Libro Bilal: viaggiare e morire da clandestini

Comics / News - 13 May 2009 11:00

image
  • CONDIVIDI SU
  • icon
  • icon
  • icon
  • icon
  • icon
  • icon

Bilal è un pugno nello stomaco, è un viaggio verso l'inferno senza ritorno. Bilal è un precipizio oltre il quale si entra nel baratro e si finisce nel buio. Un libro sconvolgente che fa piangere, indignare, arrabbiare, che lascia pensosi a guardare il soffitto, incapaci di prendere sonno.  

Bilal è un eroe, uno sconfitto, un immigrato e un emigrante; Bilal è la rabbia e l'umiliazione, il coraggio, la fame e la sete, la curiosità e la volontà, la voglia di combattere e l'impossibilità di farlo. Bilal è lo specchio di una società corrotta e avida; è la solita trama che si ripete nei secoli, nella quale cambiano solo le facce, ma la storia è sempre quella.

La storia di tutti i clandestini che cercano di arrivare in Italia, che muoiono lungo il tragitto o si arrendono per le troppe violenze subite; la storia di tutti gli immigrati che arrivano a Lampedusa e continuano a subire violenze e ricatti.

L'assurda storia di tutti quegli esseri umani che per lavorare devono fuggire dalle loro terre e si ritrovano a vivere come le bestie: sfruttati, mal pagati, a dormire su un lurido materasso senza acqua né luce, lavorando per dodici ore per pochi euro al giorno.

L'ignobile storia di un mondo benestante che continua ad arricchirsi alle spalle di chi è troppo povero persino per ribellarsi ed ottenere giustizia. Non c'è giustizia per i miserabili e la storia finisce sempre per lasciare questi poveri vinti sulla sabbia "travolti dalla fiumana del progresso."

Bilal è tutto questo, ma è anche di più: è il coraggio e la determinazione di violare la legge del più forte, tuffarsi tra le onde, arrancare e riemergere per urlare la verità.

Fabrizio Gatti con questo libro dimostra che esiste ancora qualcuno in Italia in grado di fare del vero giornalismo, di battersi affinché la realtà venga conosciuta e divulgata. Fabrizio Gatti è un grande esempio di libertà... e in nome di questa libertà, nessuno dopo aver letto Bilal riuscirà più a guardare un immigrato con gli stessi occhi.

Si ringrazia la libreria Karmakaos per la collaborazione.

© Riproduzione riservata



Seguici su

  • icon
  • icon
  • icon
  • icon
  • icon
  • icon