Filippo Timi, Re A Teatro
Ritorno sul palcoscenico per il poliedrico Filippo Timi. Il giovane attore ormai affermato torna al suo ambiente ideale, quella scatola teatrale che lo ha visto crescere e maturare, grazie ad un ottimo percorso formativo.
Nuovamente nelle vesti di un Re, nuovamente perché ricordo con piacere uno spettacolo dei suoi esordi nella città natale, Perugia: anche li indossava regali vesti nel Gatto con gli stivali. In Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche, Timi viene affiancato da Stefania De Santis, e sul palco vediamo Lucia Mascino, Luca Pignagnoli, Marina Rocco e Paola Fresa. La sua calda voce, nel buio della sala da fuori campo, ci introduce lo spettacolo che ci porta "...nella luce dell'abisso" dove troviamo "...quelli biondi dentro".
Una piece che si ispira all'Amleto di Shakespeare, ma in cui l'ironico e folle qui diviene Re, o meglio si sente Re: lui gioca, si diverte e si dispera, tra potere, oblio, frivolezza e pazzia. "Un poveraccio quando esce fuori di testa si sente RE, un RE quando impazzisce che cosa si può mai immaginare di essere? Un ragazzino viziato... che probabilmente se avesse mai sbirciato nella camera dei genitori, li avrebbe trovati a fare le orge con le fattucchiere di corte e i soldati in divisa... un ragazzino viziato che d'improvviso si sveglia nella notte... inizia a ridere e demolire il mondo... esasperando i meccanismi di potere, desiderio... e brama.... che regolano la natura violenta dell'uomo".
In questa alternanza di sfaccettature Timi si diverte, e ci diverte, regalandoci degli ottimi momenti, catturandoci con tutte le sue molteplici e notevoli capacità artistiche. Il suo trasformismo spazia tra momenti danzanti, canori, ironici e di drammatica intensità. I comprimari che gli girano attorno, sembrano quasi comparse che onorano la figura del Re, e infatti dalla platea rimaniamo quasi sempre a fissare la sua immagine da protagonista assoluto della scena. La regia forse centra troppo su di lui: che è, certo il perno della scrittura, ma lascia poco spazio alle altre figure.
Con lo spettacolo precedente La vita Bestia, Timi, ci aveva portato in un mondo tutto suo: il monologo era incentrato sulle sue esperienze di vita passata, tutta al personale. E l'intensità dello spettacolo sprigionava passione in ogni movimento e ricordo. Qui in sostanza. lo spettacolo nella sua globalità risulta troppo accentratore sulla figura del protagonista.
Una nota di perplessità la vorrei dedicare all'allestimento scenografico, di sicuro economico, ma che risulta troppo essenziale, quasi scolastico. A parte ciò è sempre un piacere vedere la figura di Filippo solcare le tavole del palcoscenico, guardarlo e stare bene, e come disse Amleto ad Ofelia "guardati in me... come fai a non ridere di te?".
IL POPOLO NON HA IL PANE? DIAMOGLI LE BRIOCHE. Drammaturgia: Filippo Timi e Stefania De Santis. Regia: Filippo Timi e Stefania De Santis. Attori: Lucia Mascino, Luca Pignagnoli, Marina Rocco. Produzione "Santo Rocco & Garrincha", in collaborazione alla produzione "Nuovo Teatro Nuovo di Napoli" e "ArtedanzaE20".
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