Il Fatto Quotidiano, Un Giornale Non Ancora Di Sinistra. Il Parere Di Mauxa
Nelle prime 9 pagine de Il Fatto Quotidiano - nato il 22 settembre scorso - si attacca Silvio Berlusconi. A pagina 1, Marco Travaglio espone i motivi delle indagini di cui è vittima il sottosegretario Gianni Letta, per truffa, abuso d'ufficio e turbativa d'asta. A pagina 2 si legge "Bloccate quel pm. Le intercettazioni che accusano Alfano", riferendosi al ritardo con cui il Ministro della Giustizia è giunto alla nomina del procuratore di Brindisi.
A pagina 3, per la sezione Scomuniche l titolo è: "Benedetto XVI contro le famiglie allargate. 'Rovinano i figli". A pagina 4: "23 a 13 per Santoro", dove si informa del trionfo dell'intervista alla D'Addario nella trasmissione Annozero confrontato con l'insuccesso della trasmissione Porta a Porta che ospitava Berlusconi. A pagine 6 c'è la pubblicità a pagina intera del libro: Il regalo di Berlusconi. Comprare un testimone, vincere i processi e diventare premier. La vera storia del caso Millis. A pagina 7: "Dell'Utri, le accuse del Pg", con possibile ricostruzione di rapporti tra Cosa Nostra e Berlusconi. A pagina 8: "Asse Obama-Ue. Ma senza Berlusconi".
Più che un attacco al premier, il neonato giornale - e il cui nome è ispirato alla trasmissione di Enzo Biagi - è una sorta di opposizione alle manovre di governo giudicabili come deleterie. Così Bruno Tinti a pagina 9 invita il Presidente della Repubblica Napolitano a non firmare la legge sullo scudo fiscale, che esimerebbe gli intermediari a controllare se i capitali rientrati siano frutto di riciclaggio.
Pino Corrias polemizza dicendo che lo stesso Giuseppe Tornatore, regista di Baaria - che aggrada sia a sinistra che a destra - potrebbe candidarsi come esponete del Pd. Insomma, ci farebbe piacere che le prime 9 pagine siano improntate ad un'obiettività imponente che renderebbe ancor più affondante la critica al governo. Ma ancora non abbiamo capito se siano dettate da un odio verso Berlusconi - e ciò che rappresenta - oppure da un'analisi spudorata dello stato delle cose. Insomma, se al governo ci fosse un esponente di sinistra, quelle 9 pagine esisterebbero? Ci piace pensare di sì, perché finora Il fatto non sembra un giornale di sinistra.
L'interesse del lettore comincia a pagina 10 - chiamata Secondo Tempo - dove Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza espongono in maniera millimetrica le ipotesi sulla sparizione dell'agenda rossa di Paolo Borsellino: agenda in cui lui avrebbe appuntato il nome dell'amico traditore che poi lo spogliò della vita. Queste due pagine sono improntate alla più alta forma di giornalismo, accurato e affatto soggiacente ad un'ideologia. Quasi un thriller che si fa storia vera.
Non manca lo sport, dove si indaga sulle assunzioni di farmaci come il Neoton e il Micoren a scopo di aumentare le prestazioni sportive. Malcom Pagani indaga sui rapporti tra queste assunzioni e insorgere di malattie come Sla, tumori, vasculopatiti e infarti. Cultura: la stroncatura dell'onnipresente Baaria era scontata. F.A. (perché non inserire il nome?) lo considera una "Tac neorealista realizzata fuori orario d'ambulatorio".
Poi una pagina autocelebrativa dove si racconta del successo del Fatto, le cui copie nella prima settimana sono state 100.000 nei primi tre giorni di distribuzione. Incursione nella tv e nel web, dove si racconta di Beppe Grillo che reputa indegno l'oscuramento dei video sul proprio canale Youtube: i video trasmettevano filmati Rai e Grillo sentenzia (!) che su di essi non vale i diritto d'autore.
Infine le classiche lettere (sempre a sfavore del governo ) e i commenti di Furio Colombo che classicamente difende Obama. Ci piace più il Secondo Tempo de Il fatto, più consono allo spirito biagesco cui si ispira. Spirito non sinistrorso, se è vero che Berlusconi negli anni '80 convocò Enzo Biagi ad Arcore per convincerlo - invano - a lavorare per lui.
Unica nota: la "È" si scrive con l'accento grave e non con l'acuto, come nelle pagine che abbiamo letto: "É". Anche questo è un fatto.
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