Tendenze moda Cappelli 2014, SuperDuper Hats a Pitti Uomo 85 per un accessorio sempre attuale
Siamo ormai giunti alla testa dell'ipotetico individuo che, da parecchi articoli, immaginiamo proporsi dinnanzi a noi. Dopo averne osservato i capelli, potremmo trovarli coperti, in tutto od in parte
Si suol dire che ciascun cappello abbia una storia da narrare, e lo sanno bene i componenti di un trio toscano che di recente è stato protagonista di Pitti Uomo, a Firenze. Si tratta di due ragazze ed un ragazzo, Ilaria e Veronica Cornacchini e Matteo Gioli, giovani designer artisti del copricapo. Hanno esibito alla fiera la loro collezione di cappelli, proponendola quale vetrina di un oggetto di design contemporaneo divenuto accessorio di culto pure tra le nuove generazioni. Un cappello che è quello dei cosiddetti gandy dancer ossia degli operai afro-americani impiegati nella costruzione delle ferrovie in Nord America.
Simili lavoratori, compiendo il proprio durissimo mestiere, intonavano canzoni funzionali a sincronizzarne i movimenti; ritmi black blues sotto pioggia e sole mentre faticavano protetti da un cappello amico, compagno di viaggio nel tortuoso percorso della vita, logoro perché vecchio, usatissimo ed esposto alle intemperie. Il trio Cornacchini - Gioli - Cornacchini, sulla scia di simile suggestione, ha presentato copricapi dalle tinte sporche, desaturati, recanti nuance che rammentano ferro e ruggine. Cappelli affascinanti che profumano di antico, eppure risultano modernissimi. Chicche per quanti vogliono vivere secondo i dettami della moda senza lasciarsi sfuggire le ultimissime novità. Hanno un nome inglese: “SuperDuper Hats”.
Il cappello, capo di vestiario finalizzato a coprire la testa in maniera parziale o completa, ha scopi sia di protezione che estetici ed igienici, ma può averne anche di magici e sociali. C'è chi affida a simile oggetto differenti significati psicologici. Secondo dicerie popolari chi ne indossa uno cercherebbe di celare le proprie idee. Se fatto di paglia significherebbe vanità, se di feltro indicherebbe molte preoccupazioni in colui che lo sfoggia. Quanti portano il cappello sono verosimilmente persone di successo e la sua perdita, nell'immaginario collettivo, è simbolo di sventura.
Il cappello nei secoli è stato assai utilizzato. In Egitto i faraoni coprivano la parrucca con una tiara bianca oppure mediante un berretto rosso. Invece nell'antica Palestina i religiosi d'origine ebrea mettevano in testa un copricapo bianco a forma di cono. Durante l'età medievale le signore abbellivano i cappellini con graziosi fiori o bei nastri intrecciati, mentre gli uomini avevano un ampio cappuccio ricadente sulle spalle, sostituito dopo il Trecento da un peculiare berretto con un codino che, in base alla condizione politica e sociale chi l'indossava, veniva lasciato cadere lungo il lato sinistro o il lato destro del collo.
Proprio nel Trecento nacque il cappello moderno, elevato nel Rinascimento attraverso materiali preziosi e sontuose fogge. Per tutto il diciottesimo secolo s'impose il tricorno con le caratteristiche tre punte, nell'Ottocento regnò una certa sobrietà e nel Novecento vennero ideate il floscio, bombette e pagliette. Oggi il cappello è un optional di moda, capace di regalare senz'altro una goccia di stile al look di quanti amano farsi notare.
© Riproduzione riservata
Potrebbe Interessarti
Sziget Festival 2026: Line-up e programma
Sziget Festival 2026 a Budapest: concerti e novità musicali
Notti di Cinema a Roma, il programma dal 3 al 9 agosto
Notti di Cinema a Roma: il programma dal 3 al 9 agosto tra Piazza Vittorio, Villa Lazzaroni, Parco Tevere, Villa Bonelli
Monferrato On Stage 2026, il programma
Monferrato On Stage 2026, Dutch Nazari in concerto a Moncalvo l’8 agosto: il programma
Villa d’Este celebra Pinocchio e i 200 anni di Collodi con cinema, musica e audiovisual mapping
Villa d’Este celebra i 200 anni di Collodi con due serate dedicate a Pinocchio tra cinema, musica e audiovisual mapping
Edinburgh Film Festival 2026, il programma dei film in anteprima mondiale
Edinburgh Film Festival 2026: gli undici film in anteprima mondiale e gli incontri con Ken Burns, Ewan McGregor
Filming Italy Venice Award 2026, Ella Bleu Travolta ambasciatrice e Letizia Arnò madrina
Filming Italy Venice Award 2026: Ella Bleu Travolta ambasciatrice e Letizia Arnò madrina. La cerimonia il 6 settembre.
Dolomiti Blues & Soul Festival 2026: Programma e Location nel Cadore
Scopro il programma del Dolomiti Blues & Soul Festival 2026 nel Cadore
Festival di Locarno 2026, tutti i film in concorso
Festival del cinema di Locarno 2026: scopri tutti i 17 film in concorso, le loro trame e gli altri titoli proiettati