Venezia 73, recensione American Anarchist: il disagio dello scheletro nell'armadio
Mostra del cinema di Venezia 2016, fuori concorso viene presentato Il documentario scritto e diretto da Charlie Siskel sul controverso libro The anarchist cookbook
The Anarchist Cookbook è il controverso libro scritto da William Powel quando aveva diciannove anni. Un testo che ha venduto oltre due milioni di copie e che ancora oggi continua ad essere richiesto ma che ha lo spiacevole primato di essere ritrovato nelle auto, negli appartamenti e negli zaini di alcuni attentatori isolati e disturbati che lo hanno utilizzato per fabbricare rudimentali armi alimentando così il tragico fenomeno delle stragi negli istituti scolastici.
Un ricettario, come denominato dallo stesso autore, contenente le spiegazioni per realizzare esplosivi ed armi. Seguendo le istruzioni del testo, così come si evince da alcuni filmati che circolano in rete, si possono produrre oggetti estremamente pericolosi nella cucina della propria casa. Questo è stato ciò che maggiormente ha disturbato l'autore il quale non si era reso conto della potenzialità negativa che il suo scritto ha portato nella società civile.
Charlie Siskel ha realizzato un documentario inappuntabile, permettendo all'autore intervistato di risponderà al motivo per il quale ha scritto The Anarchist CookBook. Spiega Powel che è stato fortemente condizionato dalla situazione politica e culturale di fine anni sessanta quando la lotta per i diritti civili aveva assunto toni drammatici ed il governo americano rimaneva fermo nel perseguire obiettivi guerrafondai verso l'estero. Le proteste di piazza venivano costantemente sedata anche con l'uso di violenza da parte delle forze dell'ordine. In questo clima di rabbia crescente, Powel cominciò a consultare testi contenenti informazioni relative ad armi ed esplosivi ed a raccoglierle in una sorta di manuale. Tutto questo perché sentiva di dover fare qualcosa per rovesciare l'ordine costituito e permettere al popolo di riprendere il controllo di un potere che secondo l'autore stava opprimendo parte della popolazione. Egli non avrebbe voluto l'effetto ottenuto ma solo far condividere informazioni di cui il Governo disponeva e permettere, all'occorrenza, al popolo di difendersi.
American Anarchist fa emergere con estrema chiarezza il disagio di Powel verso questo testo che gli ha procurato anche notevoli problemi nella ricerca di un lavoro. Sebbene avesse tentato di chiedere all'editore l'interruzione della pubblicazione, egli non aveva potere in quanto aveva ormai ceduto tutti i diritti. Il disagio di sentirsi responsabile per il contenuto di ciò che ha scritto lo ha portato lontano dalla sua casa. Durante la sua vita matura si è più volte dissociato dal contenuto scritto da un giovane arrabbiato che ha sfogato la sua ira contro il Governo americano e che aveva sottovalutato le conseguenze del proprio operato.
Powel afferma di sentirsi come ogni uomo che ha uno scheletro nell'armadio e per questo prova disagio. Il problema è che il suo scheletro nell'armadio, come da egli espresso è stato stampato e pubblicato e può essere letto da chiunque.
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