solamente nel 1974, con l’uscita di 461 Ocean Boulevard, archetipo del suo futuro stile da solista. I concerti dal vivo tirano fuori l’anima blues e rock della sua musica, e verso la fine degli anni Ottanta compare in diversi appuntamenti live di beneficenza. Gli anni Novanta si aprono invece in modo nefasto, con la tragica morte del figlio Condor da una finestra d’albergo. La scomparsa scuote e ispira Tears in Heaven, e riapre il cuore di Eric alla musica blues, con riprese effettuate dal vivo e messe in onda da MTV nel 1992. Il disco del live diventa un must e vende sino a 10 milioni di copie, e la ripresa attività artistica regala a Clapton sei Grammy. Il nuovo millennio riassume dischi e canzoni mainstream e blues, iniziative benefiche e di recupero, e tour in giro per il mondo, arrivando sino in Italia. Dal 2006 tocca a Lucca, poi a Verona e all’Umbria Jazz Festival, e cinque anni dopo è Cava de’ Tirreni il luogo ad ospitare l’uomo del blues.
\r\nEric Clapton discografia, tutto inizia nel 1970, con la pubblicazione dell’album intitolato semplicemente Eric Clapton, il primo dei ventiquattro lavori in studio. Nel 1977 esce Slowhand, soprannome e più grande successo commerciale del cantante inglese, che contiene uno dei suoi brani più conosciuti, Cocaine. Negli ultimi anni escono Old Sock, datato 2013, e The Breeze: An Appreciation of JJ Cale, album tributo al suo amico John Weldon Cale.
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