Prefettura violata, banca ingannata: l'attacco hacker che ha esposto 680 clienti Revolut
[Hacker ingannano Revolut fingendosi polizia con PEC della Prefettura di Reggio Calabria. Rubati dati di 680 clienti.
La Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha aperto un'inchiesta su uno dei casi di cybercrimine più sofisticati degli ultimi anni: un gruppo di hacker è riuscito a ottenere dati riservati di quasi 700 clienti della banca digitale britannica Revolut fingendosi agenti delle forze dell'ordine italiane. Il meccanismo della truffa è tanto semplice quanto inquietante: i criminali hanno compromesso una casella di posta elettronica certificata appartenente alla Prefettura di Reggio Calabria e l'hanno utilizzata per mesi per formulare richieste ufficiali alla fintech londinese.
Il reato ipotizzato è quello previsto dall'articolo 615 ter comma 3 del codice penale: intrusione in un sistema informatico di pubblico interesse. Sul caso si è attivata anche la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, che interviene quando la violazione riguarda un ente governativo. La prima informativa della Polizia postale descrive un'operazione estremamente strutturata, condotta con competenze tecniche avanzate e una conoscenza approfondita delle procedure burocratiche italiane.
Schede
Gli investigatori stanno cercando di capire se la pec della prefettura sia stata effettivamente violata attraverso un accesso diretto ai server oppure se sia stata clonata, creando un indirizzo apparentemente identico ma ospitato su infrastrutture controllate dai criminali. Entrambe le ipotesi presuppongono un livello di preparazione che va ben oltre le truffe informatiche comuni: si tratta di un attacco mirato, studiato nei dettagli, probabilmente pianificato per settimane se non mesi.
Un gruppo che si fa chiamare "iamnotavillain" ha rivendicato l'operazione in un'intervista al Financial Times condotta tramite Telegram. Gli hacker sostengono di possedere circa 147 gigabyte di dati interni delle forze dell'ordine italiane, un patrimonio informativo che comprende comunicazioni, documenti riservati e presumibilmente anche credenziali di accesso a sistemi ministeriali. Per mesi si sarebbero spacciati per agenti in servizio, chiedendo a Revolut indirizzi, numeri di telefono e cronologie di transazioni di correntisti residenti in diversi Paesi europei.
La richiesta di riscatto formulata dal gruppo è altrettanto anomala: 3 milioni di dollari da versare entro 24 ore in criptovaluta Monero, una valuta digitale utilizzata spesso per attività illegali perché le sue transazioni sono quasi impossibili da tracciare. La minaccia è esplicita: se Revolut non pagherà, i dati saranno venduti ad altre organizzazioni criminali. Il Financial Times sottolinea come questa modalità sia insolita: solitamente i gruppi di hacker internazionali negoziano privatamente con le vittime e rendono pubblici i dati solo in caso di rifiuto, pubblicandoli su siti del dark web.
L'Autorità Garante della Privacy italiana ha predisposto una verifica immediata su eventuali falle nella sicurezza degli accessi delle banche operanti in Italia, sia per appurare se vi siano stati altri tentativi di infiltrazione simili, sia per richiamare gli istituti bancari a rafforzare i controlli interni. Dagli uffici del Garante è partita una comunicazione alla rete dei responsabili di protezione dati delle banche, invitandoli a procedere a verifiche sollecite sui propri sistemi e, nel caso emergessero vulnerabilità, a prendere immediatamente contatto con l'Autorità.
Gli investigatori della Polizia postale stanno analizzando i log di accesso ai sistemi della prefettura e le comunicazioni inviate a Revolut per ricostruire la timeline esatta dell'attacco. L'obiettivo è capire quando è iniziata la compromissione, quante richieste siano state formulate usando l'identità falsificata e se esistano altre vittime oltre alla banca britannica. Il gruppo "iamnotavillain" ha dichiarato al Financial Times di non aver ancora avviato alcuna negoziazione con Revolut e di aver deciso per la prima volta di ricorrere a un ricatto pubblico, una scelta tattica che potrebbe indicare sia un tentativo di aumentare la pressione sia la volontà di acquisire notorietà nel panorama del cybercrimine internazionale.
La vicenda rappresenta un campanello d'allarme per l'intera infrastruttura digitale del Paese. La posta elettronica certificata è considerata in Italia uno strumento sicuro per le comunicazioni ufficiali, equiparato in molti casi alla raccomandata con ricevuta di ritorno. Scoprire che può essere compromessa mina la fiducia in uno dei pilastri della pubblica amministrazione digitale e impone una revisione urgente dei protocolli di sicurezza, non solo a livello di singole prefetture ma dell'intero sistema delle comunicazioni governative.
© Riproduzione riservata
Potrebbe Interessarti
Caserta History Film Festival 2026: cinema, storia e memoria nella seconda edizione
Caserta History Film Festival 2026: documentari storici, omaggio a Dario Fo e proiezioni dal 4 al 14 novembre
Elio Germano su Netflix: Roma, burocrazia e il sogno che non si realizza di avere un figlio
Noi, un po' meglio di Daniele Luchetti con Elio Germano: un'esplorazione sincera dell'adozione e delle coppie moderne.
Ariana Grande su Netflix nel fantasy che cambia Il mago di Oz: il cattivo non è chi sembra
Su Netflix trovi Wicked, il fantasy musicale con Ariana Grande e Cynthia Erivo.
Dio ride, dove è stato girato il film con Favino? Le location non sono quelle che sembrano
Dove è stato girato Dio ride con Pierfrancesco Favino? Scopri i borghi, i monasteri e i palazzi.
Pierfrancesco Favino sfida la Chiesa al cinema, la sua arma è una risata: il film da vedere
Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando protagonisti di Dio ride, il nuovo film di Giovanni Veronesi.
Cortina Express, dove è stato girato il film con Christian De Sica? La sorpresa sulle location
Dove è stato girato Cortina Express con Christian De Sica e Lillo? Scopri le location del film.
La decorazione di Halloween è così realistica da far scattare l'allarme incendio
Una spettacolare scenografia di Halloween simula un incendio così realistico da far intervenire i Vigili del Fuoco.
Hunger Games torna al cinema, ma è Elle Fanning con una ballerina in testa a meravigliare
Elle Fanning incanta la premiere londinese di Hunger Games: Sunrise On The Reaping.
