Festival di Venezia 2017, 'Michael Jackson's Thriller 3D': incontro con John Landis

Cinema / Festival / News - 05 September 2017 16:45

La presentazione, in versione restaurata e 'migliorata', del videoclip più famoso della storia della musica è una delle chicche della 74° Mostra d'arte cinematografica

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Thriller” è oggi considerato il videoclip più importante in tutta la storia della musica pop, una pietra miliare che negli anni ha avuto pochi eguali. Nel 2009, è stato il primo (e finora unico) video musicale ad essere inserito nel ‘National Film Registry’ della Biblioteca del Congresso americano, in quanto ritenuto “significativo dal punto di vista culturale, storico o estetico”; ad agosto 2017, risultava avere 435 milioni di visualizzazioni su YouTube.

Nel crearne la versione 3D, la Optimum Productions ha deciso di chiamare lo stesso John Landis a supervisionare il processo di restauro e conversione attuato sui negativi in 35 mm del corto originale, riesumati dagli archivi dello stesso Michael Jackson.

Anche il sonoro (i dialoghi, la canzone originale di Jackson e le partiture orchestrali di Elmer Bernstein) ha ricevuto un trattamento altrettanto rigoroso grazie alla tecnologia Dolby Atmos, in modo da essere all’altezza di una proiezione in una sala cinematografica di prima qualità.

Alla conferenza stampa tenutasi al Lido hanno partecipato John Landis e John Branca, rappresentante della Estate of Michael Jackson.

John Landis ha spiegato così le motivazioni che lo hanno spinto a farsi coinvolgere nel progetto: “Thriller è qualcosa di cui vado molto fiero; io e Michael l’abbiamo concepito sin dall’inizio come un film da proiettare al cinema. Sarò sincero, ho accettato la proposta di convertirlo in 3D perché ho pensato che finalmente così avrei avuto i soldi per dargli l’aspetto che avrebbe sempre dovuto avere.”

Su cosa ne penserebbe il leggendario artista se fosse ancora tra noi, Landis non ha dubbi: “Vorrei tanto che fosse qui, perché so che adorerebbe tutto questo”.

Il regista ha ricordato con parole affettuose la collaborazione con Jackson: “[Quando abbiamo girato Thriller] Michael aveva 24 anni, ma io pensavo che ne avesse al massimo 18. Era determinato affinché tutto riuscisse al meglio, aveva una fantastica etica del lavoro. Ogni attore è diverso, quindi, da regista, con ognuno devi usare un approccio diverso. Michael era pieno di gioia, come un bambino, ma non era infantile. Mi piaceva lavorare con lui, e lui si impegnava davvero tanto. Capiva che io ero il regista, e che quindi poteva fidarsi di quello che gli dicevo.”

“Quello che ci tengo a dire ogni volta di ‘Thriller’, è che non è stato l’idea geniale di nessuno. Non è stata una brillante operazione commerciale. Il progetto è nato perché Michael voleva trasformarsi in un mostro. Il suo successo per me è stata una vera sorpresa.”


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