Miele segna l'esordio dietro la macchina da presa di Valeria Golino
Miele segna il debutto alla regia di Valeria Golino. Il film affronta il difficile tema del suicidio assistito e l'attrice ha deciso di non recitare nel suo primo film
Il film "Miele" segna il debutto alla regia dell'attrice Valeria Golino e uscirà nelle sale dal primo maggio. Il tema che la Golino ha scelto di affrontare non è di certo facile e rischia di cadere nel frettoloso giudizio di chi la vede diversamente.
Ispirato ad "A nome tuo" romanzo di Mauro Covacich (Einaudi) Miele tratta, come precisa la stessa regista "non di eutanasia ma di suicidio assistito, che sono due cose molto diverse: qui si parla di decisioni conscie del malato che da un certo punto in poi deve fare tutto da solo."
La trama ruota intorno a Irene, interpretata da Jasmine Trica, trentaduenne sigle con delle storie occasionali. Particolare è il suo lavoro: aiuta a morire le persone che lo desiderano, quindi malati terminali che vogliono abbreviare l'agonia, persone la cui sofferenza intacca la dignità di essere umano. Per ovvi motivi Irene lavora in clandestinità ma nell'ambiente medico è piuttosto famosa e in tanti si affidano a lei. Tutti gli incontri con uomini e donni che vogliono abbandonarsi alla morte sono strazianti; la fine del dolore coincide con la definitiva separazione tra un marito e una moglie, tra una madre e un figlio. Un dì il destino porrà la protagonista di fronte ad un dilemma morale non da poco. Infatti a richiedere il suo servizio è un uomo di settanta anni che gode di buona salute, ma che ritiene semplicemente di aver vissuto ormai abbastanza. Inevitabilmente l'incontro metterà in discussione le certezze di Irene e la coinvolgerà in un scambio di ideologie e principi serrati lungo il quale la relazione tra i due sembrerà intrecciarsi di sottintesi e ambiguità affettive.
Racconta così Valeria Golini il suo primo film durante la presentazione a Roma, "Ho letto il romanzo tre anni fa, quando era uscito con un altro titolo e sotto pseudonimo. Mi era sembrato fulminante, contemporaneo, doloroso e provocatorio, con un personaggio femminile inedito nel panorama letterario e ancor di più cinematografico italiano. Ne abbiamo parlato con i miei partner produttivi e ne abbiamo acquisito i diritti.
Inizialmente avevamo un po' paura e c'era incertezza, soprattutto da parte mia, sul fatto di affidarlo a me come regista," prosegue con modestia la regista, "dato che è un film difficile per un esordio: non perché l'argomento fosse troppo ostico, ma semmai perché la mia inesperienza mi avrebbe penalizzato nel raccontare la storia come avremmo voluto."
Valeria Golino esprime la sua idea riguardante l'ostico problema italiano del suicidio assistito: "Penso fermamente che ogni essere umano, ogni persona, ha il diritto di decidere e gestire il proprio corpo, la proprioa vita e come finirla. Detto questo ci sono poi mille implicazioni che di volta in volta cambiano. Ogni storia personale, di ognuno di noi, è un'altra cosa, un'altra storia"
"Miele" sarà proiettato al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard.
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