Fiction - La Spia In Minigonna # 1 - B&B Positano

Comics / News - 14 May 2009 11:37

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La storia di Bob Massoli non è molto diversa da quella che tutti noi vorremmo vivere. È un tipo, con le labbra carnose, le guance un po\' arrossate , una timidezza mal celata forse creata apposta per suscitare più interesse negli altri. Quando incontra qualcuno, al ristorante, alle poste - raramente ci va ma ogni tanto gli capita - pensa sempre che la persona che lo sta guardando rifletta così: \"Mi piacerebbe parlarci con questo tipo\".

e tutto ciò lo porta a sentirsi un po\' agiato. Anche se lui non approfitta mai della situazione, perché ad esempio quando è nei camerini e alcune ragazze si ritrovano mezze nude non tenta mai di tastargli il sedere. Sconvenienza che invece molti praticano e per cui si sentono anche orgogliosi.

Ha una vita abbastanza interessante, una bella ragazza - almeno l\'aveva finché non successe quel fatto - una casa tacita che tuttora mantiene, a Roma, in Via Margutta, vicolo tranquillo eppure al centro della città con un albero di fico che spunta da un angolo e che gli fa ricordare la sua infanzia, la natura cui era tanto attaccato. Tutto ciò per Bob ora ha un significato diverso, lo vede con occhi più maturi, quasi lavati con un\'acqua veramente limpida; prima invece sembrava andare di pari passo col suo successo, con l\'ambizione, il desiderio di imporsi e tutto quello che poteva servire a questo suo obiettivo, ogni occasione, persona che incontrava lui la sfruttava. Ora invece la situazione è cambiata.

Un giorno stava facendo una sfilata come solito, un po\' scocciato perché è comunque faticoso portare un abito firmato e atteggiarsi in modo che il corpo lo esalti il più possibile; ci sono quei farabutti di stilisti che appena vedono che l\'attenzione del pubblico scema incolpano il modello e non la loro creatività che intendono sublime. Era a Positano, aveva appena terminato la sfilata, con la passerella che solcava addirittura la spiaggia e arrivava al mare, la schiuma delle onde che odorava di burro. Il posto era incandescente, le case lì sono arroccate sopra il mare - anche se nasconde qualcosa di misterioso, gli abitanti vogliono tutti essere un po\' furbi perché addirittura una volta un amico di Bob, anche se il mare è brillante ha trovato nell\'acqua uno sterco che galleggiava: i ricconi ci attraccano gli yacht anche se il molo non c\'è. Lì, nella costiera amalfitana, nel sud c\'è un grande alone di suggestione ma anche una forza sotterranea che non si riesce bene a scorgere.

Insomma conclusa la sfilata Bob si fece accompagnare dall\'autista all\'hotel perché non aveva voglia di gironzolare. Mentre era nella hall s\'intratteneva col padrone dell\'hotel che era un tipo strano, baffuto e sonnolento, che discorreva di quei posti, magnifici ma con una punta di ostilità come se anche lui volesse prenderne le distanze. Raccontava dell\'acqua, che lì è importantissima:

- Vedi, - diceva. - Qui abbiamo dei grandi depuratori, che rendono l\'acqua pulita. Teniamo le strade limpide, siamo cortesi con tutti.
- L\'ho notato subito, appena sono arrivato. - Lo accondiscendeva Bob. - Anche a Napoli è così, però.
- Napoli? - si agitò come se l\'avesse offeso.
- Sì.
- Dovrebbe eruttare il Vesuvio e seppellire tutti i napoletani. Uno dopo l\'altro. In mezz\'ora, così. Hai capito?

Lui restava un po\' impaurito:
- Ma Napoli sta qui vicino, a venti chilometri. Perché seppellirlo? - tentava di chiedere Bob ma lui s\'infuriò:
- ...tu mi chiedi \'perché\'? Noi non abbiamo niente a che fare con i napoletani. Hai capito? Questo lo capisci? - s\'infuocò e si alzò in piedi.
- Sì, ci credo. Va bene, - rispondeva impaurito. Tra questi discorsi, la testimonianza della verità dell\'importanza del mare tanto che tutti i riflessi dell\'acqua si spargevano per la hall, lui continuava a chiacchierare, non aveva sonno pur se erano le tre: ogni tanto s\'addormentava poi si risvegliava, allora illustrava a Bob questi posti fatidici che attorniano Napoli, Torre del Greco, Torre Annunziata. Affermava che se uno capita lì...:
- ... almeno una volta a settimana ci scappa un morto ammazzato. Lì.

Bob rimaneva perplesso, è possibile che tutte le storie che si raccontano di questi luoghi siano vere?
- Davvero?
- Non qui, lì. Hai capito?
- No, no, - risponde Bob. - Intendevo dire a Napoli, nei paesi vicini.
- Bravo, certo. Qui siamo a Positano. È una perla, è tutta un\'altra storia. Ma lì sì, lì vivono così, a dodici anni già rubano. Anch\'io, una volta, ero andato allo stadio. Avevo il portafoglio, ci tenevo tre milioni...
- ...tre milioni nel portafoglio?
- Perché, non si può?
- Come no?
- Fammi raccontare. Io ero tra gli ultimi a comprare il biglietto, eravamo rimasti in pochi quando m\'accorgo che non avevo più il portafoglio. Allora io guardo intorno e lì c\'erano tre carabinieri. Gli dico: \"Eh, mi hanno fregato il portafoglio. Cercate! Siamo rimasti in dieci. Sarà uno di questi, no\". Loro, lo sai che mi hanno risposto?
- L\'hanno cercato.

 

 

- No.
- No?
- Lo sai che m\'hanno detto? \"Come fa a sapere che sono stati loro? Ormai li ha persi, non c\'è niente da fare\". Pure la polizia ci mangiava, lì. Hai capito, sul mio portafoglio?
- Sì, è assurdo.
- Ah!

Bob aveva sonno ma era rimasto affascinato da queste storie. Lo aveva sempre un po\' intrigato quest\'ambiente losco, non perché fosse un delinquente mancato, piuttosto ci vedeva un\'anarchia che gli appartiene in fondo, che è il retaggio comune. Quasi naturale, bestiale, il desiderio di non sottomettersi a nessuna regola.

Bob andò a dormire ma non riuscì ad essere tranquillo, pensava sempre a questi posti che lo attorniavano, un po\' malavitosi. Chissà lì cosa staranno combinando, ci saranno sparatorie, per le strade. Si decide, possibile che bisogna essere sempre codardi nella vita, succubi dei consigli degli altri, delle paure che t\'inculcano? Non gliene fregava niente.

Salì nell\'auto e cominciò a girare per le zone. Prima di uscire da Positano impiegò circa quaranta minuti, tra tutte quelle curve in salita con a ridosso i burroni e il mare. Uscì da queste insenature, arrivò a Castellammare di Stabbia, proseguì per Pompei, Torre Annunziata finché scese nella pianura. Vide l\'insegna per Torre del Greco e svoltò. Non c\'era modo migliore per esaudire la sua curiosità, per provare se veramente tutte quelle voci che circolavano fossero fondate.

Forse era un po\' matto, bacato per arrivare fino a lì ma aveva sempre avuto una forma di bizzarria fin da bambino, di voler varcare il limite.

Arrivò ad una stradina con due lampioni, rotti; cavolo, erano stati proprio presi a fucilate. Si scorgevano i fori dei proiettili che avevano frantumato il vetro. Ma non è così grave, può capitare in qualsiasi parte dell\'Italia che si prendano a fucilate due lampioni. Solo ora Bob aveva capito che veramente tutte le notizie che si davano di queste zone erano false, sommarie. Ciò che lui avvertiva era solo un forte odore di limone, che penetrava da ogni parte, da ogni poro come una coperta. Assediavano l\'aria vaste distese di coltivazioni di limoni, così come ai Castelli Romani di vino, nella Pianura Padana di riso. Esisteva solo una natura che imperversa, quasi selvaggia, che non dà tregua, tra pianure, burroni, mare, schiuma, poi ancora scogli che spuntano. Come può un posto così ospitare tutta quella ferocia di cui si parla in televisione?

Della mafia qui non c\'era assolutamente traccia . Scese dall\'auto, proseguiva a piedi temendo che arrivasse un proiettile da destra o sinistra ma era tutto calmo. Aveva la sensazione di aver scoperto un aspetto della sua personalità che non conosceva, un po\' impaurito perché non si riteneva capace di tanto e allo stesso tempo questa fuga rappresentava una specie d\'umiliazione, come se avesse incrinato la sua serietà. Girò l\'auto e partì, cercò di eliminare subito questi pensieri e correndo sotto i lampioni ragionava già su altre cose, sul sonno che ormai lo stava regnando.

A metà percorso, tra i tornanti stese la mano accanto al sedile e s\'accorse che non c\'è niente. Era un gesto che di solito eseguiva per accertarsi che il portafoglio fosse lì: era sempre certo che si trovasse lì ma questa verifica rappresentava come un\'ulteriore prova. Infatti stavolta non c\'era. Cavolo, com\'era possibile? Non si ricordava di averlo preso quando era uscito dalla camera, oppure se a Torre del Greco l\'aveva messo in tasca. E se gli fosse caduto proprio lì? Non riusciva proprio a ricordarlo, come quando c\'è un buco nella memoria.

Si rigirò con un\'inversione spericolata e tornò lì. Andò proprio sotto quei lampioni a perlustrare. Non c\'era la minima traccia del portafoglio. Ci teneva dentro, a parte trecento euro, due carte di credito, la patente e la carta d\'identità; non aveva proprio voglia di trascorrere la notte al commissariato.

La sagoma del Vesuvio incombeva indifferente. Si accorse che dall\'auto, che era con la capote abbassata, s\'alzava un foglio che era nel sedile di dietro: non era niente d\'importante, solo una copia del contratto che aveva firmato con l\'agenzia. Così corre in mezzo al prato dove si era posato, arriva un altra folata che lo spinge ancora più lontano. Arriva ad una stradina acciottolata, si scosta e da dietro due rami scopre in un ciglio di strada due persone che hanno una pistola puntata su una terza, in ginocchio. Sembra che gli diano l\'estrema unzione...


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