Recensione Film Marie Curie

Cinema / Recensione - 05 March 2020 19:00

Con Karolina Gruszka

  • CONDIVIDI SU
  • icon
  • icon
  • icon
  • icon
  • icon
  • icon

Marie Curie, per la regia di Marie Noëlle

I film biografici rappresentano spesso un incognita, a volte si finisce, per amor di cronaca o di documentazione, col sacrificare la narrazione. In altre circostanze si finisce con l’andare bel oltre la rappresentazione dei fatti. In vero un connubio difficile da soddisfare e organizzare. In questo film per la regia di Marie Noëlle si esprime il coraggio e la forza di un personaggio femminile che diventata icona di ribellione ed anticonformismo, sfidando le regole di una società patriarcale e ponendosi alla pari dei suoi colleghi uomini anzi migliorando la condizione umana. La regia è stata astuta nel realizzare una narrazione su un personaggio tanto famoso ed importante, vincitore di due Nobel, ma si è esposta anche al rischio di possibili critiche.

Marie Curie, la scienziata che ha riscritto le regole della società accademica maschilista

La narrazione ripercorre la vita di Madame Corie intercorsa tra i due riconoscimenti Nobel con le tragedie e gli amori oltre alla passione per la scienza. La trama scorre con un fine descrittivo indugiando sulle ambientazioni, sulla storia e sulla vita dell’epoca, con ricercata eleganza e sospensiva sofisticatezza, a tratti innaturale ed in altri simbolica, con una sceneggiatura analitica, talmente organizzata da lasciare poco spazio a tutto il resto. Talmente elegante che a tratti sembra un esercizio di stile, sembra non trasmettere la forza e la passione del personaggio. Resta la documentazione della grande forza e disciplina di una donna memorabile, madre caparbia ed amorevole, scienziata brillante divisa tra la famiglia e la ricerca, riuscita ad imporsi in un mondo maschilista e mellifluo conquistando la cattedra alla Sorbonne.

La genialità di Madame Curie

Un Biopic realizzato dalla produzione francese, tedesca e polacca che nel suo insieme è piacevole, ma che all’occhio del non appassionato può sembrare come una pizza all’italiana, troppo simile ad altre nell’impasto, senza poter vantare la stessa maestria nell’amalgamare i gusti. Sembra un romanzo ad immagini che scorre adagio come la vita stessa, senza troppi sconvolgimenti, in un momento talmente pionieristico della scienza che la grandezza di una donna di pace come Madame Curie ha contribuito a rafforzare, e che la regia di questo lungometraggio ha rappresentato con una narrazione cronista e rigorosa, storicamente attenta ed elegante.

© Riproduzione riservata



Seguici su

  • icon
  • icon
  • icon
  • icon
  • icon
  • icon