Psicologia dei colori: che colore ha la felicità?
Che ce ne accorgiamo o meno, viviamo costantemente immersi in un universo fatto di colori, mescolanze, sfumature. Ma sono i colori a regolare la nostra sensibilità, o siamo noi ad attribuire lo
Psicologia dei colori. “Il colore è il mezzo di esercitare sull'anima un'influenza diretta. Il colore è un tasto, l'occhio il martelletto che lo colpisce, l'anima lo strumento dalle mille corde”. Sono queste le parole usate dal pittore Vasilij Kandinskij per definire il colore, e l'effetto che quest'ultimo ha sui nostri sensi.
Senza che quasi ce ne rendiamo conto, infatti, viviamo costantemente immersi in un vitale flusso di colori e sfumature che ci accompagnano in ogni momento della giornata e che compongono il nostro mondo, orientando le nostre scelte, modulando le nostre emozioni e aiutandoci a trovare per ognuna di esse la giusta chiave espressiva.
Sappiamo infatti che i colori, a seconda della tonalità nella quale si presentano, evocano in noi differenti stati d'animo e che la nostra mente è in grado di ricollegare ogni singolo colore a un preciso vissuto psichico. Ma esistono leggi universali capaci di ricollegare un determinato colore a un unico stato emotivo?
I colori che regolano la personalità. Che esistano o meno dei principi universalmente riconosciuti in materia di colori, c'è una legge imprescindibile alla quale nessuno di noi può sottrarsi, mai: l'abbigliamento. Ma cosa succede quando mescoliamo moda e cromoterapia? Dal momento che i colori di cui siamo circondati ce li portiamo addosso, spesso guidati dall'umore del momento, ecco qualche esempio per non dimenticare che, a seconda delle sfumature di cui ci vestiamo, comunichiamo qualcosa. Sempre.
Rosso: chi sceglie questo colore ha senza dubbio l'intento, esplicito o inconscio, di farsi notare. Spesso indice di temperamento aggressivo o passionale, il rosso è molto indicato nelle giornate fredde: indossare calzini o guanti rossi, ad esempio, ha un effetto positivo sulla circolazione periferica.
Arancione: chi predilige questo colore esprime gioia e affermazione del proprio Io, oltre che buon umore e altruismo. Colore decisamente consigliato a chi soffre di reumatismi.
Giallo: è il colore dell'estroversione e del senso di identità. Utilizzarlo stimola la razionalità e potenzia sia le funzioni gastriche che il sistema linfatico.
Verde, il colore dell'equilibrio energetico: chi lo indossa ricerca la riflessione. Il suo effetto è rilassante e rinfrescante, quindi è particolarmente indicato nei casi di emicrania e insonnia.
Blu: il colore del temperamento flemmatico, indice di introversione e chiusura al mondo esterno. E' il prediletto dei sognatori e delle persone riservate, ed è altamentte consigliato nei momenti di maggiore tensione e nervosismo.
Kandinskij e la teoria dei colori. Quando si parla di simbologia del colore, non si può non pensare nuovamente a Kandinskji, che partendo dalla sua esperienza pittorica è arrivato a elaborare a tale proposito una vera e propria teoria dei colori, intravedendo un nesso strettissimo tra opera d'arte e dimensione spirituale. Nei suoi scritti, egli illustra come il colore possa avere due possibili effetti su chi lo guarda: un “effetto fisico”, più superficiale e basato su sensazioni momentanee, determinato dalla semplice registrazione della retina di un colore piuttosto che di un altro; e un “effetto psichico”, dovuto alla vibrazione spirituale attraverso cui il colore raggiunge l'anima dello spettatore, e che può essere diretto o verificarsi in associazione con gli altri sensi: il colore assume in questo caso anche un odore, un sapore, un suono.
Perciò ad esempio il rosso, colore caldo ed energetico, sarà paragonato da Kandinskji al suono di una tuba. Il giallo, prorompente e vitale, dotato di un'irrazionalità cieca che rasenta quasi la follia, corrisponderà al suono squillante di una tromba. Il blu, colore del cielo e altrettanto remoto e distante, avrà le note sommesse e delicate del flauto.
E che dire del nero? Nel delicato equilibrio musicale di Kandinskji il non-colore per eccellenza è il silenzio, la mancanza di luce, la pausa finale di un'esecuzione musicale in grado però, con la sua assordante assenza di suono, di dare maggior risalto a tutti gli altri strumenti, a tutti gli altri colori. “Paint it black”, cantavano i Rolling Stones. E lì, nero o meno, la musica si sentiva, eccome.
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