Jack lo Squartatore, un caso ancora aperto: le ultime indagini

Daily / Editoriali - 08 March 2022 18:30

Le prime vittime di Jack lo Squartatore

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A gennaio 2022 Christopher Stevens scrive un articolo sul DailyMail. Riporta che nella tarda notte di un sabato del dicembre 1888, una donna bussò alla porta del becchino a Poplar, nell'est di Londra , gridando che aveva qualcosa da dire al signor Chivers. Thomas Chivers era l'ufficiale del coroner nell'East End, noto per la sua gentilezza e pazienza, nonché per la sua lunga esperienza nei crimini più brutali della città. Il suo compito era ispezionare ogni cadavere in ogni morte inspiegabile e fornire prove durante l'inchiesta. Due giorni prima, il signor Chivers aveva esaminato il cadavere di una prostituta di 29 anni nota come Drunken Lizzie, notando un dettaglio sfuggito alla polizia: la sua morte non era stata causata dall'alcol, bensì si trattava di omicidio. La morte dell'ubriaca Lizzie, il cui vero nome era Rose Mylett, era collegata al serial killer che perseguitava l'East End: Jack lo Squartatore.


Il serial killer di Long Island: l'identikit e a che punto sono le indagini sugli omicidi - immagini

La donna che bussò alla porta del signor Chivers non si recò alla polizia perché lei stessa era prostituta, temeva di essere arrestata. L’autore dell’articolo sul DailyMail riferisce che quel coroner era il suo tre volte bisnonno, e la nonna materna ricordava di averlo incontrato abbastanza spesso da bambina negli anni '20. Si ritiene che Mary Ann "Polly" Nichols, di 42 anni, sia stata la prima vittima di Jack lo Squartatore il 31 agosto 1888. E l’autore dell’articolo si chiede se suo nonno – che esaminò circa 60.000 corpi per il suo lavoro – avesse mai indovinato l'identità del vero Jack lo Squartatore. 

Il modus operandi

Il numero totale delle vittime di Jack lo Squartatore rimane sconosciuto, ma ormai sono confermate cinque donne: oltre a Mary Nichols, ci sono Mary Jane Kelly, Annie Chapman, Elizabeth Stride, Catherine Eddowes. Tutte furono massacrate nel buio più completo, di solito nelle prime ore del mattino e tutte avevano qualcosa in comune: erano tutte prostitute, avevano tutte la gola squarciata, subivano mutilazioni ai loro corpi e ad alcune furono asportati gli organi prima del decesso. L’omicidio della giovane Rose Mylett potrebbe essere ascritto ad altri atti violenti accaduti sempre nel quartiere di Whitechapel ad opera di Jack lo Squartatore, assieme a quelli di Alice McKenzie, Frances Coles e una donna sconosciuta. 

La possibile identità: Frederick Deeming

Sempre sul DailyMail – nella versione australiana – il giornalista Garry Linnell riferisce che Frederick Deeming – assassino australiano di origine inglese - potrebbe essere stato Jack lo Squartatore. Infatti Deeming aveva trascorso decenni a vagare tra i continenti, depredare innocenti e creduloni prima di essere catturato e impiccato dalle autorità australiane nel maggio 1892, in seguito alla scoperta del corpo in decomposizione della sua seconda moglie. A quel punto, erano già forti i sospetti che Deeming fosse anche il colpevole degli omicidi di Jack lo Squartatore . Nel 1892 anche il New York Times riportava in prima pagina: "Sta guadagnando terreno - negli uffici ufficiali - la convinzione che gli omicidi di cui Deeming è ora noto per esserne l'autore... siano dello stesso tipo di quelli commessi a Whitechapel", ossia il quartiere dove operava Jack lo Squartatore. Deeming fu escluso dalle identità sospettate d’essere il killer londinese, perché si credeva erroneamente in prigione - o in Sud Africa - al momento degli omicidi. Ma il caso per il suo coinvolgimento è stato rafforzato da diverse rivelazioni negli ultimi anni, inclusa un'affermazione nel 2012 di un esperto forense ed ex detective di Scotland Yard, Robin Napper, secondo cui Deeming era molto probabilmente lo Squartatore.


Tra le somiglianze che hanno portato a un rinnovato interesse per il potenziale ruolo di Deeming negli omicidi seriali di Whitechapel, c’era l’odio patologico per le prostitute, un sintomo di qualcuno che soffriva di neuro-sifilide. Lo stesso Deeming, nei giorni prima del processo riferì ai medici di aver contratto la sifilide da una prostituta e che era andato a cercarla in almeno quattro occasioni con l'obiettivo di vendicarsi. "Sembra aver trasformato la sua vita in una tragedia", hanno concluso i medici in un articolo per il prestigioso British Medical Journal. "Alcuni degli omicidi di Whitechapel diventano immediatamente possibili per vendetta."

Una delle   vittime di Jack lo Squartatore era Catherine Eddowes, donna di 46 anni il cui corpo mutilato fu scoperto nelle prime ore del 30 settembre 1888. Un testimone descrisse di averla vista alle ore 01:35, poco prima della morte mentre parlava con "un uomo dai baffi biondi". Riguardo a Deeming, una giovane sarta lo identificò come un uomo con dei baffi chiari prominenti che conosceva come "Lawson", che la corteggiò a Londra al momento degli omicidi dello Squartatore e che ha mostrato un interesse ossessivo per i dettagli dell'omicidio di Eddowes.

Jack lo Squartatore  usava coltelli chirurgici da dissezione per mutilare molte delle sue vittime e sembrava godere della pubblicità risultante. Frederick Deeming, poco dopo il suo arrivo dall'Inghilterra, chiese a un gioielliere di Melbourne di pulire un paio di coltelli chirurgici da dissezione macchiati di sangue. Accennò in diverse occasioni di custodire un segreto nel suo passato che avrebbe scioccato la nazione. Disse a un compagno di prigionia nella segrete di Hull nel 1889 - “quando uscirò di qui farò sapere a questo mondo qualcosa di cui sanno poco... farò in modo che la gente si sconvolga”.

Whitechapel, scenario e circostanze dei delitti

A Whitechapel la vita scorreva nella miseria e le vittime di Jack lo Squartatore erano lucciole nelle tenebre per la folle mente dell’assassino. Già perché, che l’omicida sia stato un medico o apprendista chirurgo, un barbiere o uno scaricatore di porto, Jack lo Squartatore ha disseminato una follia omicida che ancora oggi lascia molti dubbi e un’indagine incompiuta. Non c’era l’odierna scienza forense a indagare l’oscurità nell’animo degli uomini e il serial killer si aggirava di notte alla ricerca di donne sole che a loro volta ricercavano clienti e si mantenevano a distanza dagli agenti delle forze dell’ordine. Una circostanza ottimale per un malintenzionato, il buio e la miserie fecero il resto, con la polizia che non riuscì mai a cogliere sul fatto uno dei serial killer più sfuggenti della storia del crimine.

 

La ricostruzione delle teorie, da Alan Moore a Sir Arthur Conan Doyle

 Tra gli autori che formularono teorie sull’identità di Jack lo Squartatore ce ne sono due che hanno destato interesse.

In una graphic novel dal titolo "From Hell", Alan Moore ipotizza l’identità del serial killer in quella del medico della regina, Sir William Gull, che avrebbe agito per vendicare il principe Alberto morente di sifilide. Una teoria probabilmente mutuata dalle circostanze emerse negli anni Settanta, quando il dottor Thomas Stowell pubblicò un articolo affermando d’essere entrato in possesso di alcuni documenti riguardanti i pazienti del dottor Gull. Un paziente in particolare aveva attirato la sua attenzione, indicato nelle carte come il paziente "S", e secondo Stowell questi potrebbe essere stato Jack lo Squartatore. Alcune illazioni hanno riguardato anche lo stesso principe Alberto, che poteva essere identificato con il cosiddetto paziente "S", il quale soffriva come lui di sifilide. Infatti il paziente "S" veniva descritto anche come nipote di una matriarca vittoriana e erede di una grande ricchezza. Ma questa fu appunto soltanto una illazione, nulla di accertato venne espresso e fu lo stesso Stowell a negare corrispondenza tra il paziente "S" e il principe. Mentre un altro apprezzato autore, Sir Arthur Conan Doyle, creatore del celebre , suggerì l’ipotesi che l'assassino potesse essere una donna, unica fra tutte le lucciole a poter passare inosservata nelle notti di Whitechapel: e una donna fu effettivamente sospettata degli omicidi. Si trattava di Mary Pearcey giustiziata per aver aggredito l’amante dell'uomo che amava e ucciso il figlio della donna. 

Le lettere di Jack lo Squartatore

Il 16 ottobre 1888, George Lusk, presidente del Whitechapel Vigilance Committee a Londra, ricevette un plico con mittente "Dall’inferno" contenete una porzione di organo e una sfida. Sembrava fosse inviata da Jack lo Squartatore, ma furono molte le lettere firmate dal presunto killer e soltanto alcune parvero effettivamente inviate dall’assassino.

Molte teorie per un caso ancora aperto. Frederick Deeming – assassino australiano di origine inglese che si credeva incarcerato durante i fatti accaduti a Whitechapel - sembra essere l’ennesima ipotesi che si vorrebbe accertata per chiudere una centenaria vicenda criminale. Cinque meretrici uccise nella notte, in modo atroce, e nessun colpevole, questo è quanto ancora oggi rappresenta il caso di Jack lo Squartatore. Un caso definito impropriamente leggenda, crimini che ancora oggi reclamano giustizia.


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