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Marco Giallini nel thriller italiano che batte anche Il Commissario Montalbano

Dalla penna di Antonio Manzini al successo tv con Marco Giallini. Storia, cast, stagioni e curiosità.

Marco Giallini nel thriller italiano che batte anche Il Commissario Montalbano

C'è un nuovo commissario che ha conquistato il cuore degli italiani, e non somiglia per niente a Montalbano. Niente arancini, niente dialetto siciliano, niente mare cristallino. Rocco Schiavone è l'esatto opposto: romano de Trastevere, trasferito per punizione ad Aosta, costretto a confrontarsi quotidianamente con il suo nemico giurato, il freddo delle Alpi. Un personaggio ruvido, scorbutico, politically incorrect, che fuma spinelli, infrange le regole e tratta i colleghi come fossero fastidiosi ostacoli burocratici. Eppure funziona. Eccome se funziona.



La serie è tratta dai romanzi e racconti di Antonio Manzini, scrittore che prima di dedicarsi alla letteratura ha lavorato come attore e sceneggiatore. Chi è davvero Rocco Schiavone? Un poliziotto nato e cresciuto a Roma, nel quartiere di Trastevere, circondato da amici poco raccomandabili. Intraprende controvoglia la carriera in polizia, ma i suoi metodi poco ortodossi gli costano cari: viene trasferito ad Aosta per motivi disciplinari, punizione perfetta per uno che detesta il freddo alpino con ogni fibra del suo essere.


Nella tranquilla Aosta, Rocco è un pesce fuor d'acqua. I suoi modi arroganti, l'abitudine di fumare marijuana, il disprezzo totale per le regole e la burocrazia non facilitano certo l'integrazione nell'ambiente lavorativo valdostano. Ma c'è qualcosa di più profondo che tormenta il vicequestore: la presenza costante di Marina, sua moglie morta anni prima, che gli appare regolarmente sotto forma di allucinazione. Queste visioni non sono semplici ricordi malinconici, ma presenze ingombranti che complicano la quotidianità e rendono impossibile qualsiasi relazione sentimentale.

Ma è Marco Giallini l'anima della serie. L'attore romano si cala nel personaggio con una naturalezza disarmante, tanto da rendere impossibile immaginare chiunque altro in quel ruolo. Come accaduto con Zingaretti e Montalbano, Giallini è Rocco Schiavone, ne interpreta la ruvidezza senza cadere nella macchietta, restituisce la vulnerabilità nascosta dietro il cinismo, fa brillare l'intelligenza sotto lo strato di apparente menefreghismo. Una performance che ha conquistato pubblico e critica, confermata dalle sei stagioni prodotte.

Rocco Schiavone rappresenta un piccolo miracolo nel panorama televisivo italiano: una serie che non scende a compromessi, che rispetta l'intelligenza del pubblico, che osa mostrare un protagonista sgradevole e ciononostante magnetico. Un vicequestore che odia il freddo ma che ha scaldato i cuori di milioni di spettatori, dimostrando che anche dalle Alpi, lontano dai set siciliani o romani, può nascere una fiction capace di lasciare il segno.

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