Inquinamento Ed Ecologia. Dov'E' L'Affare?

Daily / News - 29 January 2009 17:32

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Mentre il comune di Milano, finto ecologista mette in atto l'ecopass, al polo nord l'ecosistema degli orsi e' sempre più minacciato da inquinamento e cambiamenti climatici. Sul loro destino scontro tra scienziati e politici.

Da poco più di un anno il comune di Milano dopo numerose polemiche, è riuscito a imporsi attuando una tassa per l'ingresso in centro urbano ( L'ECOPASS) fingendosi ecologista. In effetti lo scopo e' quello di far pagare ai cittadini una somma di denaro e far comprare automobili. Il provvedimento preso è molto differente da quello veramente ecologico preso dal sindaco di Londra Ken Livingstone dove per entrare con un motore a scoppio occorre pagare un'ingente somma mentre a Milano l'ingresso rimane gratuito in molti casi. Il provvedimento di Londra ha abbattuto drasticamente l'inquinamento cittadino ed attualmente si sta sviluppando un mercato di piccole auto elettriche perché esse possono entrare senza pagare.

Mentre in Italia si offre gratuità, al Polo Nord gli Orsi lottano contro il riscaldamento globale, nuotando per raggiungere le coste a centinaia di chilometri di distanza, per fuggire allo scioglimento del pack, il ghiaccio galleggiante che costituisce il loro territorio. Cercano di soddisfare la fame, che li accompagna sempre, anche nelle più fredde notti.

Le seconde linee sono nelle aule di tribunale, nei parlamenti, nei giornali, nei centri di ricerca e nelle università, con uomini che si impegnano per difendere l'orso polare e opporsi alle tesi e agli interessi delle industrie petrolifere.

Le loro idee si basano su dati che ritengono incontrovertibili: l'Artico sta mutando con una rapidità che non ha eguali in nessun altra zona del pianeta, tanto che, secondo il governo canadese a settembre il ritiro dei ghiacci ha superato il record storico del 2007. Ancora, la popolazione di orsi all'interno del Circolo polare è ridotta a circa 25 mila esemplari e secondo fonti WWF, nelle ricognizioni aeree sul mare di Chukchi, in Alaska, vengono avvistati orsi che nuotano in mare aperto a più di 100 chilometri dalle coste in cerca di cibo. A tutto ciò si oppone una variegata macchina da guerra che include petrolieri e politici sul riscaldamento globale.

L'ultimo scontro è avvenuto a maggio, quando il ministero dell'interno statunitense ha inserito gli orsi polari nella lista delle specie in via di estinzione. Prima dell'approvazione, la governatrice dell'Alaska Sarah Palin, insieme ad altre personalità dello stato, aveva inviato una protesta formale corredata da un rapporto firmato da sei scienziati.

Successivamente, il quotidiano inglese The Guardian ha rilevato che questi scienziati erano stati finanziati per i loro studi da compagnie petrolifere come la ExxonMobil, interessate all'acquisto di diritti di prospezione nel mare di Chukchi, habitat degli orsi.

Al rapporto era allegato un articolo di ricerca di cui sono autori: Willie Soon, scienziato finanziato  dall'American Petroleum Institute che dal 1998 ha ricevuto dalla ExxonMobil 715 mila dollari di finanziamento; David Legates e Timothy Ball che ha definito il riscaldamento globale "il più grande inganno nella storia della scienza"; Syun-Ichi Akasofu, ex direttore dell'International Artic center che sostiene che il riscaldamento del pianeta è una sorta di appendice dell'era glaciale. La loro tesi è che la popolazione degli orsi polari è abbondante, stabile e non minacciata.

Altri fattori costituiscono un rischio: nell'ecosistema artico ce ne sono molti contaminanti. Nell'area delle isole Svalbard, a nord della Norvegia, le sostanze tossiche hanno raggiunto livelli tali da influire sul sistema immunitario e sull'apparato riproduttivo degli orsi.Gli inquinanti arrivano dalle zone industriali del mondo, trasportati da vento e correnti, e si aggiungono ai danni prodotti dagli impianti petroliferi nel cuore del loro habitat.

Certo, sull'orso polare abbiamo ancora poche certezze; chissà che più degli intellettuali, politici e petrolieri non ne sappiano gli Inupiat, una popolazione indigena che vive da secoli in mezzo agli orsi e che da tempo richiama l'attenzione sull'urgenza del problema.

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