Voyage of Time: Life's Journey, recensione della nascita e mutazione dell'energia dell'universo
Terrence Malick dirige un viaggio nell'immensità dell'energia che attraversa il cosmo, un documentario atipico che gode della voce narrante di Cate Blanchett per prendere vita, animarsi e mostr
Terrence Malick si riaffaccia al grande schermo con Voyage of Time: Life’s Journey, una produzione americano-tedesca che assume la forma di un documentario sulla creazione, ma con una forma ibrida, tendente al lungometraggio di finzione, non senza il filo conduttore della narratrice Cate Blanchett, nella versione proposta in concorso al Festival di Venezia 2016.
In Voyage of Time: Life’s Journey viene posta davanti agli occhi dello spettatore un’esperienza che travolge la mente razionale proponendo una descrizione dell’universo che sfocia dallo scientifico al quasi magico, risultando ipnotica ed ammaliatrice. Il film diretto da Terrence Malick rappresenta un vero e proprio viaggio esplorativo che abbraccia passato e presente, per poi sfociare in una riflessione sul futuro, più precisamente su quell’ipotetico luogo destinato ad accogliere l’umanità, in un tempo imprecisato.
Sempre presente nel corso di Voyage of Time: Life’s Journey è l’energia della natura, quell’intima forza che tutto genera e tutto trasforma, in una mutazione continua di cui l’uomo non è che il testimone prediletto. Usufruendo di effetti speciali innovativi e conducendo la propria macchina da presa in giro per il mondo ed oltre i confini dello stesso, per abbracciare una visione del cosmo entro cui la Terra è solo un piccolo tassello funzionante, il lungometraggio si prefigge come scopo quello di porre davanti agli occhi dello spettatore ciò che si dimostra durevole, ciò che riesce a vincere la resistenza imposta dal trascorrere del tempo.
Riflettendo quindi sul significato ultimo dell’esistenza, che rappresenta una delle domande che attanaglia l’essere umano fin dagli albori della sua nascita sulla Terra, Voyage of Time: Life’s Journey impone la cronologia scientifica dell’universo, dalla nascita delle stelle alla comparsa dell’essere umano su suolo terrestre e alle conseguenze che questa comparsa ha determinato. Il film assume il tono di documentario nel momento in cui vengono mostrati fenomeni naturali, sia celesti che terrestri, dalle proporzioni microscopiche e macroscopiche, tenendo in considerazione opinioni e consulenze di esperti scientifici: e allora le prime cellule mostrano la nascita, rivelano il momento in cui tutto si crea e si trasforma; poi fanno la loro comparsa pesci, e poi dinosauri, fino all’imposizione della specie umana e del suo modo di rapportarsi con il resto del creato.
Voyage of Time: Life’s Journey, dunque, vuole essere essa stessa testimone dell'esperienza immersiva che offre agli spettatori. Il cinema, quindi, si fa mezzo, strumento, per unire in un unico prodotto audiovisivo conoscenze scientifiche e misteri che non trovano una spiegazione, il cui collage prediletto è la passione per l’arte, che produce un'esperienza sensoriale, quasi interattiva, fuori dal comune.
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