Ermanno Olmi, un’autobiografia attesa e capace di stupire

Comics / News - 14 January 2013 07:40

Ermanno Olmi ci rivela i suoi pensieri, il suo punto di vista sulla politica e sulla filosofia nel suo atteso L'apocalisse è un lieto fine

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Ermanno Olmi ha avuto e continua ad avere una vita avventurosa: da giovanissimo è stato prima fornaio, poi impiegato, infine grande regista (difficile dimenticare le suggestioni di film come Il Villaggio di Cartone). Ha vissuto direttamente l’abbandono delle campagne e l’esplosione della società consumistica tra gli anni sessanta e settanta. Per questo, divenuto protagonista della stagione d’oro del cinema italiano, ha scelto di rappresentare, in controtendenza, la debolezza di uno sviluppo forsennato e privo di regole morali e criteri civili. Da sempre legato all’arricchimento umano che solo la bellezza concede: “Ho bisogno della bellezza, così come amo ogni anelito dell’uomo per compararsi a essa. Rinuncerei a qualsiasi merito artistico pur di riuscire a fare della mia vita un’opera d’arte.”

L'apocalisse è un lieto fine è l’attesa autobiografia di Ermanno Olmi, un invito accorato del ritorno alle origini, come se al massimo del pessimismo sia possibile trovare l’ottimismo, facendo un passo indietro e trovando il coraggio di ricominciare, come si ricomincia da zero nei campi dopo una carestia o una stagione sfavorevole. Le pagine di Olmi ci accompagnano con una prosa articolata e preziosa in una melodica visione di coraggio e impegno. Il suo libro contiene sfumati riferimenti alle occasioni perdute, sia sul piano personale che su quello politico e pubblico. Olmi invita alla costante e determinata ricerca dei valori sacri della terra e dell’Italia contadina di un tempo, ricca non di soldi, ma di grande vitalità e umanità.

© Riproduzione riservata



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