Boyhood recensione film, Ethan Hawke in uno spaccato di vita reale.

Cinema / Recensione - 22 October 2014 13:00

Boyhood, Richard Linklater dirige Ethan Hawke, Patricia Arquette ed Ellar Coltrane in una fiction drammatica che coinvolge il cast per 12 anni e racconta di un viaggio intimo, dall'adolescenza ai prob

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Boyhood film scritto e diretto da Richard Linklater, prodotto dalla Detour Film. Presentato a gennaio al Sundance Film Festival, a febbraio ha partecipato in concorso al Festival di Berlino, dove il regista si è aggiudicato l’Orso d’argento.

Boyhood trama, il tempo scorre. Mason è un ragazzino di 6 anni che vive con la madre Olivia e la sorella Samantha. Il padre Mason Senior si è separato con Olivia da parecchi anni, ma riesce comunque ad essere una presenza costante nella loro vita. La madre è in difficoltà economiche, per questo motivo decide di tornare al college e studiare psicologia. Nonostante abbia una forte propensione a trovare mariti ubriaconi e costringa spesso i figli a difficili traslochi, Mason e Samantha sono molto affezionati a lei, così come lo sono del padre. La storia di questa famiglia si evolve nel tempo, in dodici anni di incontri e scontri, esplorando la loro quotidianità e le emozioni nei vari passaggi della loro esistenza.

Boyhood recensione. Il lavoro che si è proposto di perseguire Linklater è unico nella storia del cinema. La sua idea era quella di cogliere l’evoluzione di un ragazzino e della sua famiglia con lui, senza utilizzare trucchi o effetti digitali, ma puntando la macchina da presa sui cambiamenti che colpiscono delle persone reali; così nel 2002 ha riunito degli attori e li ha informati del fatto che avrebbe avuto bisogno di loro solo pochi giorni ogni anno, per 12 anni. In questo modo il film prende il via e nel 2013 viene terminato. Il risultato è una pellicola sbalorditiva, una fiction drammatica che è contemporaneamente uno spaccato di vita senza l’arroganza di voler mostrare tutto, ma con il desiderio di far vivere i momenti più emozionanti dell’adolescenza di Mason, per quanto semplici. E questi anni scorrono sui volti dei protagonisti, a partire da un giovane (per lo meno inizialmente) Ethan Hawke, nei quali si possono vedere le esperienze passate, gli avvenimenti che li hanno fatti crescere. Ed al centro del mondo dei protagonisti c’è la famiglia. L’intenzione del film non è certo quella di tratteggiare il nucleo familiare in maniera unicamente drammatica, tutt’altro. Sono pochi i momenti di tensione, e lo spazio dedicato a questi è esattamente il medesimo assegnato a momenti di spensieratezza. La famiglia è il punto di partenza, il ritrovo per i momenti di difficoltà, il fulcro principale delle emozioni; non a caso il film termina proprio nel momento in cui Mason abbandona il proprio nido per andare al college. Boyhood oltretutto ci fornisce una narrazione sul mondo che muta, sulle tecnologie che si evolvono, sul mondo politico che cambia interpreti. La pellicola riesce a consegnare allo spettatore ciò che fino ad ora si pensava fosse possibile ottenere solo attraverso un romanzo: un’affresco di vita reale.

Boyhood cast. Ethan Hawke (La notte del giudizio) è Mason Senior, mentre Ellar Coltrane (alla prima apparizione) è il protagonista Mason. Olivia è interpretata da Patricia Arquette (Ed Wood).

© Riproduzione riservata



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