Alessandro Magno, in cinque film il mistero della città perduta
Alessandro Magno è uno dei personaggi che hanno avuto più rappresentazioni al cinema
È notizia recente della scoperta di una città perduta fondata da Alessandro Magno durante la sua conquista in Persia, cominciata nell’anno 334 a. C. mentre inseguiva il sovrano persiano Dato III dopo la battaglia di Gaugamela, avvenuta nel 331. Ci troviamo nella regione kurda dell’Iraq.
I reperti sono stati evidenziati grazie a dei droni, e il sito archeologico chiamato Qalatga Darband reca i segni dell'influenza greco-romana, tra cui le otri di vino e le statue che raffigurano gli dei Persefone e Adone. La ricerca è coordinata da John MacGinnis del British Museum. In una tomba è riportata l'iscrizione "Re dei re, benefico, giusto e manifesto, amico dei greci, questo è il re che ha combattuto contro l'esercito romano guidato da Crasso a Carrhae nel 54/53 aC”. La tomba apparterrebbe al re Orodes II di Parthia, che ha governato tra il 57 a. C. e il 38 a. C., riferendosi ad un periodo in cui i romani tentarono di conquistare l'impero partico. Vi è un forte, edifici con tegole di terracotta, un grosso cumulo di pietra sotto la quale vi era una struttura gigantesca. L'edificio conteneva statueche sembravano dèi greci. Una di loro è Adone, mentre l'altra figura femminile seduta è probabilmente la dea Persefone, la sposa riluttante di Hades, sovrano dell’inferno.
La struttura probabilmente era stata riutilizzata e abbellita da Alessandro Magno. Il giovane condottiero regnò dall’età di 20 anni fino alla morte, avvenuta all'età di 32 nel 323 a. C.
Certamente è più facile realizzare un film su un personaggio noto che su uno sconosciuto, e per questo Hollywood ha sempre cercato di ripetere agiografie di condottieri, da “Cleopatra” (1963) al “Titanic” (1997).
Su questo caso in particolare, Alessandro Magno è uno si primi personaggi affrontati. La sua azione è assimilabile a quella di un supereroe dei cinecomic, tanto che riuscì a passare dalla Grecia a all’India; eseguendo conquiste che si spinsero fino ai limiti geografici conosciuti in quel periodo.
Uno dei primi film che affrontò questa figura è “Sikandar” (1941) di Sohrab Modi: qui Alessandro (Sikander in lingua Hindi / Urdu) era interpretato Prithviraj Kapoor, attore indiano che fu anche pioniere del cinema locale, e patriarca dell’omonima famiglia che oggi è una delle più influenti di Bollywood. La storia qui è quella ambientata nel 326 aC, dopo che Alessandro Magno conquista la Persia e la valle di Kabul e si avvicina al confine indiano a Jhelum.
Del 1981 è “Alessandro il grande” di Theodoros Angelopoulos: il film è ambientato a ad Atene agli inizi del 1900, con un bandito che compie razzie e ambisce a controllare l'intera Grecia. Si allea con un villaggio, diventa quasi un monarca e da ora si fa chiamare Alessandro Magno.
“Alessandro il grande” (1956) di Robert Rossen con Richard Burton è quello che maggiormente ha segnato l’immaginario, anche divulgando un periodo storico: qui Filippo II conduce una campagna per ottenere Olynthus, mentre apprende della nascita del figlio Alessandro avuto da Olimpia Il nascituro è indicato come "un dio nato da un dio". Ma Filippo teme che lei abbia commesso adulterio, e nonostante la diffidenza cresce Alessanro come suo. Il giovane riceve istruzione di storia, matematica, logica: la filosofia gli viene impartita direttamente da Aristotele a Mieza. È ambizioso, tanto da ammettere di preferire “una vita breve con gloria" che una "lunga vita di oscurità”. Il padre gli fa governare la città di Pella, e Alessandro usa uomini, armi e navi per la guerra contro la Persia. Prosegue fino all’India, affermando di avere “superato gli dei”.
Il film fu un successo al botteghino, pur se ottenne recensioni negative.
“Young Alexander the Great” è del 2010, e vede il giovane Alexander (Sam Heughan) nella sua adolescenza in Macedonia, fino all’assunzione della reggenza del paese, dopo aver dimostrato il suo valore al padre, Filippo II.
Il film che ha fatto rivalutare la sua figura rendendola eroica è “Alexander” (2004) di Oliver Stone. Qui Alessandro (Colin Farrell) ha un rapporto teso verso il padre Filippo II (Val Kilmer), mentre è quasi succube dei consigli materni, una Olimpia interpretata da Angelina Jolie. Emerge l’ambizione di raggiungere la fine del mondo allora noto, nonché la capacità di fondare una città, Alessandria d’Egitto. Il condottieri in realtà fondò anche Alessandria del Caucaso, Alessandria Eschate - odierna Chodjend - e una città presso l'attuale Kandahar, in Afghanistan.
Giunse fino a Bucefala (oggi Jehlum), creata in onore del suo cavallo Bucefalo morto in la battaglia. L’ambizione di arrivare fino alla vallata del Gange scemò, perché gli indiani stava attrezzando un esercito di centinaia di migliaia di soldati ed elefanti.
In dodici anni conquistò l'intero Impero persiano, un territorio che si estendeva dall'Asia Minore (l’Ellesponto, ovvero gli odierni Dardanelli) all'Egitto fino al Pakistan, Afghanistan e India settentrionale. Percorrendo 5.300 chilometri, divenuti di sua proprietà.
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