Stockholm, Ethan Hawke e Noomi Rapace nel nuovo film di Robert Budreau
Com'è facile intuire dal titolo, la pellicola racconterà la rapina in banca avvenuta nel '73 nella capitale svedese, le cui dinamiche hanno portato un criminologo dell'epoca a coniare l'
Ethan Hawke e Noomi Rapace saranno i protagonisti di “Stockholm”, il nuovo film di Robert Brudeau. Hawke di recente è apparso nel remake de “I magnifici sette” diretto da Antoine Fuqua, e al momento ha molti altri progetti in ballo: presto lo vedremo in “The Kid”, “First Reformed” (il ritorno alla regia di Paul Schrader), e “Valerian e la città dei mille pianeti” (l’atteso nuovo film di Luc Besson, che uscirà questo 21 luglio). Per rivedere sul grande schermo Noomi Rapace, invece, non dovremo aspettare molto: il 19 maggio infatti esce “Alien: Covenant”, di Ridley Scott, in cui l’attrice riprenderà il ruolo di Elizabeth Shaw (che aveva già interpretato in “Prometheus”). Rapace presto reciterà anche al fianco di Orlando Bloom e John Malkovich nel film “Codice Unlocked - Londra sotto attacco”, e interpreterà Maria Callas nel biopic “Callas” diretto da Niki Caro.
“Stockholm” racconterà l’incredibile storia vera legata a una rapina in banca avvenuta nella capitale svedese nel 1973. Il film si basa soprattutto su un articolo di Daniel Lang al riguardo, intitolato “The Bank Drama” e pubblicato nel 1974 sul “New Yorker”.
“‘Stockholm’ offrirà agli spettatori un intenso scorcio dei tragici eventi che si sono svolti 40 anni, e che hanno permesso di scoprire una condizione psicologica che ancora oggi intriga il mondo”, dice Jonathan Kier, il presidente del ramo Vendite e Distribuzione Internazionali della Sierra/Affinity. “Mettendo insieme la regia creativa di Robert e gli enormi talenti di Ethan e Noomi, siamo certi che il pubblico di tutto il mondo resterà affascinato da questa appassionante storia vera”.
“Stockholm” è la seconda collaborazione tra Ethan Hawke e Robert Budreau; la prima è stata quella che ha portato a “Born to be blue”, film molto apprezzato dalla critica che raccontava la vita del leggendario musicista jazz Chet Baker. Scott Aversano and Will Russell-Shapiro saranno produttori esecutivi tramite la Aversano Films, affiancati da Jason Blum della Blumhouse Productions, da Nicholas Tabarrok della Darius Films, dallo stesso Brudeau con la sua Lumanity, e infine da Jonathan Bronfman della JoBro Productions.
La produzione di “Stockholm” dovrebbe partire questo aprile. Ovviamente non è ancora stata annunciata una data di uscita.
“Stockholm”, come già detto, esplora gli eventi che hanno portato gli esperti a coniare il termine “sindrome di Stoccolma”. È una condizione per cui gli ostaggi arrivano a provare una specie di “simpatia” verso i loro carcerieri, un legame dalla dubbia autenticità, viste le condizioni estreme di pericolo e di violenza in cui si sviluppa; secondo molti analisti, si tratterebbe di un meccanismo di autodifesa: la vittima si convince che il suo carnefice sia una persona con i suoi stessi valori, e quindi smette di percepirlo come una minaccia.
Queste le origini della sindrome: nel 1973, Jan-Erik Olsson, un ex-carcerato in libertà vigilata, prese in ostaggio quattro impiegati di una banca (tre donne e un uomo) dopo un fallito tentativo di rapina. Riuscì a far liberare il suo complice, Clark Olofsson, in modo che andasse lì ad aiutarlo, e insieme tennero prigionieri gli ostaggi per 6 giorni in uno dei caveau della banca, sottoponendoli a maltrattamenti e sevizie. Una volta liberati, gli ostaggi affermarono che nei loro giorni di prigionia era soprattutto della polizia che avevano paura, non dei loro carnefici; si rifiutarono tutti di testimoniare contro Olsson e Olofsson, e avviarono addirittura una raccolta fondi per pagare la loro difesa.
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