Recensione film High Life

Cinema / Recensione - 05 August 2020 10:30

High Life esce nelle sale il 6 agosto

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High Life è il film drammatico e sci-fi che esce il 6 agosto nelle sale cinematografiche, diretto da Claire Danis. La trama si concentra su un condannato, Monte (Robert Pattinson) che su una nave spaziale sta scontando l'ergastolo per aver ucciso un amico. La nave conteneva dei condannati che dovevano estrarre energia alternativa da un buco nero: ogni prigioniero veniva trattato come una cavia dalla dottoressa Dibs (Juliette Binoche), che aveva l’obiettivo di creare un bambino attraverso l'inseminazione artificiale. 


Film High Life
Infatti ora Monte si trova con un bambino, Willow (Jessie Ross), nato dopo che Dibs violentò Monte - che era sedato - e inseminando un’altra condannata, Boyse (Mia Goth), poi morta.

I frammenti della trama nel film High Life

Dalla fase iniziale in cui il personaggio di Monte porta i corpi dei condannati - ormai deceduti - fuori dalla navicella spaziale, alle scene di sesso in cui Juliette Binoche si masturba con il "The Box” - dispositivo usato in modo ossessivo dall'equipaggio per procurasi pacere - il film pare costellato di frammenti che difficilmente seguono una trama lineare. Come se lo scorrere dei pensieri dei personaggi - oppure del loro passato - fosse più interessante dell’azione che vanno ad eseguire. Infatti in più scene vediamo Monte che stringe tra le braccia suo figlio Willow, apostrofandolo anche con la frase “figlio di pu…na”. E ciò conferma che il film è formato dalle scaglie dei desideri dei personaggi che vogliono raccontare i loro pensieri in maniera spudorata, piuttosto che accompagnarci nelle loro azioni. Proseguendo nella visione del film non sappiamo più se ciò che vediamo si riferisca a ciò che accadde nei mesi precedenti sull’astronave, oppure se si riferisca ai pensieri dello stesso Monte.

La scenografia del film High Life

Lo sforzo produttivo del film non è indifferente, perché il budget da otto milioni di dollari è evidente nella ricostruzione scenografica (affidata a Bertram Strauß) e dei costumi di Judy Shrewsbury. La stessa regia evidenzia la predilezione per campi lunghi, che facciano emergere i vasti spazi fantascientifici ricostruiti nei dettagli. Così il film si pone in un filone, quello della fantascienza matura che esplora i gesti dei personaggi, come in Passengers con Jennifer Lawrence e Chis Pratt, oppure Life - Non oltrepassare il limite con Ryan Reynolds e Jake Gyllenhaal, fino a Gravity con Sandra Bullocke. George Clooney.


Forse per questa unione di due piani quella della introspezione posta in un ambiente sci-fi il film ha riscosso successo presso la critica, tanto che Le Monde e Libérations lo hanno definito “capolavoro”.

Un film da vedere, anche perché è catalizzato dalle interpretazioni ansiogena di Robert Pattinson - che vedremo nel prossimo film Batman nel ruolo di Bruce Wayne - e stravagante della Binoche.


© Riproduzione riservata



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