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Il romanzo che ha ispirato Matrix diventa una serie: ecco dove vederla e perché

Apple TV adatta Neuromancer di William Gibson, il romanzo cyberpunk del 1984 considerato impossibile da portare in tv.

Il romanzo che ha ispirato Matrix diventa una serie: ecco dove vederla e perché

Apple TV si è costruita negli ultimi anni una reputazione solida come la piattaforma di riferimento per la fantascienza ambiziosa e di qualità. Serie come For All Mankind, Silo, Severance e Pluribus hanno trasformato il catalogo dello streamer in una destinazione obbligata per chi cerca sci-fi che non si accontenta di effetti speciali e astronavi, ma vuole storie che scavano in profondità nelle implicazioni filosofiche, sociali e umane della tecnologia e del futuro. Nel 2027, Apple potrebbe ripetere l'impresa con un progetto ancora più temerario: Neuromancer.



Basata sul romanzo cyberpunk seminale di William Gibson del 1984, la serie racconta la storia di Case, un hacker bruciato e alla deriva interpretato da Callum Turner, che si ritrova coinvolto in un pericoloso colpo orchestrato da Molly, cyborg assassina interpretata da Briana Middleton. L'obiettivo è una potente dinastia corporativa, ma il vero cuore della storia sta nell'esplorazione della relazione sempre più intima tra esseri umani e tecnologia, in un futuro controllato dalle multinazionali dove il cyberspazio è diventato reale quanto la carne.

Schede



Hollywood ha tentato per decenni di portare Neuromancer sullo schermo, senza mai riuscirci davvero. Quello che rende Neuromancer così cruciale non è solo la difficoltà tecnica dell'adattamento. È che questo romanzo ha letteralmente definito il cyberpunk come lo conosciamo. La visione di Gibson di un futuro high-tech e low-life, dove mega-corporazioni dominano esistenze precarie, dove hacker si immergono in realtà virtuali scintillanti mentre i loro corpi marciscono in stanze squallide, dove la tecnologia si innesta direttamente nel sistema nervoso modificando l'identità stessa dell'individuo: tutto questo è nato o è stato cristallizzato in Neuromancer.

Matrix, Ghost in the Shell, Cyberpunk 2077, persino la moderna Silicon Valley devono qualcosa a quelle pagine scritte quando Internet era ancora un'idea vaga per addetti ai lavori. Per questo motivo, portare Neuromancer in televisione non è semplicemente fare un altro adattamento: è confrontarsi con un'opera fondativa che ha modellato il modo in cui pensiamo la tecnologia e il futuro.


La responsabilità è enorme. E Apple sembra averlo capito. Il primo teaser diffuso dalla piattaforma mostra un'estetica visiva che bilancia neon e degrado, corpi modificati e paesaggi digitali allucinatori. La regia è affidata a J.D. Dillard, mentre Graham Roland cura la sceneggiatura e la supervisione creativa. Dieci episodi per la prima stagione, abbastanza spazio per respirare senza diluire eccessivamente la trama.


Se Apple riuscirà a replicare quanto fatto con Asimov, Neuromancer potrebbe diventare qualcosa di più di una buona serie tv. Potrebbe essere l'adattamento definitivo di un'opera che ha aspettato quattro decenni per trovare la forma giusta, il momento giusto, le persone giuste. Potrebbe dimostrare ancora una volta che la letteratura di fantascienza considerata "inadattabile" semplicemente non ha ancora trovato il mezzo e il linguaggio adeguati.

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