Sulla Nostra \'Pellet\'

Daily / News - 22 June 2009 13:38

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Il pellet arrivato dalla Lituania rischia di contaminare con Cesio137: isotopo del cesio, inoffensivo nello stato inerte, in seguito alla combustione provoca effetti tossici.

 

Dopo il disastro di Cernobyl del 1986, per 6-7 anni negli alberi presenti nella ona interessata alla contaminazione sono state trovate tracce di Cesio.

La caratteristica della notizia che più mi ha colpito è il regresso che si è adombrato. In tempi di tecnologia, di nuovi strumenti caloriferi come i pannelli solari, si torna alla stufa a legna. Certamente la caldaia costa meno dei rivestimenti da sistemare sul tetto: ma fa impressione vedere un uomo d\'affari inserire oggi nella stufa della legna, per mandar avanti la casa. Con un gesto che ritenevo perduto da decenni.

È possibile che ci sia questa involuzione ai sani principi di una volta, quando nella stufa si cuoceva la carne, si scaldava la casa nell\'acerbo inverno e si faceva bollire l\'acqua? Sarà per la crisi che imperversa , ma il termosifone pareva una conquista del boom economico.

C\'è un mio conoscente - benestante - che si vanta del suo stipendio da statale e che eppure ha comprato una stufa in pellet: \"scalda di più\" sostiene. \"La nostra casa è grande\".

Viene in mente la scena di La febbre dell\'Oro (1925) di Charlie Chaplin, quando in balìa del freddo montuoso il protagonista brucia qualsiasi cosa gli capiti a tiro, pur di non morire di freddo. Fino ad ardere il tavolo e le seggiole. Forse bisognerà bruciare ciò che abbiamo, arriverà presto la moda di coltivare piccoli tronchi di abete, capaci di crescere in pochi mesi e da usare nella nostra stufa.

© Riproduzione riservata



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