Intervista a Ben Crompton: da 'Il Trono di Spade' a 'Strike'

Tv / Intervista - 17 October 2017 09:00

Mauxa ha intervistato in esclusiva l'attore inglese Ben Crompton.

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Abbiamo intervistato in esclusiva l'attore inglese Ben Crompton, noto al pubblico televisivo per la sua partecipazione a "Il Trono di Spade" nel ruolo di Eddison Tollett. Nel 2017 è nel cast di "Strike", serie basata sui romanzi di J.K. Rowling.

D: In “Strike” interpreta il personaggio di Shanker. Come ha vissuto questa esperienza?

R: Strike parla di un soldato, Cormoran Strike, che ha perso una gamba mentre prestava servizio nell’esercito e ora ha un’agenzia privata di investigazione nel centro di Londra. Shanker è un suo vecchio amico, la madre di Strike lo prese quando era un ragazzo e divenne per lui una seconda madre. Shanker è mosso dai soldi e dal pericolo, è un po’ come un enigma, con le mani in pasta dappertutto. Strike si rivolge a lui quando ha bisogno di fare qualcosa di illecito, tuttavia tra loro c’è un sottaciuto amore fraterno. La maggior parte delle mie scene sono state dirette da Charles Sturridge: egli, io e Tom Burke (il quale interpreta Strike) ci siamo divertiti molto con l’alchimia tra due personaggi apparentemente così diversi. 

D: Ha letto i romanzi di J. K. Rowling sui quali è basata la serie?

R: Shanker non compare fino al terzo libro, Career Of Evil, pertanto mi sono concentrato su quello. È una lettura davvero facile, molto coinvolgente. Intendo dire che l’argomento è molto oscuro ma la scrittura di J.K. Rowling è davvero accessibile. Inoltre c’è sempre un piacevole bilanciamento tra la brevità e il dettaglio, mi piace questo aspetto. Lei ha studiato le specificità di ogni ambiente quindi quando siamo arrivati a filmare, ad esempio a Masham nello Yorkshire, era esattamente come descritto. 

D: Il suo ruolo di Eddison Tollett ne “Il Trono di Spade” le ha permesso di accrescere la sua notorietà televisiva a livello internazionale. Cosa ha provato nel lavorare su questo set?

R: Sono entrato nella seconda stagione e non avevo visto la serie prima del provino. Ho guardato la prima stagione dopo aver ottenuto il ruolo ma questo non mi ha preparato per l’entità e l’organizzazione dello spettacolo quando sono arrivato. Inizialmente è stato un po’ difficile: due equipe, a volte tre, che filmavano contemporaneamente in enormi set e green screens. È strano l’essere parte di uno show e veder crescere la sua popolarità stagione dopo stagione. All’uscita della quarta eravamo tutti consapevoli di quanto grande stesse diventando. Girare la sesta stagione credo sia stato il punto di svolta, è stato quando i fotografi giravano davanti agli alberghi cercando di sbirciare quali attori/personaggi sarebbero ritornati (c’è stato un particolare interesse quell’anno dopo il cliffhanger con cui si è conclusa la quinta stagione). 

D: Il suo personaggio fa parte dei Guardiani della notte pertanto appare spesso insieme a quello di Jon Snow (Kit Harington), uno dei principali protagonisti de “Il Trono di Spade”. È felice del suo ruolo?

R: Mi piace far parte dei Guardiani della notte, probabilmente è la linea narrativa da cui sono rimasto più colpito, indipendentemente dall’essere o meno nella serie. C’è un bel gruppo di amici tra cui Kit, Mark Stanley, Owen Teale, Dominic Carter e John Bradley. Moltissime persone chiedono di Kit, adoro come il suo personaggio sia cresciuto nel corso delle stagioni e con esso la popolarità di Kit. Se hai necessità di vendere delle scarpe, un’auto o un profumo lui è il tuo uomo. Io ho anche la teoria che il Trono di Spade sia uno dei pochi lavori dove la mia statura potrebbe aver giocato in mio favore. Gli amici di Jon tra i Guardiani della notte hanno tutti la stessa altezza, tu non vorresti che gli altri siano più imponenti del tuo eroe d’azione (e prima che qualcuno citi Tyrion, certo è probabilmente il personaggio principale, lui è un altro tipo di eroe) ma il fatto che Kit non sia alto 1 metro e 88 mi ha aiutato a entrare nel cast. Lui è anche un ragazzo adorabile, mi piace trascorrere del tempo insieme a lui sia dentro che fuori dal set. 

D: Qual è il suo personaggio preferito?


R: Ce ne sono tanti. Mi piacciono Bronn e Il Mastino perché sono così rock 'n' roll e hanno grandi battute. Tormund è un vivace e forte personaggio e Kristofer, che lo interpreta, è l’attore più simile al suo personaggio. Il viaggio di Ayra è stato davvero fantastico. Naturalmente tutti amano Tyrion, me compreso. Yara è diventata veramente un personaggio interessante e mi piace come Gemma Whelan la interpreta, lei ha molto talento, è un’attrice versatile. Ma sono di parte e il mio personaggio preferito è Jon Snow, lui ce la mette tutta per mantenere la sua bussola morale ed è costretto a prendere decisioni difficili. Ogni colpo che riceve della vita (o dalla morte) lo rende più forte. 

D: La settima stagione de “Il Trono di Spade” ha riscosso un grande successo di pubblico. Quali aspetti della serie la rendono così popolare?

R: Credo che il Trono di Spade sia riuscito da solo a far risorgere il genere fantasy in televisione. Ma è molto più di una semplice serie fantasy, condivide molto di più con West Wing - Tutti gli uomini del Presidente di ciò che le persone possono inizialmente pensare. La gente può essere affrettata e pensare che sia tutto draghi e magia ma fondamentalmente il successo della serie è dovuto ai personaggi moralmente complessi, scritti magnificamente e i colpi di scena nell’arco della storia. Nel nono episodio della prima stagione la serie ha dato un grande shock ai suoi spettatori che ha funzionato per il resto della loro esperienza visiva, gli ha fatto rivedere tutto ciò che pensavano sulla serie. Da quel momento si è compreso che nessuno era al sicuro, non importava quanto fosse importante o centrale un personaggio. Dan e David sono stati attenti e rispettosi nel trasportare sul piccolo schermo i libri di George R.R. Martin, la cui scrittura è densa di riferimenti storici, molti degli eventi presenti nei suoi racconti si ispirano a reali episodi  avvenuti nel corso della storia. Lui ha creato un mondo ricco e coinvolgente con una moltitudine di meravigliosi e completi personaggi, non ci vuole molto perché il lettore/spettatore venga sedotto dalle lotte di potere, dal cambiamento delle alleanze e dai doppi giochi. Il fatto che la serie sia stata realizzate nell’epoca in cui gli effetti speciali sono giunti al punto da poter realizzare elementi fantastici in modo realistico e con sbalorditivo dettaglio è un ulteriore fattore di grande importanza. Non si sono passeggeri nella serie ma forti premesse, personaggi, linee narrative, cast, casting (Nina Gold e Robert Sterne hanno fatto un lavoro straordinario), musiche e valori della produzione. Quando arriva una serie che è quasi fuori dagli schemi rispetto a ciò che le persone pensano di voler vedere allora tocca tutti i tasti giusti. 

D: Quali sono i suoi prossimi progetti?

R: Attualmente sto girando un episodio di Vera (una serie britannica di genere investigativo con Brenda Blethyn nel ruolo di Vera). È grandioso in quanto è la prima volta che giro qualcosa locale da quando vivo nel Nord Est, è insolito tornare a casa dopo una giornata di riprese. Ci sono anche altri progetti in cantiere ma come spesso accade con i film e la televisione non ho ancora il permesso di menzionarli. Sto lavorando anche al ballet LORENT’s Rumplestiltskin per il teatro insieme ad altre serate stand up. 

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