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Back 4 Blood, recensione videogame per PS5 e Xbox Series X

Games / News - 14 October 2021 14:00

Un'apocalisse zombie da vivere in compagnia

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Back 4 Blood è il seguito spirituale della serie Left 4 Dead, da cui eredita struttura, atmosfere e parte del team di sviluppo originale, ora riunitosi sotto Turtle Rock Studios. Il titolo va a coprire un settore di mercato che negli ultimi anni ha visto alcune produzioni tentare la strada cooperativa, ma senza il successo ottenuto durante l'era PS3/Xbox 360, dove era forte il fascino dei primi giochi pensati esplicitamente per il multiplayer online.

Back 4 Blood
Back 4 Blood è uno sparatutto in prima persona votato alla modalità cooperativa, fino a quattro giocatori, all'interno di scenari piagati da un'apocalisse di Infestati, zombie assetati di carne e sangue umano, trasformati in creature dalla diversa tipologia e caratteristiche. Il parassita che ha dato il via all'epidemia è chiamato Verme del Diavolo, a cui i sopravvissuti sembrano immuni e da cui parte la Campagna di disinfestazione del gioco; la Resistenza è capitanata da un ex ufficiale dell'esercito, ai cui ordini ci saremo noi e i nostri compagni di avventura. Il focus, più che sulla storia e sui quattro atti in cui è divisa, è incentrato sui personaggi selezionabili, per un totale di otto: la differenza tra le varie classi non è solo estetica, ma è marcata da abilità specifiche, skill e bonus da utilizzare, fondamentali per il team e la sopravvivenza. Se infatti alla difficoltà più bassa il gioco rimane abbastanza permissivo, anche con giocatori casuali, alle difficoltà più elevate la cooperazione e l'aiuto tra utenti diviene imprescindibile, pena il game over anticipato. Costruire quindi il nostro team, magari con gente con cui parlare e interagire, è una prerogativa per superare i vari stage, in un'avventura che rimane corporsa sia in termini di contenuti che di variabili ludiche. In tal senso la Campagna è pensata per essere rigiocata (ci sono tre livelli di difficoltà), grazie ad un sistema di modificatori che cambiano l'esperienza di gioco e ad aspetti casuali che differenziano ogni singola partita. Gran parte del divertimento viene, ovviamente, dalla modalità multiplayer cooperativa online, ma è comunque possibile affrontare l'intera storia in singolo con gli altri personaggi controllati dai bot, ma senza la possibilità di ottenere ricompense. Dal lato competitivo online troviamo invece una mal riuscita Modalità Sciame, dove le due squadre di giocatori si dividono in Sterminatori e Infestati, con l'obiettivo di sopravvivere più a lungo dell'avversario.
Il gameplay ricalca e modernizza l'ottimo feeling di Left 4 Dead: uno shooting veloce, adrenalinico e arcade, che conferisce un feedback alle armi piacevole e dinamico. La progressione vede sostanzialmente il giocatore partire da un rifugio e cercare di raggiungere il successivo, con in mezzo una notevole quantità di zombie da eliminare, tra orde e oggetti da raccogliere. Le meccaniche di gioco si basano molto sull'introduzione delle Carte, con un mazzo a nostra disposizione che si espande di pari passo al potenziamento della base militare, una sorta di hub centrale da cui partono tutte le spedizioni. La costruzione del deck personale permette di sbloccare bonus per noi e la squadra, con alcune carte che possono essere utilizzate per ricevere speciali ricompense nel corso delle missioni; di contro, anche il nemico può attivare dei malus specifici, che modificano l'esperienza di gioco. La grafica di Back 4 Blood vede un ottimo compromesso tra fluidità, necessaria per uno shooter del genere, e un impatto visivo piacevole, con personaggi vari tra loro, scenari carichi d'atmosfera, nemici presenti in gran quantità su schermo e boss di fine capitolo. Il doppiaggio in italiano è altrettanto buono, e mai scontato in produzioni più piccole e recenti, e accompagna il giocatore in una Campagna principale corposa, divisa in quattro atti e 33 livelli di gioco.

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