Cannes 66, la passione assoluta tutta al femminile de La Vie d’Adèle spiazza la Croisette
Palma d’oro assegnata al film di Abdellatif Kechiche e alle sue protagoniste, Léa Seydoux e Adèle Exarchopoulos, che hanno mostrato grande bravura nei propri ruoli. Speriamo di rivederle presto in n
La sessantaseiesima edizione del Festival di Cannes si è conclusa con la vittoria della pellicola “La Vie d’Adèle”, una love story tutta al femminile, dove due ragazze vivono una passione assoluta, lirica e saffica. La storia è quella di Adèle (Adèle Exarchopoulos), liceale quindicenne che, nell'attesa del grande amore, pensa d'intravederlo nel cordiale Thomas (Jeremie Laheurte). Ma l'incontro con una misteriosa giovane dai capelli blu le cambia la vita: infatti la sconosciuta entra prepotentemente nei desideri e nei sogni più intimi dell'adolescente che, pur cercando d'ignorare le proprie sensazioni e di concedersi a Thomas, capisce di provare attrazione per le donne. Riuscita a rintracciare colei che le ha scatenato nel cuore tanta passione, scopre una strada d'emozioni e sentimenti inediti. Adèle si perde, si cerca, esplora l'esistenza e riesce ad affermarsi come adulta in un sentiero di crescita colmo di sfide e turbamenti.
La sconosciuta dalla capigliatura blu si chiama Emma ed è impersonata da Léa Seydoux. Nel cast figurano anche gli attori Catherine Salée (la madre di Adèle), Aurélien Recoing (il padre), Sandor Funtek (Valentin), Karim Saidi (Kader), Baya Rehaz (Meryem), Aurelie Lemanceau (Sabine). La regia è affidata al talento franco-tunisino di Abdellatif Kechiche, già direttore artistico di “Tutta colpa di Voltaire” (2000), “La schivata” (2003), “Cous cous” (2007) e “Venere nera” (2010). la sceneggiatura è stata scritta dal medesimo insieme a Ghalia Lacroix.
“Dedico questo riconoscimento”, ha detto un Kechiche decisamente emozionato, “alla bella gioventù di Francia, incontrata durante la lavorazione del film, che mi ha insegnato molto sul vivere insieme. E poi ad altri giovani, protagonisti della rivoluzione tunisina, che lottano per esprimersi ed amare liberamente”.
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