The Post: incontro con Steven Spielberg, Meryl Streep e Tom Hanks

Cinema / Drama / Intervista - 15 January 2018 18:45

“The Post” è il nuovo film di Steven Spielberg. Abbiamo incontrato il regista con i protagonisti Meryl Streep e Tom Hanks.

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The Post è il film di Steven Spielberg che racconta un caso realmente accaduto nel 1971. La proprietaria del giornale Washington Post, Katharine Graham (Meryl Streep) deve decidere se pubblicare o meno un dossier che proverebbe l’insabbiamento durato quattro decenni ad opera della Presidenza degli Stati Uniti, inerente il coinvolgimento nella guerra in Vietnam. Katharine deve fronteggiare gli azionisti della sua azienda che vorrebbero evitare la pubblicazione, e il direttore del giornale Ben Bradlee (Tom Hanks) che ritiene che il popolo debba essere informato su questa menzogna.

Abbiamo incontrato i protagonisti del film.

D. Il tema del film echeggia una minaccia attuale?
Steven Spielberg. Credo che la libertà di stampa sia un diritto, e che i giornalisti siano i guardiani della democrazia. Io sono stato educato in questa maniera. Se consideriamo che Richard Nixon cercò di bloccare la pubblicazione di questi report tramite una sentenza della Corte Federale, era la prima volta che ciò accadeva dal periodo della guerra civile americana. Anche oggi c’è questa minaccia, credo che la trama sia molto attuale.


The Post

D. Come mai non avete mai lavorato insieme?
Meryl Streep. Non abbiamo mai collaborato perché - come mi hanno sempre insegnato i genitori - occorre essere inviati a danzare.

Steven Spielberg. Ho sempre avuto difficoltà a chiedere alle ragazze di ballare (ride).

Tom Hanks. In realtà ogni volta che con Steven terminavamo un lavoro, dicevamo: “se ci fosse Meryl Streep con noi”.

Meryl Streep. Eh sì. Va bene.

D. Anche lei ritiene che l'ostilità verso la stampa sia reale?
Meryl Streep. La prima versione della sceneggiatura era stata acquistata da Amy Pascal sei giorni prima delle elezioni del 2016. Tutti ritenevamo che il film potesse essere un’espressione del carisma femminile, essendo la protagonista una tenace donna di affari, Katharine Graham. Ciò accadeva quando credevamo che fosse certa la vittoria di una donna alla Presidenza degli Stati Uniti. Poi la situazione è cambiata, e l’ostilità nei confronti della stampa è della donna è aumentata.


D. La protagonista Katharine Graham lavora a contatto con il direttore del giornale, Ben Bradlee. Anche lui riflette un’ambizione reale?
Tom Hanks. Il vero Ben Bradlee voleva avere non “una storia”, ma “la storia”. In quell'epoca il Washington Post era in concorrenza con il Washington Star, che era un giornale locale. E l'idea che il New York Times avesse uno scoop che loro non possedevano era un motivo di frustrazione, tanto che urla: “Noi siamo gli ultimi a casa nostra”. Questo era il suo carattere.

D. La stampa americana come ha accolto il film?
Steven Spielberg. La stampa ha sostenuto “The Post”: è una stampa che quasi quotidianamente deve difendersi dagli attacchi della pubblica amministrazione. Il film si concentra però su Katharine Graham, donna che è riuscita a fare valere se stessa in un momento in cui gli uomini imponevano delle scelte.
Per la prima volta nella mia carriera ho anche affrontato il rapporto tra due caratteri forti, come Tom Hanks e Meryl Streep: sono stato fortunato nell’avere avuto entrambi.

D. Come si collega il film con discorso dell’eguaglianza?
Meryl Streep. Con quella pubblicazione il popolo americano fece una scoperta tremenda, venendo a sapere che quattro amministrazioni avevano mentito sul coinvolgimento in Vietnam. I giornali erano composti solo da uomini, non c’erano donne. Poi tutti erano bianchi, le donne se eran preseti nelle redazioni svolgevano il lavoro di segretarie. Quindi la protagonista con le sue scelte si scontrò anche con Nixon. E vinse anche il premio Pulitzer con la sua autobiografia. Lo stesso Ben Bradlee mise a repentaglio la sua carriera.

Steven Spielberg. Il Washington post nel 1971 era il secondo giornale più importante della città, ma Ben Bradlee aveva una tale fame e presunzione da ipotizzare un futuro grandioso. In seguito il Washington Post pubblicò i dati sul Watergate, che condussero alle dimissioni dello stesso Nixon.

D. Come reputate il recente coraggio delle donne di denunciare i soprusi?
Meryl Streep. La battaglia sulla possibilità di denunciare le prevaricazioni è cambiata. Devo dire che le donne hanno sempre combattuto per far emergere questo problema, dagli ospedali ai ristoranti , alle case di riposo. Ritengo che questo momento sia veramente interessanti.

Steven Spielberg. Il tema è arcaico, ne sono stati scritti romanzi, film, saggi, serie televisive. È la domanda che riguarda la battaglia dei sessi. Le donne hanno dimostrato di spezzare lo stampo in un gli uomini le costringono ad essere da anni. Come nella seconda guerra mondiale, quando gli uomini erano a combattere al fonte e le donne presero le redini di aziende: ma allora nel momento in cui gli uomini tornarono a casa, le donne rimasero nelle cucine. In base agli esami storici mi sento di dire che il problema è degli uomini, incapaci di controllarsi, comportarsi in modo adeguato. E di accettare un no.

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