Eventi: il nuovo volto digitale nell’epoca del Covid

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Eventi: il nuovo volto digitale nell’epoca del Covid
21-12-2020 15:50

L’emergenza sanitaria causata dalla pandemia di SARS-CoV-2 ha cambiato il volto di tanti settori, tra i quali è possibile citare quello degli eventi. Come in tanti altri ambiti, gli occhi degli addetti ai lavori si sono spostati come mai prima verso il digital.


Eventi: un cambiamento di paradigma

Il settore degli eventi è tra quelli che hanno sofferto di più a causa della pandemia. Per rendersi conto della gravità attuale della situazione, basta rammentare che, ora come ora, non è possibile inserire nulla di certo nel calendario del 2021.

Il quadro sopra descritto ha messo gli operatori del settore davanti alla necessità di cambiare paradigma. Ad oggi, è ancora normale cercare un locale per eventi Roma o in qualsiasi altra città, ma non più per accogliere centinaia o addirittura migliaia di persone nell’arco di uno o più giorni.

Come sopra ricordato, grazie al digital è possibile andare oltre ai confini della location principale e portare l’evento in casa delle persone (ma anche negli uffici dei buyer). Di esempi virtuosi al proposito se ne potrebbero fare tanti.

Giusto per citarne uno, chiamiamo in causa la sfilata organizzata da Carine Roitfeld il 1° maggio 2020. Direttrice di Vogue Paris dal 2001 al 2011, l’evento, trasmesso su YouTube, ha visto regine delle passerelle come Irina Shayk sfilare in mondovisione e da location a dir poco inedite: le loro abitazioni.

Anche il settore dell’arte ha iniziato a recepire il cambiamento di paradigma sopra citato. Degno di nota a tal proposito è il caso delle viewing room. In questo frangente, è opportuno ricordare che si tratta di un risultato a cui si è giunti per la prima volta non certo con la pandemia.

Per trovare il primo caso di viewing room, infatti, bisogna tornare indietro nel tempo al 2011, anno in cui è andata in scena la VIP Art Fair. Questa fiera, elaborata con lo scopo di essere trasmessa online, ha visto l’intervento di galleristi e collezionisti di fama mondiale.

Il modello in questione, che ha rappresentato un punto di riferimento importantissimo per gli operatori del settore dell’arte, prevedeva uno schema a inviti, con i collezionisti che avevano la possibilità di visitare i vari stand virtuali.

Al giorno d’oggi, nell’Italia che deve affrontare l’emergenza Coronavirus e nel contempo andare avanti, la situazione è cambiata tanto soprattutto per quanto riguarda la dimestichezza con le piattaforme digitali, confidenza che ha permesso, per esempio, a un colosso come Art Basel, la più grande fiera d’arte internazionale al mondo, di chiudere la versione 2020 con un picco di visitatori.

Arte, moda (e non solo)

Non solo l’arte e la moda si sono adeguate alla necessità di organizzare eventi con modalità diverse dalla presenza fisica. Un altro aspetto sul quale soffermarsi è la reazione del mondo della musica, con i concerti che, in molti casi, si sono spostati su Twitch.

Gli esperti social parlano ormai di questa piattaforma, comprata da Amazon, come di uno dei punti di riferimento online assieme a TikTok per la generazione Z. Almeno per quanto riguarda il nostro Paese, il suo utilizzo da parte di personalità della musica (soprattutto nomi internazionali come Travis Scott) ha portato a una crescita molto interessante dei numeri. Gli utenti, infatti, hanno raggiunto i 4 milioni.

In questo ambito è interessante citare un cambiamento nel rapporto tra artista (streamer) e pubblico. Si ha a che fare, infatti, con una dimensione di intimità mai vista prima e con la possibilità, da parte dell’utente, di entrare nella vita di alcuni dei suoi beniamini, vedendo addirittura le loro abitazioni.


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