Elvis & Nixon: recensione del film dove il re del rock si mette a nudo per un incontro storico

Cinema / Recensione - 21 September 2016 08:00

Michael Shannon incontra Kevin Spacey per un film che scava nella storia americana e ripropone il dialogo, reinventando il momento, tra le due personalità di maggior spicco degli anni'70, grazi

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Liza Johnson, scrittrice e regista, presenta per il grande schermo uno tra i più grandi incontri che la storia americana ricordi: il presidente Richard Nixon ebbe una conversazione privata con il re del rock’n’roll Elvis Presley, rispettivamente interpretati da Kevin Spacey e Michael Shannon.

Elvis & Nixon descrive, immagina, riporta lo storico incontro avvenuto realmente il 21 dicembre 1970 tra i due uomini più potenti degli Stati Uniti in quegli anni, mettendo a confronto il mondo della politica, rappresentato dal presidente Richard Nixon (Kevin Spacey), con il mondo della musica, incarnato da The King Elvis Presley (Michal Shannon). Il punto di vista che si preferisce adottare è quello di un Elvis tanto sicuro di sé difronte ai suoi fan, quanto fragile nei colloqui più intimi con uno dei suoi più fedeli amici. “Caro Signor Presidente, innanzitutto vorrei presentarmi, sono Elvis Presley, l’ammiro, ho molto rispetto per la sua carica e vorrei diventare un agente segreto del governo”, più precisamente la star del rock chiedeva di poter ottenere il distintivo di agente federale indipendente, servendo in incognito quel Paese che non voleva più vedere marcire a colpi di droga ed alcol. Riuscendo a far leva sulla sua fama a livello internazionale, Elvis incontra nella stanza ovale della Casa Bianca quello che per lui rappresenta il garante della stabilità americana, offrendogli i suoi servigi per poter permettere alla parte più conservatrice e tradizionalista in turbine di mutazioni di rimanere ancorata al suo Paese.

Liza Johnson dirige un film che presenta tracce di storicità intrise di finzione per poter permettere allo spettatore di scrutare lì dove pochi eletti cittadini possono entrare, nella prestigiosa Casa Bianca. Il tono da commedia che si percepisce non solo nella presentazione di un Elvis Presley personaggio sui generis, ma anche durante il colloquio riprodotto immaginando cosa possano essersi mai detti i due illustri uomini, si mescola a duri dialoghi in cui the king riflette su se stesso e sull’oggetto del desiderio in cui si è trasformato. Una regia pulita, ma non brillante ed originale, incornicia un fatto storico che gode, oltre della messa in scena simulata dell’avvenimento, anche di un reperto storico, una foto d’archivio che sovrappone ai corpi interpretanti di Kevin Spacey e Michael Shannon i veri personaggi storici.

Pur non somigliando fisicamente ad Elvis Presley, Michael Shannon offre una performance convincente dell’uomo dietro il mito del cantante, immortalando the boy behind the name attraverso la relazione di sana amicizia instaurata con Jerry, capace di vedere oltre il corpo su cui si addossano costosi anelli e sfarzose cinture. Elvis desidera ardentemente un distintivo, un badge riconosciuto che potesse farlo distinguere dagli altri, non in qualità di celebre intrattenitore, ma come uomo, persona pronta a lavorare per il governo, per il suo popolo.

E allora Elvis & Nixon permette allo spettatore di godere di un incontro unico, prima ancora che tra il presidente degli Stati Uniti e la star del rock, tra due attori di levatura eccezionale quali Michael Shannon e Kevin Spacey, per un duo atipico che mette in gioco le due culture alle quali i due personaggi interpretati appartengono, leggendo al mondo una pagina di storia americana attraverso il cinema.

© Riproduzione riservata



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