Gli smartphone del futuro, come saranno: dal controllo mentale al 6G

Daily / Editoriali - 02 February 2021 10:30

Tra i nuovi telefoni, quelli 6G e con il controllo neurale

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I telefoni pieghevoli

Lo smartphone è uno strumento che sta diventando, se non lo è già, sempre più indispensabile. Sebbene qualcuno ne rimane totalmente assuefatto, come ipnotizzato, e non riesce a staccarsene nemmeno per salutare i conoscenti, i più lo usano come strumento di lavoro oltre che di intrattenimento. Dall’utilizzo della home banking, alle e-mail e vari servizi di messaggistica, al pagamento di parcheggi e tanto altro. È pertanto inevitabile chiedersi dove condurranno gli smartphone del futuro, quali funzionalità permetteranno di integrare e quali interazioni consentiranno di effettuare o esigeranno. Tra i nuovi modelli che vengono presentati con sempre maggiore celerità emergono anche smartphone pieghevoli, che pur preservando uno schermo ampio e comodo alla vista riducono l’ingombro e aumentano la possibilità d’essere allocati anche nelle tasche. Le case produttrici più importanti, ma non tutte, hanno realizzato alcuni modelli pieghevoli a prezzi comunque non economici, almeno per il momento, puntando sulla comodità di fruizione e di custodia di un mezzo divenuto ormai d’uso quotidiano.


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Il 6G e cosa comporterebbe

Mentre ci affacciamo al passaggio al 5G, si pensa già al 6G. Il 5G, tecnologia di quinta generazione nell'ambito della telefonia mobile, offre una maggiore velocità di trasmissione dei dati, potenziando le prestazioni degli smartphone che possono essere collegati a un maggiore numero di device semplificando il nostro quotidiano.
La tecnologia del 5G funziona attraverso un sistema di antenne, Massive Multiple-Input Multiple-Output (Massive MIMO), con un risparmio energetico di circa il 50%.
Tuttavia, l'Europa sta già pensando al 6G grazie al Progetto Hexa-X: 25 partner, tra cui Nokia, Ericcson, Intel in collaborazione con le Università di Pisa, Dortmund, Madrid, e il Politecnico di Torino. Il progetto di ricerca è iniziato il primo gennaio 2021 e ha una durata di almeno due anni. All'università di Pisa, il team di ricerca è coordinato da Giovanni Stea e Francesco Marcelloni, docenti del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione.

Le potenzialità del 6G riguardano, per esempio, le auto a guida autonoma grazie all’uso dell’Intelligenza Artificiale, ma la sfida si gioca anche sul campo della privacy e dell'impatto ambientale.

Il telefono è ormai una videocamera che fa telefonate

I nuovi smartphone saranno in realtà videocamere che permetteranno anche di telefonare. I moduli saranno quad-cam, e le modalità notturne stanno diventando sempre più popolari. Diversi smartphone stanno rendendo possibile la registrazione di video 8K, tanto che tutti gli smartphone di fascia media disponibili in India sono in grado di registrare video 4K. Finora gli smartphone hanno utilizzato la stabilizzazione ottica per garantire che le immagini e i video non subiscano vibrazioni: ma per registrare video 8K sono necessari sensori della fotocamera superiori a 33 megapixel, cosicché i nuovi sensori dovranno essere più grandi. Apple e Google hanno finora fatto affidamento su obiettivi da 12 MP, ma l'azienda di Cupertino ha perfezionato un obbiettivo zoom periscopico ancora in fase di sviluppo: secondo un report di PatentlyApple, l'ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti ha pubblicato una nuova domanda di brevetto (il 29 gennaio 2021) per una tecnologia di fotocamera pieghevole con una gamma da 85 a 165 mm.

Il Controllo mentale, il "merletto neurale" della società Neuralink di Elon Musk  

Quale sviluppo tecnologico il futuro riservi è attualmente un mistero, basterebbe eliminare la minaccia di virus o avere una sanità capace di abortire ogni pericolo di malattia. Oppure raggiungere un grado tale di tecnologia che la sanità in sé non sarà più necessaria e chissà che si superi anche il balzello della burocrazia. Folle solo pensarlo. Ma se Elon Musk ha costituito una società denominata Neuralink che ha come obiettivo quello di connettere strumenti elettronici e abilitati al cervello degli individui per far interagire l’uomo con la macchina con l’uso della sola mente, ecco che tutto può diventare immaginabile. Il chip che la società di Musk sta implementando rappresenta il cosiddetto Merletto Neurale, ovvero la capacità di dispositivi impiantati nel cranio del soggetto che connettono l’uomo alla macchina. Chissà quindi se in futuro avremmo ancora bisogno di una scatola come lo smartphone, per quanto bella, elegante e pieghevole possa essere, e non invece di una scheda impiantata nella testa. Sempre ammesso che le radiazioni o i campi elettromagnetici permettano una simile deviazione.

L'estetica e il telefono che cambia colore

La sfida relativa al prossimo decennio sembra essere quella di uno smartphone che conosca il nostro genoma e sia capace di relazionarsi con noi anche in merito alla nostra salute: questo è l'ambizioso progetto dell'Istituto americano per la ricerca sul genoma umano (NHGRI), annunciato nell'autunno del 2020 su Nature. La sfida si gioca sul campo della biomedicina, grazie al progresso tecnologico e del conseguente abbattimento dei costi relativi all'identificazione del DNA.
In futuro, le informazioni del nostro smartphone potrebbero cambiare il rapporto tra paziente e medico di famiglia. Lo scenario si amplia, in considerazione del rapporto tra sanità pubblica e privata: come verranno gestite, da quale garante e quale istituzione, queste importanti novità?
Riguardo al cambiamento estetico, non è un segreto che, in un futuro prossimo, i nostri smartphone potranno cambiare colore attraverso un touch disponibile sullo schermo, grazie alla società cinese Vivo che lancia il progetto sul mercato tramite il canale cinese Weibo, rimbalzato su YouTube. Il cambiamento di colore sarà in funzione delle esigenze fornite, in termini di privacy, del proprietario dello smartphone.

Gli occhiali che ricevono telefonate e mostrano immagini con la realtà aumentata

Con servizi come Google Assistant e Samsung Bixby possiamo interagire con i nostri dispositivi semplicemente usando le nostre voci. E ciò sarà attuabile con gli occhiali che contengono il controllo vocale: basterà impartire i comandi e si potrà telefonare, fotografare, vedere video anche in modalità di realtà aumentata. Aprire un'app preferita, riprodurre un video su una versione futuristica di YouTube e persino modificare le immagini con i pensieri.

Il Glass Enterprise Edition 2 – al posto del vecchio poco fruttuoso Google Glass - è un dispositivo indossabile che ora serve alle aziende per migliorare la qualità dei propri obiettivi e aiuta i dipendenti a lavorare in modo più intelligente, veloce e sicuro. Fornisce ai lavoratori e ai professionisti un'assistenza vocale visibile, sono progettati per essere indossati tutto il giorno. Il sensore a colori è da 8 Megapixel, con campo visivo diagonale di 83°, messa a fuoco fissa, video fino a 1080p30, schermo di ampiezza 640 x 360 pixel RGB, uscita audio, bluetooth, 3 microfoni, touchpad gestuale multi-touch, accelerometro/ giroscopio e magnetometro a 3 assi. Il tutto ad un costo non futuristico di 1,399.00 dollari.  


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