Sergio Leone, storia di un capolavoro mutilato
"C'era una volta in America" esce il 18 ottobre al cinema: gli spettatori avranno finalmente la possibilità di vedere il film che Sergio Leone aveva in mente.
C'era una volta in America (Once Upon a Time in America, 1984) torna al cinema il 18 ottobre: la versione restaurata, presentata in anteprima all'ultimo Festival di Cannes, contiene 26 minuti inediti, ovvero 6 blocchi di scene inserite nel punto in cui erano state tagliate. Questo è stato possibile grazie all'ausilio della sceneggiatura originale e la minuziosa analisi del taglio dei fotogrammi. L'opera di restyling al capolavoro della cinematografia mondiale firmata da Sergio Leone è a cura dalla Fondazione Cineteca di Bologna in collaborazione con Andrea Leone Films e Regency Enterprises.
Il progetto è stato finanziato da Gucci e The Film Fondation di Martin Scorsese.
C'era una volta in America è l'ultimo atto della trilogia del tempo (C'era una volta il West, 1968 e Giù la testa, 1971): tratto dal romanzo The Hoods (Mano armata, 1952) di Harry Grey, la pellicola racconta l'epica storia del gangster ebreo David Aaronson, detto Noodles (Robert De Niro), dagli anni 20 agli anni 60. L'ascesa dal ghetto agli ambienti che contano della malavita durante il Proibizionismo, sul filo dei ricordi, tra i fumi giovanili dell'oppio, dell'uomo ormai vecchio che torna a Brooklyn e ripercorre la propria vita.
Sergio Leone si appassiona al libro tra la fine degli anni 60 e gli inizi degli anni 70. In parte autobiografico, scritto sotto pseudonimo quando l'autore è detenuto nelle carceri di Sing Sing. Decide di incontrarlo e rimane affascinato dalla contrapposizione tra l'uomo che ha davanti e la mitizzazione cinematografica della figura del gangster.
Dopo varie difficoltà legate ai diritti dell'opera, Leone riesce, infine, a mettere insieme un team di scrittura senza precedenti: Franco Arcalli (Ultimo tango a Parigi, Novecento), Enrico Medioli (sceneggiatore di Luchino Visconti), Leo Benvenuti e Piero De Bernardi (sceneggiatori, tra l'altro, della saga di Don Camillo e Peppone, Fantozzi, Amici miei), il giovane Franco Ferrini e Stuart Kaminsky per la stesura dei dialoghi in americano.
Alla fine degli anni 70 è pronta una sceneggiatura di quasi cinque ore. Nel 1980 il produttore Arnon Milchan e la Warner Bros s'interessano alla pellicola. Robert De Niro accetta la parte del protagonista.
Once Upon a Time in America esce nel 1984: il risultato di una lunga battaglia e, infine, un compromesso tra Sergio Leone e i produttori riguardo alla lunghezza del film. La prima versione dura 4 ore e venti minuti: decisamente insostenibili per gli americani che costringono il regista a un taglio drammatico. La versione americana dura 1 ora e 34 minuti, quella europea, presentata a Cannes, 3 ore e 49. Grazie al restauro, gli spettatori avranno la possibilità di godere dell'opera originale che Sergio Leone avrebbe voluto portare al cinema e che, invece, con profondo rammarico dovette menomare.
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