Gioni: ultimi ritocchi per il Palazzo Enciclopedico e la Biennale sarà perfetta
Il trentanovenne Massimiliano Gioni cura quella che si configurerà come n’enorme mostra per un gigantesco museo immaginario che mai esisterà: la cinquantacinquesima Esposizione Internazionale d'Arte
Gioni, intellettuale di spessore e direttore del settore Arti Visive, nonché critico d'arte contemporanea nativo di Busto Arsizio, è il curatore de “Il Palazzo Enciclopedico”, cinquantacinquesima Esposizione Internazionale d'Arte che si terrà a Venezia dal 1 giugno al 24 novembre 2013. In questi giorni conferisce gli ultimi ritocchi ad un percorso espositivo che includerà oltre centocinquanta artisti, provenienti da trentasette nazioni differenti. Fra loro quasi centoventi non erano mai stati invitati alla Biennale e quaranta sono addirittura defunti. L’atmosfera sarà decisamente originale: fra sogno, seduta spiritica e teorema matematico, verrà rovesciata la celebre frase del pittore Ad Reinhardt: “Art is Art. Everything else is everything else”.
Infatti Massimiliano Gioni teorizza che l’everything di Reinhardt sia, invero, arte: arte può essere un po' tutto, dipende da come si guarda e da come e dove si mostra... Il curatore lombardo offre una mostra sulle ossessioni e sul potere trasformativo dell’immaginazione basata su una progressione dalle forme naturali a quelle artificiali, secondo lo schema tipico delle wunderkammer cinquecentesche e seicentesche. S'ispira ad un progetto dell'artista italo-americano Marino Auriti che, ideato un museo di centotrentasei piani per settecento metri di altezza idoneo ad occupare oltre sedici isolati della città di Washington, depositò il proprio lavoro all'ufficio brevetti statunitense: sognava un fabbricato capace di ospitare tutto il sapere umano.
“Il Palazzo Enciclopedico” di Gioni riprende l'idea di Auriti adottando un approccio antropologico allo studio delle immagini e sottolineando il dominio dell’immaginario. La mostra si apre con il libro rosso dello psicanalista Carl Gustav Jung , come a dire : ”Chi sogna pesca arte”, e finisce con Walter De Maria, artista americano super razionale. Il budget istituzionale previsto era di circa 1,8 milioni di euro. Tuttavia Gioni è stato bravissimo a trovare altrettando denaro, da parte di fondazioni e privati, per concretizzare un prodotto d'alto livello.
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