Ave Mary: la donna del nuovo millenio secondo Michela Murgia
Ave Mary: ovvero come la Chiesa creò lo stereotipo della donna. Michela Murgia, con il suo Il mondo deve sapere, aveva già ritenuto necessario raccontare e denunciare una realtà urgente, quella de
Ave Mary: ovvero come la Chiesa creò lo stereotipo della donna.
Michela Murgia, con il suo Il mondo deve sapere, uscito nel 2006 (dal libro è stato tratto il fortunato film di Paolo Virzì Tutta la vita davanti) aveva già ritenuto necessario raccontare e denunciare una realtà urgente, quella del precariato giovanile, ottenendo un effetto detonante di pubblico e critica
Questa volta la brillante scrittrice torna in libreria con Ave Mary (Einaudi), un saggio storico-religioso che intende rendere giustizia alla figura di Maria al di là dello stigma che ne ha ridotto il ruolo a quello di ancella. In questo viaggio nelle parole delle Scritture scopriamo come la lettura del personaggio biblico di Maria offerta dalla Chiesa conduca a rappresentazioni limitate e fuorvianti delle donne. Ma Ave Mary non ci parla soltanto di Maria. O meglio: parte dalla figura di Maria ma per fare i conti con tutte le altre: un libro su di me, su mia madre, sulle mie amiche e le loro figlie, sulla mia panettiera, la mia maestra e la mia postina, spiega la scrittrice.
La Chiesa è ancora oggi, in Italia, il fattore decisivo nella costruzione dell'immagine della donna. Partendo sempre da casi concreti, citando parabole del Vangelo e pubblicità televisive, icone sacre e icone fashion, encicliche e titoli di giornali femminili, questo libro dimostra che la formazione cattolica di base continua a legittimare la gerarchia tra i sessi, anche in ambiti apparentemente che poco hanno a che fare con l’aspetto religioso. Anche tra chi credente non è.
Il pensiero di Michela Murgia si rivela critico. La scrittrice vuole mettere in evidenza come il sì di Maria, Madre di Cristo, sia stato un sì anticonformista e libero. Ma la Chiesa ha sempre fornito una diversa interpretazione della volontà di Maria, definendola come la sublimazione spirituale di tutti i sì pretesi dalle donne credenti, e non importa che questi consensi fossero assai meno liberi di quello della ragazza di Nazareth.
E’ spesso un sì obbligato. Al matrimonio come a tutti i rapporti sessuali che desidera lo sposo, alle gravidanze e i sì di obbedienza al padre, al fratello, al marito, al prete.
Il saggio di Michela Murgia è una vera e propria denuncia verso tutti quei subdoli giochi di potere che il sesso maschile, attraverso il potere della Chiesa, ha perpetrato per anni ai danni delle donne, mantenendole in condizioni di inferiorità. L’unico modo per donare un nuovo equilibri, che dia nuove opportunità alle donne, si ha solo se l’uomo smette di aver paura di dare fiducia alla donna.
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