Speciale Milano Fashion Week

Docu-serie su Andre Agassi in streaming, le anticipazioni

Prossimamente su Apple TV

Docu-serie su Andre Agassi in streaming, le anticipazioni

Sedici anni dopo la pubblicazione della sua celebre autobiografia Open: An Autobiography, considerata uno dei più grandi libri sullo sport, Apple TV ha annunciato una docu-serie sulla vita di Andre Agassi.
La serie sarà diretta dal regista Chris Smith, vincitore di un Emmy Award, prodotta dalla Smith's Library Films e prodotta da Stacy Smith e Justin Gimelstob.


Open l'autobiografia bestseller

Open: An Autobiography, pubblicato il 9 novembre 2009, è stato scritto in collaborazione con J.R. Moehringer. Open  è un'autobiografia schietta, raccontata con l'impegno dichiarato da Andre Agassi di comprendere “chi ero e cosa ero diventato”.
Un viaggio nel segno della verità, dopo una vita piena di contraddizioni - una su tutte, l'odio per il tennis - seguite da altrettante conciliazioni.
Agassi nasce in un ambiente disperato con poste in gioco sempre più alte. A un certo punto della carriera, smette di giocare per il padre, i soldi o gli allenatori concedendosi la licenza di farlo per se stesso. Il segreto è l'ispirazione, l'obiettivo quello di riprendere in mano la propria vita.


Us Open 2006 - Agassi si prepara a giocare l'ultima partita e dare l'addio al tennis. Ha una moglie, la mitica Steffi Graf, e due bambini, di cinque e tre anni. La sua vita è già proiettata al futuro, ma occorre un ultimo, enorme sforzo per mantenere tutto sotto controllo: il domani dipende da qualcosa che è qui e ora, anche se stai per lasciartelo alle spalle.
“Mal di schiena, colpi sbagliati, brutto tempo, disgusto nei miei confronti” - come spesso è accaduto, prima di una partita, anche questa volta il destino mette il bastone tra le ruote: “Mi sento come se qualcuno mi si fosse avvicinato durante la notte e avesse fissato alla mia colonna vertebrale uno di quegli antifurto che si applicano al volante. Come faccio a giocare gli Us Open con un bloccasterzo alla schiena? L'ultimo match della mia carriera finirà con un ritiro?”.
Occorre un'iniezione di cortisone.
Agassi vede allo specchio i propri occhi rossi e la barba grigia, un'immagine di sé, in cui stenta a riconoscersi: “Eppure, in fondo a quegli occhi, riesco a scorgere il ragazzino che voleva lasciare perdere, il ragazzino che ha lasciato perdere un sacco di volte. Vedo il ragazzino che odiava il tennis e mi chiedo come quel bambino dalla zazzera dorata vede quest'uomo calvo, che continua a odiare il tennis, eppure ancora gioca. Sarebbe scioccato? Divertito? Fiero? La domanda mi lascia stremato, spento, ed è solo mezzogiorno”.


Il traguardo è dietro l'angolo, l'attende il buen ritiro in Florida. Un nuovo inizio come desidera da sempre. Eppure, proprio ora, non si sente pronto a smettere: “È una faccenda inspiegabile, mistica, quella di queste forze gemelle, di queste energie contrastanti, ma è reale. Lo so, perchè ho passato gran parte della mia vita a cercare l'una e a combattere l'altra, e talvolta sono rimasto bloccato, sospeso, a rimbalzare tra le due come una palla di tennis” (leggi la recensione qui).

© Riproduzione riservata

Potrebbe Interessarti