Festival Internazionale del Cinema di Valencia, varietà e creatività: intervista al direttore
Il Festival Internazionale del Cinema di Valencia, varietà e creatività: intervista al direttore
Il Festival Internazionale del Cinema di Valencia - Cinema Jove è giunto alla 32esima edizione. Inizia oggi nella città della Comunità Valenciana per proseguire fino al 1 luglio.
Nato per dare voce ai giovani registi internazionali, è diventato un punto di riferimento per le varie forme di espressione che riesce a conciliare.
Max aha intervistato il direttore del Festival, Carlos Madrid.
D. Quali sono le scelte che hanno contraddistinto quest’anno la programmazione dei film?
R. Ci sono temi comuni sulla gioventù, le difficoltà e problemi di identità. Ma riteniamo che la varietà sia una buona costante di questa edizione. Ad esempio “Sexy Durga” ha un’atmosfera di terrore molto diversa da “Nalu on the border’s” che affronta il tema della tenerezza. Oppure “Vigilia”, sull’irrequietezza. Mi piace sempre questa varietà in una selezione competitiva. Dobbiamo pensare al pubblico ed ai suoi gusti diversi.
D. Come si svolgono gli incontri?
R. Ovviamente ci sono tutti i registi dei film in concorso, con la possibilità di rivolgere delle domande, assieme ai giornalisti e al pubblico. Ma ci sono anche i registi dei cortometraggi, nonché incontri tra distributori, registi e istituzioni.
D. Quali film italiani avete selezionato?
R. Ci sono alcuni cortometraggi in concorso: “Il silenzio” di Farnoos Samadi e Ali Asgari, ”La Santa che dorme” di Laura Samani, “Gionatan con la G” di Gianluca Santoni.
D. Avete anche sans sezione chiamata Art & The City.
R. Sì, anche qui c’è un film italiano. “Fame” di Giacomo Abruzzese e Angelo Milano. E sarà la sua prima proiezione in Spagna. Il nostro festival ha invitato Matteo Garrone alcuni anni fa, e qui ha proiettato il suo primo lungometraggio nella sezione ufficiale. Inoltre Cinémathèque Valenciana ha proiettato nel 2012 un ciclo di film di nuovi registi italiani: ritengo sia un buon punto di partenza per mostrare al pubblico di Valencia alcuni nuovi registi italiani, cosicché possano essere ospitati anche nelle future edizioni.
D. C’è un mercato cinematografico?
R. Cinema Jove lo aveva realizzato per i cortometraggi, ma è poi stata eliminato a causa della crisi e dei tagli al budget. Mi piacerebbe riaverlo non appena il budget lo consentirà.
D. Tu sei direttore da un anno. Come ti stai avvicinando?
R. Finora ero spettatore, dal momento che è la mia prima edizione come direttore. In ogni caso vorrei avere diversi tipi di evoluzioni all'interno del Festival. Soprattutto quelle che riguardano il suo rapporto con il pubblico giovane.
D. È vero che Valencia ha avuto ultimamente un boom turistico?
R. Sì, Giovanni. Da, 6 o 7 anni, forse a causa della crisi: si tratta di un'esplosione culturale. Ci sono molte eventi, concerti, anche festival.
D. Perché “a causa della crisi”?
R. Perché la maggior parte di questi eventi sono stati organizzati in maniera “fai da te” da parte di persone che avevano perso il lavoro, ma non la loro creatività. E rimangono, perché il pubblico di Valencia dà loro sostegno.
D. Il primo motivo che ti viene in mente per visitare Valencia qual è?
R. Oltre il bel tempo, a Valencia c’è una variegata e molteplice offerta culturale. Poi una grande varietà di cibo, con piatti originali "made in Valencia”. Non solo la paella. Mi permetto di suggerire ai vostri lettori a farci visita e provare i “risotti valenziani”. E raccomando ai lettori di Mauxa di visitare "the river". Abbiamo un "fiume" senza acqua che è diventato un parco di 5 km negli anni '80. Le persone praticano sport, fanno passeggiate... e c'è anche un cinema all'aperto d’estate.
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