The Startup, 'la famiglia deve supportare i giovani': intervista all'attrice Lidia Vitale
Mauxa ha intervistato Lidia Vitale, attrice del film "The Startup - Accendi il tuo futuro".
The Startup - Accendi il tuo futuro è il film di Alessandro D’Alatri con Andrea Arcangeli, Paola Calliari, Matilde Gioli, Luca Di Giovanni e Lidia Vitale.
La trama - tratta da una storia vera - è quella del diciottenne Matteo Achilli che esasperato inventa un social network che fa incontrare in modo innovativo la domanda e l’offerta di lavoro. La famiglia lo sostiene, anche se molto sono quelli pronti ad approfittarsi di lui.
Mauxa ha intervistato l’attrice Lidia Vitale.
D. In “The start up” interpreti Monica, la madre del protagonista. Ci puoi raccontare il tuo personaggio?
Lidia Vitale. C’è uno slogan base, che è il sostegno del talento dei propri figli. Sostenere il figlio è indispensabile: la nostra è una società in cui i talenti vengono tarpati. La famiglia deve supportare i giovani. Il suo ruolo dovrebbe essere il supporto ai giovani: io ho consigliato mia figlia, Blu Yoshimi a fare l’attrice. Dall’altra parte il mio personaggio deve indagare le ambizioni del figlio, e in ciò ho cercato di essere fedele a ciò che Matteo mi ha raccontato del rapporto con sua madre. Il film è tratto da una storia vera: la madre è protagonista, è una donna che vive in periferia, che non sa bene cosa sia l’algoritmo di cui parla il progetto nel figlio.
D. Monica è una donna caparbia.
L. V. Sì, in Italia non scrive troppo al femminile: sono grata ad Alessandro D’Alatri per avere proposto un film sul talento. Poi Monica esiste davvero, ed emerge anche il concetto di un’emancipazione che non si basa sulla raccomandazione.
D. Il film racconta anche la voglia di mettersi in gioco e rischiare. Anche tu sei così nella vita?
L. V. In famiglia, quando ho iniziato a fare l’attrice nessuno ha capito ciò che stessi facendo. Mi hanno sostenuto, quando hanno potuto. Io personalmente tendo a fare in modo che il mio aspetto giovane e coraggioso si mantenga sempre vigile e allerta.
D. Le riprese si sono svolte a Roma?
L. V. Sì, vicino Corviale. Quindi c’era un’affinità tra il mondo raccontato e quello rappresentato: anche la vicenda reale accadde lì. L’atmosfera è stata molto familiare, poi con Massimiliano Gallo che interpreta mio marito è già la seconda volta o terza che facciamo la coppia.
D. Hai lavorato anche in “Tulips, Love, Honour and a Bike” del premio Oscar Mike van Diem. Pare un film misterioso, della cui trama si sa poco. Ci puoi raccontare il progetto?
L. V. È una saga della Puglia, dagli anni ’50 agli anni ’80. Io interpreto Immacolata. Così riesco anche a fare la commedia, perché nessuno mi offriva questo ruolo.
D. In tv arai anche in “Non uccidere” e “Liberi Sognatori”.
L. V. “Non uccidere” è una bella serie. Interpreto il ruolo di una lesbica, ex donna abusata dal marito che lavora in un centro anti-violenza. Mi sono immedesimata nel ruolo perché nella vita quotidiana seguo la battaglia per i diritti umani delle donne. In “Liberi Sognatori” sono un magistrato, così realizzo il sogno di mio padre di diventare avvocato e magistrato. Quella delle donne magistrato è una figura emblematica: hanno un incarico decisionale tipicamente maschile, che non scendono a compromessi ma hanno poi una loro femminilità. Sono molto curate, mai sciatte. Occupano delle posizioni maschili, ma sono femminili. Avevo anche il ruolo del magistrato Liliana Ferrara in “Era d’estate” che tiene testa a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: è così nei loro confronti perché vuole proteggerli.
D. Quale personaggio ti piacerebbe interpretare?
L. V. Una bella storia d’amore, di quelle anche intense. Come la protagonista del film “Elle”, interpretato da Isabelle Huppert: un ruolo così non sarebbe mai scritto in Italia. Sento fortemente una mancanza di storie al femminile nel panorama italiano. Paolo Virzì scrive sulle donne, Marco Simon Puccioni: ma non sono tantissimi che portano queste figure a tutto tondo. Francesco Bruni è uno che scrive al femminile.
D. Qual è il primo consiglio che daresti ad una ragazza che volesse intraprendere la carriera di attrice?
L. V. Sogna, studia. Sogna studia. E sopratutto, vivi.
D. Qual è il tuo libro preferito?
L. V. “Shantaram” di Gregory David Roberts. Perché amo l’India. Ci sono andata tre volte, e vorrei tornarci.
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