Intervista a Radu Jude, vincitore Festival di Berlino con film Bad Luck Banging or Loony Porn

Cinema / Intervista - 13 March 2021 17:45

Bad Luck Banging or Loony Porn è il film rumeno che ha vinto il festival.

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Bad Luck Banging or Loony Porn è il film rumeno che ha vinto il Festival di Berlino 2021. Diretto da Radu Jude, racconta di un video che diventa virale: ritrae un uomo e una donna, Emi (Katia Pascariu) che fanno sesso mentre indossano delle mascherine. Ma la donna viene identificata, è un'insegnante e da persona che dovrebbe essere un modello per gli studenti viene denigrata. La società in cui vive è sciovinista, e lei diviene il capro espiatorio di teorie cospirazioniste,


Come è nata l’idea del film?

A suo modo è un piccolo film, che però ha una qualità buona. Volevamo eliminare i cliché, e così l’abbiamo realizzato con una modalità popolare, quasi da circo. Doveva combinare la modalità popolare con una storia semplice.

Come è stato girare durante la pandemia?

Radu Jude. La decisione di girare il film durante la pandemia era un modo per restituire eventi contemporanei, e ciò ha portato alla presenza di simboli nel film. La mascherina è uno di questi.

Ada Solomon - produttrice. Per me Radu è il più pratico filmmaker con cui ho lavorato, si è adattato alle limitazioni. E ciò ha portato ad un’opera organica.

C’è una forte presenza comica nel film. Sei d’accordo?

Radu Jude. Ci sono particolari comici, che forse mi sono anche capitati nella vita. Ma considero la storia più umoristica che comica. La situazione sessuale di cui si tratta può dare spazio al comico, ma poi sfocia nel cinismo, nel black-humour.

Il fatto che il festival di Berlino sia sia svolto online, è stato penalizzante?

Radu Jude. Ci dobbiamo adattare a soluzioni inconvenzionali, anche per la produzione del film. Così anche il fatto che il festival di Berlino si sia svolto online, ha dato la possibilità di visionare il film a molte più persone.

C’è stato l’intento di essere provocatori?

Radu Jude. La provocazione è un elemento non essenziale, ad esempio alcuni film come quelli di Oshima non erano precipuamente provocatori ma poi ottenevano un consenso del pubblico. Non è stato mai il mio interesse principale, neanche nel montaggio.

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