Dove è stato girato Heart of the Beast: l'Alaska di Brad Pitt non si trova affatto in Alaska
Heart of the Beast con Brad Pitt è ambientato in Alaska ma girato interamente in Nuova Zelanda. Scopri le vere location.
Le montagne innevate, i laghi glaciali, le distese infinite di wilderness che sembrano non finire mai. Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio porta Brad Pitt nel cuore dell'Alaska più selvaggia e remota, almeno in apparenza. Perché quelle vette maestose, quei paesaggi che sembrano la quintessenza del Grande Nord americano, in realtà si trovano dall'altra parte del pianeta. Il regista David Ayer e la sua troupe non hanno mai messo piede in Alaska: hanno scelto la Nuova Zelanda, trasformando l'Isola del Sud in un perfetto doppio cinematografico dell'Alaska.
La storia è quella di James Belmont, ex membro delle Forze Speciali interpretato da Brad Pitt, che dopo un drammatico incidente aereo si ritrova bloccato in una natura ostile insieme al suo cane da combattimento Odin. I due devono trovare un modo per tornare alla civiltà, affrontando temperature proibitive, montagne impervie e una serie di pericoli che mettono alla prova non solo la resistenza fisica, ma anche il legame profondo costruito negli anni tra uomo e animale. Un survival thriller nel quale il paesaggio non è solo sfondo, ma diventa il vero antagonista.
Schede
Le riprese principali si sono svolte nel 2025 e hanno coinvolto soprattutto le regioni di Canterbury, Otago e Fiordland, nell'Isola del Sud della Nuova Zelanda. Queenstown è diventata una delle principali basi operative della produzione, con la troupe che ha lavorato sul Lake Wakatipu e nella zona di Glenorchy. Altre sequenze sono state realizzate nel Mount Aspiring National Park e tra gli spettacolari paesaggi di Milford Sound. Proprio questi territori forniscono gran parte delle montagne, dei laghi e delle immense distese naturali che circondano Brad Pitt e Odin durante la loro avventura.
Lake Wakatipu offre allo spettatore la prima impressione di isolamento. Il trailer mostra Brad Pitt riemergere dall'acqua e muoversi in un territorio dominato dalle montagne, offrendo subito la sensazione di trovarsi in un luogo lontanissimo dalla civiltà. Le coste del lago e le montagne dei Remarkables sono state trasformate nella wilderness dell'Alaska, creando un effetto visivo che sullo schermo risulta praticamente indistinguibile dalla realtà geografica narrata.
Glenorchy rappresenta invece il punto di accesso alle zone più remote. Questo piccolo centro è stato utilizzato dalla produzione come base per raggiungere aree estreme del Mount Aspiring National Park. David Ayer ha raccontato a GQ che alcune sequenze sono state girate in zone talmente isolate da richiedere l'utilizzo di elicotteri per trasportare attori e attrezzatura. In una location, secondo il regista, era possibile arrivare sul set praticamente soltanto per via aerea, con una quantità di equipaggiamento estremamente limitata. La distanza dalla civiltà non è solo una finzione narrativa, ma una realtà produttiva che ha reso le riprese particolarmente impegnative.
Il Mount Aspiring National Park è probabilmente la location più importante per comprendere perché Heart of the Beast abbia un aspetto così selvaggio. Il parco comprende montagne, vallate modellate dai ghiacciai, foreste di faggi e corsi d'acqua che danno al film quella sensazione di spazio infinito e isolamento assoluto. David Ayer ha spiegato che in alcune di queste zone, secondo lui, nessuno aveva mai realizzato riprese cinematografiche. Per poter lavorare in quei luoghi, la produzione ha dovuto confrontarsi con le autorità neozelandesi e con gli enti responsabili della conservazione del territorio, cercando di ridurre al minimo l'impatto ambientale delle riprese.
L'Alaska di Heart of the Beast, dunque, esiste soltanto nella storia. Dietro quei paesaggi estremi ci sono Queenstown, Lake Wakatipu, Glenorchy, Mount Aspiring National Park e Milford Sound: alcuni degli angoli più spettacolari dell'Isola del Sud della Nuova Zelanda, trasformati da David Ayer nell'immensa natura selvaggia che mette alla prova Brad Pitt e il suo inseparabile Odin. Un inganno geografico perfetto, che dimostra ancora una volta come il cinema sappia piegare la realtà alle esigenze della narrazione, creando mondi credibili a migliaia di chilometri di distanza da dove la storia dice di essere ambientata.
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